Test

pubblicato il 14 agosto 2015

Yamaha MT-07 2015 - LONG TEST

Abbiamo messo alla frusta la piccola naked di Iwata per oltre 1000 km in qualsiasi condizione. Facciamo un'analisi e rispondiamo alle vostre domande

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La Yamaha MT-07 è una delle moto più convincenti dell'ultimo anno. Presentata a inizio 2014 ha trovato un suo posto nel mercato ed è senza dubbio la più apprezzata nella categoria delle bicilindriche di media cilindrata. Nel periodo da gennaio a luglio 2015 è stata venduta in oltre 1.500 esemplari ed è al sesto posto fra le moto più vendute d'Italia, davanti anche alla sorellona MT-09. Quest'anno è arrivata anche la nuova colorazione Racing Yellow, ovvero quella tipica gialla con banda nera che è un simbolo di Yamaha dagli anni di Kenny Roberts.
Non è una novità assoluta, ma l'abbiamo voluta testare in maniera approfondita, con lo scopo di realizzare un test nelle condizioni di utilizzo standard, mettendoci nei panni del neopatentato o del commuter urbano con predilezione alle gite in montagna, con la fidanzata e senza, per capire qual è la vera vocazione di una moto all'apparenza versatile e senza difetti. Quest'occasione è stata ghiotta anche per realizzare un vero e proprio "social test": durante il periodo di prova vi abbiamo chiesto sulla pagina Facebook di avanzare le vostre domande, ed ecco tutte le risposte alle vostre curiosità. Ma partiamo per gradi.

Prima un po' di tecnica

Non è nostra intenzione ammorbarvi troppo con l'ennesima disamina tecnica del prodotto. Il nostro test della presentazione ha già elencato i numeri della MT-07 e ci limiteremo a inquadrare in maniera veloce le più importanti caratteristiche, a partire dal motore che è il vero fiore all'occhiello di una moto riuscitissima: il suo bicilindrico parallelo ha una cubatura di 689 cc, raffreddato a liquido e con 4 valvole per cilindro azionate da due alberi a camme sulla testa. La dimensione dei cilindri è di tipo superquadro, con 80 mm di alesaggio e 68,6 mm di corsa. Questo renderebbe il motore molto sportivo ma il manovellismo dell'albero motore a 270° e il contralbero di bilanciamento rendono la moto molto dolce e pronta ai bassi regimi, regalando sensazioni davvero interessanti ad ogni apertura del gas. La potenza è di 74,8 CV a 9.000 giri/min, con un valore di coppia massima notevole di 68 Nm a 6.500 giri/min. Valori decisamente alti per un mezzo di questa categoria.
La ciclistica, in realtà, non ha niente di rivoluzionario ma nelle fredde quote stupisce l'equilibrio generale del mezzo: il telaio monotrave in tubi d’acciaio a spessore differenziato affianca un forcellone in acciaio scatolato a disegno asimmetrico. Davanti c'è una forcella a steli tradizionali da 41 mm non regolabile, dietro un monoammortizzatore orizzontale regolabile nel solo precarico su nove posizioni. Belli i cerchi in lega e generose le gomme, con 120/70-ZR17 all’anteriore e 180/55-ZR17 al posteriore. Doppio disco davanti e ABS della Bosch, per un peso complessivo che si aggira intorno ai 164 kg a secco, che divetano 182 con i liquidi e il pieno (nella versione ABS). Il tutto è reso efficiente da dimensioni compatte, un manubrio stretto e un interasse di soli 1.400 mm, cortissimo.

Il long test: sfruttarla al meglio per capire la sua vera vocazione

Abbiamo voluto adattare questo test alle condizioni ideali di utilizzo, impersonificando un neopatentato o un utilizzatore tipo di questa categoria. In circa 3 settimane abbiamo percorso oltre 1000 km che potremmo suddividere in 50% uso in città, 30% uso fuori città e 20% uso in due. In un'occasione l'abbiamo trasformata in moto da turismo, con passeggera, borse morbide e cibo per un pic nic in montagna e in un'altra abbiamo fatto oltre 300 km di sparata fra le curve dolomitiche, intutati e senza troppa malizia. Alla riconsegna della moto abbiamo avuto abbastanza esperienze e materiale da poter trarre delle conclusioni, anche grazie alle vostre domande di Facebook che ci hanno fatto inquadrare gli aspetti per i quali l'utenza finale ha più interesse. 

