Test

pubblicato il 27 febbraio 2013

Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST

Migliorare... il migliorabile. Quando il lusso è a due ruote!

Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST - Foto Dinamiche - anteprima 1
  • Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST - Foto Dinamiche - anteprima 2
  • Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST - Foto Dinamiche - anteprima 3
  • Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST - Foto Dinamiche - anteprima 4
  • Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST - Foto Dinamiche - anteprima 5
  • Suzuki Burgman 650 Executive 2013 - TEST - Foto Dinamiche - anteprima 6

Suzuki Burgman 650 2013: la prima cosa che viene in mente è il comfort, seguito dalla lussosità di viaggio. Sono passati dieci anni dal suo predecessore, e nella Capitale, la Casa di Hamamatsu ci ha organizzato un test per avere poi la conferma di un mezzo già ottimo. Test, come deve essere fatto per uno scooter del genere: oltre 200 Km su percorsi urbani, extraurbani, autostradali e di montagna. Complimenti a Suzuki, dunque. Rispetto al modello del 2002, ora il maxiscooter è però più moderno a livello di design, meglio dotato tecnicamente e con un prezzo promozionale (fino al 31 maggio 2013) che attira non poco. Occorrono infatti 9.990 euro f.c. per la versione Base e 10.490 euro f.c. per la versione accessoriata, l’Executive, oggetto di questo test.

DESIGN MODERNO
I designer sono intervenuti su tutto lo scooter, donandogli delle linee molto più moderne e dalle forme più arrotondate rispetto al modello precedente, ed in ogni caso, meno voluminose e più filanti. A curarne il design, Yoshinora Kohinata, designer della Hayabusa K8 e della Gladius (2009) che così lo ha definito: "Volevamo delle linee che richiamassero all’idea della valorosità e dell’eleganza. I suoi ‘movimenti’, ricordano la seta". E non possiamo dargli torto, il "salto", c’è stato!

All’anteriore abbiamo dei fari multi riflesso, e fanno la loro comparsa le luci di posizione a led. Come nel modello precedente, gli indicatori di direzione sono integrati negli specchietti retrovisori. Riviste le forme del parabrezza (regolabile elettricamente tramite un tasto e dotato di una nuova mascherina di supporto) e dietro questo, troviamo il cockpit di ispirazione automobilistica analogico digitale. I quadranti analogici del tachimetro e del contagiri sono ampi e sono "divisi" da un display digitale che include un contachilometri, un doppio contachilometri parziale, indicatori del consumo di carburante e del livello carburante, della temperatura del liquido di raffreddamento e della temperatura esterna, un orologio, un indicatore di temperatura dell’olio, una spia di cambio olio, un indicatore della modalità di guida (per modalità Drive e Power) e un indicatore di marcia inserita (per la modalità manuale). Non manca la spia dell’EcoDrive, che segnala l’andatura ideale per consumare meno carburante.

La sella vanta uno schienalino regolabile in 5 cm, ed il vano sotto questa (50 litri la capacità) può ospitare comodamente due caschi integrali (è presente la luce di cortesia). Parlando di vani, non possiamo non citare quelli siti nel retroscudo, ben tre (i due laterali sono più inclinati per non far fuoriuscire gli oggetti in accelerazione), di cui uno dotato della presa da 12V per ricaricare il cellulare. Il cassettino centrale poi, ha uno spinotto ulteriore per collegare il navigatore. Rivista anche la parte posteriore, sempre con due luci ma dalle forme più moderne. La leva del freno di stazionamento è stata riposizionata (sul lato sinistro sotto la sella), i tappetini dove poggiare i piedi sono nuovi e garantiscono maggior grip con le suole delle scarpe e la carena, dove le gambe trovano spazio quando il pilota ha i piedi a terra, sono state ristrette per consentire un maggior movimento. Gli specchi retrovistori, sono richiudibili elettricamente. Per la versione Executive abbiamo poi le manopole e la sella (sia guidatore che passeggero) riscaldabili e lo schienalino per il passeggero. Tre le colorazioni: bianco, nero e grigio.

PROPULSORE
Il motore, raffreddato a liquido, è il bicilindrico con cilindrata da 638 cc a 4 tempi, dotato di doppio albero a camme in testa. Il sistema d’iniezione elettronica associata ad un sistema d’immissione d’aria direttamente nei condotti di scarico, il PAIR (Pulsed-secondary AIR-injection), ad un sensore O2 e ad un catalizzatore, ne migliorano la combustione riducendo al minimo i consumi e le emissioni nell’ambiente. Le molle valvole hanno ora un carico ridotto ed i nuovi segmenti di tenuta dei pistoni assicurano ora un miglior scorrimento all’interno dei cilindri. Rivisti anche gli iniettori, più piccoli e con una nebulizzazione migliorata.

