Considerazioni dopo il gp australiano che regala un podio inusuale e tanti spunti

Prendendo solo i risultati finali di Phillip Island, senza guardare la gara, si penserebbe subito alla solita gara di Marquez che domina, facendo il vuoto (11 secondi sul secondo) e andando a vincere in un'altra noiosa e maledetta domenica di "non spettacolo". In realtà la tappa australiana della MotoGP non solo è stata per molti versi divertente, ma soprattutto offre importanti spunti per fare alcune considerazioni.

Marquez senza rivali

A scanso di equivoci, precisiamo subito che MotoGP 2019, Marquez non ha più rivali anche qui ha dimostrato di essere un pilota senza rivali. Però si è visto un Vinales in ottima forma, sfortunato nel perdere il controllo della moto proprio ad una manciata di curve dal finale, dopo aver visto sfumare l'ipotesi di una vittoria – o quantomeno in una lotta con Marc – in cui probabilmente lo spagnolo della Yamaha credeva. E peccato anche per Fabio Quartararo, messo ko al primo giro dall'incolpevole Petrucci: il rookie dell'anno probabilmente anche a Phillip Island avrebbe fatto vedere grandi cose. 

Male Rossi e Dovizioso, bene Miller, Bagnaia e Iannone

Grandi cose che invece non è riuscito a fare Valentino Rossi, nonostante i primi giri al comando che hanno fatto sognare i tanti appassionati. Il dottore ha avuto un rendimento altalenante nel corso di tutta la gara e alla fine ha chiuso ottavo, dietro ad un Dovizioso poco brillante. Benissimo, invece, la Ducati di Miller, così come quella di Bagnaia: il primo sul podio, il secondo al comando degli inseguitori. 

Gruppo inseguitori dove c'era anche Andrea Iannone, che non solo ha condotto per pochi secondi la Aprilia in testa alla gara – era la prima volta, dal ritorno del marchio di Noale in MotoGP – ma è riuscito anche a chiudere la domenica con il miglior risultato di sempre: sesto posto.

Crutchlow bravissimo secondo, Lorenzo ultimo

Gran risultato, infine, per Cal Crutchlow: per lui è il terzo podio stagionale, ma il primo in cui arriva secondo. E, infine, è bene prendere con le pinze il risultato di Zarco che ha preso per la prima volta una Honda in mano in un weekend dove anche il meteo ha fatto scherzi ed è presto per fare qualsiasi considerazione. Per Lorenzo, ultimo, con più di un minuto di distacco, a questo punto si aspetta solo la nuova stagione e una moto che magari possa permettergli di esprimere il suo potenziale.