Maurizio Piergiovanni: "versatilità d'uso, consumi e comfort di guida?" 
Caro Maurizio, partiamo da te perchè nella tua domanda si può riassumere la vera anima di questo test. La MT-07 è realmente una moto versatile ma il suo regno è la città. Con uno zaino in spalla potreste rimbalzare da un impegno all'altro divorando le strade urbane come grissini. La semplicità di guida è spesso sorprendente e il motore pronto a tutti i regimi ha una riserva di potenza sufficiente a mettervi dietro qualsiasi altro mezzo allo scattare del verde. La sua agilità è sicuramente da primato, quindi sgattaiolare fra le auto in colonna è un gioco da ragazzi. Il manubrio stretto, sulle prime, potrebbe non convincere ma quando vi trovate a passare in mezzo alle auto ferme al semaforo ringraziate mamma Yamaha per aver pensato a queste dimensioni così compatte.
L'analisi dettagliata dei consumi la trovi più in basso, perchè è stata una domanda gettonatissima e merita un capitolo a parte, mentre per il comfort di guida possiamo dire: in città è perfetta, la sella bassa e le dimensioni compatte rendono la moto facile da "sbattere" da una piega all'altra anche a bassissima velocità. Gli alti avranno qualche problema soprattutto con le pedane, perchè essendo discretamente rialzate costringono a una piega forzata delle ginocchia, e con il manubrio abbastanza vicino alla sella si ha una triangolazione molto raccolta, ci si sente rannicchiati. Anche per questo ti confermiamo che è una moto ideale per la città: fuori dalle mura il suo limite è senza dubbio la posizione di guida. 

Francesco Bonì: "come la vedete come prima moto e soprattutto come si viaggia in due, si sta comodi?"
La MT-07 come prima moto? SI! Lo scriviamo in maiuscolo perchè è una verità incontrovertibile. La bicilindrica Yamaha è perfetta per muovere i primi passi su una due ruote perchè è il perfetto compromesso fra una moto facile e immediata e un mezzo maturo e prestazionale. Non le mancano cavalli ma neanche agilità, non le manca confidenza ma nemmeno carattere. Sono tutti elementi non facili da coniugare e questo evidenza soltanto una cosa: è un progetto davvero ben fatto.
I viaggi in due? Questo si, è un punto negativo. La porzione di sella dedicata al passeggero è davvero risicata e l'assenza di maniglie (ha solo la cinghia per tenersi fra le gambe) non la rende adatta a percorrere molti chilometri con la fidanzata. Come abbiamo già annunciato prima, abbiamo usato molto questa moto in due e in città i suoi limiti vengono comunque limitati dai brevi spostamenti e dalla scarsa necessità di stipare bagagli, ma anche un picnic in montagna a 50 km da casa può essere un vero problema, fra borse morbide che male si adattano al codino stretto della moto e l'obbligo di zaino che appesantisce la schiena del passeggero. In sostanza, meglio usarla da soli o in due per brevissimi spostamenti. 
Ah, quasi dimenticavo, abbiamo anche fatto un bel tratto di autostrada e se siete dei pendolari che la utilizzano, puntate su altro. Le dimensioni compatte e la totale esposizione all'aria la rendono davvero poco adatta alle strade a pedaggio!

