Per il 2020 è tornata con il carico di novità: la maxi-enduro di Tokyo ora è più potente e hi-tech, ma anche hi-tech come poche

Un punto di riferimento da ormai 32 anni per tutti gli amanti delle moto totali: Honda Africa Twin è tornata nel 2020 evoluta sotto tutti gli aspetti e pronta a confermare che se è in cima alla lista dei desideri dei motociclisti ormai da decadi un motivo c’è.

Pregi e difetti

Parlare di facelifting e naturali accorgimenti tecnici sarebbe un errore madornale perché l'Africa Twin non si stravolge, ma cambia profondamente.

Le linee del suo design rimangono da riferimento, per molti le più armoniche di tutto il segmento, ma con la solita attenzione maniacale al dettaglio evolvono: lo sguardo sornione del gruppo ottico sdoppiato ora trova i DRL e un disegno leggermente diverso.

Ancora più ricca di contenuti, tecnici e tecnologici, è attenta anche alla forma, intesa come cm e kg: perde 4 kg sulla bilancia, grazie al telaio a doppia trave discendente con semi doppia culla sdoppiata ridisegnato a cui è imbullonato un telaietto più stretto di 4 cm, che snellisce sella e coda.

Quello che non cambia però è il retaggio fuoristradistico che da sempre porta con sè: la firma ciclistica che la rende la più appropriata tra le maxi ad essere definita enduro rimane al suo posto, con la coppia di cerchi a raggi composta dal 21" anteriore e il posteriore da 18" che trova il sostegno del forcellone in alluminio estruso della CRF450R.

Misure sostenute da un reparto sospensioni con escursione da specialistica: 230 mm per la forcella Showa a steli rovesciati da 45 mm di diametro, e 220 per il mono con leveraggio prolink, entrambi pluriregolabili.

Cambia molto sul ponte di comando, dove il vecchio LCD lascia il posto ad un display TFT da 6,5” con connettività e compatibile con Apple Car Play, da cui si gestiscono i Riding Mode e l’intervento della piattaforma inerziale a 6 assi.

Per scoprirlo nei dettagli potete guardare il video dedicato al display Multi-informazioni di Honda Africa Twin cliccando qui.

Il bicilindrico parallelo, monoalbero, 8 valvole, raffreddato a liquido, con fasatura a 270° passa infatti dai 998 ai 1.084 cc grazie all'aumento della corsa e trova l’omologazione Euro 5.

La testata Unicam, con distribuzione monoalbero derivata sempre dalle CRF del cross, rimane al suo posto seppur riprogettata e con corpi farfallati da 46 mm.

Cambiano invece le camicie dei cilindri e sono stati eliminati i parastrappi grazie al miglioramento degli ingranaggi di bilanciamento. Tradotto in soldoni il motore è più leggero di oltre 2 kg e sfonda il muro delle tre cifre alla voce potenza e coppia, con 102 CV a 7.500 giri e 105 Nm a quota 6.250.

A lavorare insieme all'unità bicilindrica, come ormai è consuetudine ci possono essere il cambio tradizionale a 6 rapporti o il DCT, ma anche la nuova piattaforma inerziale a 6 assi Bosch, che permette di intervenire su alcuni parametri dei 4 riding mode preimpostati e di personalizzare completamente i 2 dedicati all'utente.

Il carattere è malleabile a seconda delle preferenze, ma che il temperamento sia più forte lo si capisce subito.

Rimane dotato di una schiena da riferimento, dolce come pochi nel riprendere dai bassissimi regimi e fluido nel restituire la potenza a disposizione, tanto da non far avvertire mai strappi o effetti on-off.

Ai medi continua a tirare fuori le unghie quando gli viene richiesto, ma ora, più che in passato guadagna una progressione e un allungo inediti, perché rispetto al passato rimangono vivaci anche nella seconda parte dell'arco d'erogazione.

Un piglio che, unito all'ottima centralizzazione delle masse che da sempre distingue l'adventure giapponese e all'impeccabile comportamento delle sospensioni la rende molto più maneggevole sul misto, dove il 21" anteriore sembra trasformarsi in un più stradale cerchio da 19", tanta la sensazione di appoggio e sveltezza che offre e lo sforzo minimo che richiede anche per essere condotta a ritmi sostenuti.

E se si parla di consumi l'Africa Twin rimane una scelta affidabilissima, visto che supera tranquillamente i 20 km con un litro di benzina, assicurando con il serbatoio da 18,8 litri quasi 400 km di percorrenza.

Quanto costa

Honda CRF1100L Africa Twin parte da 14.990 euro con cambio manuale, 1.000 in più per il DCT. La versione Urban della nostra prova, con parabrezza alto, portapacchi e topcase da 35 litri costa 15.090 euro a cui bisogna aggiungere però i tubolari in dotazione per motore e carena, a poco più di 500 euro.

Se invece si opta per i pacchetti Travel e Desert Track, entrambi con tris di borse, cavalletto centrale, fendinebbia e tubolari, il prezzo sale tra i 17.800 e i 18.100 euro. La Adventure Sports invece parte da 18.990 euro.

Abbigliamento

Casco Scorpion ADX-1
Giacca Alpinestars Hyper Drystar
Pantaloni Alpinestars Bogotà V2 Drystar
Guanti Alpinestars Techstar
Scarpe Alpinestars Web Goretex