Tiziano Benvenuti: "Dinamiche di guida e prestazioni? Si nota molto la differenza con MT-09?"
Abbiamo esaltato, qui sopra, le caratteristiche di agilità e la prontezza del motore della 07, che nella sostanza è un concentrato di energia a portata di polso, sempre pronta a soddisfare le richieste del pilota con una rapidità sorprendente. Decidete di cambiare direzione da destra a sinistra? Lei lo fa velocemente. Decidete di aprire il gas e fare un sorpasso? Lei lo fa velocemente. Ma se volete, potete anche farlo piano e lei non mostra nervosismo, si lascia accompagnare e porta a termine il compito con dolcezza, grazie anche a un'erogazione burrosa, di quelle che non ti aspetti da un bicilindrico così pieno di pepe.
Dopo 3 settimane di guida quasi quotidiana, possiamo dire di aver scoperto qual è il vero segreto della dinamica ottimale della MT-07: è una moto bassa! Osservatela da ferma, sul cavalletto, e vi sembra una moto più grande, più matura. Le proporzioni sono quelle ideali delle naked sportive ma una volta avvicinati scoprite che è molto più piccola di quel che sembra. Questo perchè i tecnici Yamaha hanno studiato una moto che fosse realmente più piccola su tutti gli assi, e se l'interasse è così corto anche la sella deve essere molto più vicina all'asfalto. Questo ha dato la possibilità di mantenere un baricentro vicino al terreno e caratteristiche dinamiche ottime anche ad andature spinte grazie a quote ben definite, ma leggermente in scala. Il suo piacere di guida è quello di una moto più grossa, ma con la reattività e la leggerezza di una piccola. Bel lavoro Yamaha!
Ah, e con la MT-09 c'entra davvero poco, si tratta due moto simili nello stile ma molto diverse nella sostanza, l'unica cosa che realmente le accomuna è la trattabilità della meccanica e l'equilibrio generale, da riferimento per entrambe nelle specifiche categorie. 

Antonio Romaniello: "Consumi reali?"
Grazie ad Antonio, ci ricolleghiamo anche alla curiosità di Maurizio: quanto consuma per davvero? Partiamo dal dato ufficiale, dichiarato in cartella stampa, che è di 24,4 km/l in ciclo misto d'omologazione. Questo valore è logicamente riferito a condizioni ipotetiche di utilizzo e a un'andatura "umana" è un valore poco considerabile. Negli oltre 1000 km abbiamo registrato un consumo medio fra i 19 e 20 km/l, con la maggior parte di utilizzo in città e extraurbano altalenante fra le smanettate e le tranquille passeggiate. Come tutti i motori moderni, anche quello dell'MT-07 è molto sensibile alle andature. Se si rimane sulla zona alta del contagiri i consumi scendono parecchio, anche sotto i 15 km/l, mentre in trotto tranquillo sulle strade fuori città si può arrivare anche a parziali di 25 km/l. In città, nella media, si consumano fra i 17 e i 19 km/l a seconda di traffico e numero di start/stop. L'indicatore istantaneo del consumo presente nella completissima strumentazione è poco attendibile: non identifica le reali condizioni di traffico e strada ma valuta soltanto l'apertura della farfalla in base alla quantità di gas che diamo. Indicativo ma non veritiero.

Conclusioni

Più di 1000 km con la MT-07 a quali risposte hanno portato? Si tratta senza dubbio di una moto versatile e facile, ma ancora più importante - secondo me - è il piacere di guida e il carattere. Generalmente, una moto realizzata per soddisfare una clientela molto ampia (in questo caso neopatentati, donne, motociclisti di ritorno e commuter cittadini) vive di compromessi che ne limitano il carisma. La 07 è oggettivamente una moto multitarget, ma con una sua personalità ben definita e un comportamento amichevole che non può non soddisfare. È un unico pregio che racchiude in se tanti altri vantaggi intrinsechi che sono tipici delle moto ben fatte e costruite con criterio, anche estetico e funzionale. Inoltre per essere una moto economica è davvero ben rifinita.
I difetti sono quelli identificati nel test del primo contatto, come frizione poco modulabile, sound davvero troppo anonimo e freni da strizzare forte per frenate decise, ai quali aggiungiamo la scarsissima capacità di portare comodamente un passeggero fuori città e la posizione di guida non proprio ottimale per gli "over 180cm", che si troveranno sempre rannicchiati in sella.
A conclusione di tutto, non possiamo non citare il prezzo: 6.490 euro per la versione con ABS (500 euro in meno per quella senza, ma ve la sconsigliamo a priori, la sicurezza vale molto di più) sono davvero pochi per una moto con questi contenuti. Rapporto qualità/prezzo sempre ai massimi livelli per i prodotti Yamaha.

 

 

Autore: Michele Lallai

Tag: Test , naked , test


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