Il sistema di trasmissione è stato rinnovato e quest’ultimo, insieme alla riduzione delle perdite meccaniche, favoriscono l’economia dei consumi: in modalità Drive, infatti, il motore utilizza il 15% in meno di carburante rispetto al modello precedente. Confermato l’Electronically-controlled Continuously Variable Transmission (SECVT), ovvero il cambio automatico elettronico che, grazie ad una semplice selezione dei tasti posizionati sul manubrio, consente di scegliere tra tre diverse modalità di trasmissione: due completamente automatiche (Drive e Power) ed una Manuale. Rivisto anche il materiale dei dischi della frizione, ora in grado di ridurre l’attrito del 35%.

Si è poi lavorato per ridurre l’effetto on-off del precedente modello. I tecnici sono intervenuti sia sul setting del SECVT che sull’ECU, nuova, che ha rivisto la mappatura dell’iniezione. Tutto questo ha permesso un consumo (dichiarato dalla Casa) di 21 Km/l, un risultato ottenibile guidando con la spia dell’EcoDrive sempre accesa (la centralina controlla questo funzionamento ogni 0,2 secondi). Infine, abbiamo un nuovo terminale di scarico, sì di forme diverse, ma che al suo interno nasconde anche un catalizzatore più lungo di 2 cm e con una fluidodinamica interna che consente ai gas di scarico di uscire più velocemente. Lo scooter ora, è già pronto per la normativa Euro4. Il progettista di Suzuki (Senior Advisor Motorcycle Engereering division), Etsuji Kato, padre non solo della prima generazione del Burgman 650, ma anche della Hayabusa (1999) e del V-Strom 650 (2004), è stato molto chiaro: "Il product concept era il seguente: ‘King of comfortable cruising’, volevamo un mezzo comodo, facile e con buone dotazioni".

CICLISTICA, RIVISTI I FRENI... E NON SOLO
Il telaio in tubi d’acciaio è stato ridisegnato solo nella parte posteriore, per conferire al Burgman linee più filanti e affusolate, e il forcellone è in lega leggera. La Suzuki ha poi deciso di equipaggiare il Burgman 650 di una nuova versione di impianto antibloccaggio ABS, alleggerito di oltre il 55% rispetto al precedente modello. Nuovi anche i dischi dei freni, ora con montaggio flottante e dello stesso diametro. I pneumatici vedono misure di 120/70 R15 all’anteriore e 160/50 R14 al posteriore. Le sospensioni sono così composte: forcella telescopica con molla elicoidale all’anteriore e due ammortizzatori regolabili nel precarico al posteriore. Una curiosità: il sensore dell’ABS, ora trova spazio nel fodero della forcella anteriore (durante lo smontaggio ed il rimontaggio della ruota anteriore spesso dava noia ai meccanici). Confermato il peso in 277 Kg.

IL TEST
Diamo subito due numeri per capirsi: oltre 83.000 Burgman 650 venduti in 10 anni, con un picco di 11.751 nel 2006. Uno scooter che da sempre si rivolge soprattutto a liberi professionisti, medici, funzionari e per un 95% ad un’utenza maschile. La visione del maxiscooter di Hamamatsu ora è decisamente più moderna, si fa guardare, e la versione Executive che abbiamo in prova è di colore grigio opaco, molto bello da vedere. Il Burgman è ora più elegante e la "seta" delle scocche esterne incuriosiscono. Le plastiche "opache", hanno buoni accostamenti, anche se i due cassettini del restroscudo non offrono idea di solidità, al contrario dei comandi e del cockpit. I primi sono più che completi e molto intuitivi, mentre il secondo integra tutti i dati necessari ed è leggibile in ogni condizione, di prima classe e con una retroilluminazione che con il buio richiama alle berline di alto segmento.

Ora si sposta più facilmente da fermo, grazie ai minori attriti interni e allo spazio superiore riservato alle gambe. Bisogna però sempre fare un po’ di forza, visto che con il pieno di benzina si sfiorano i 300 Kg. Basta sfiorare il tasto di avviamento ed il motore prende vita. Ecco la prima sorpresa: il maxi giapponese è di una silenziosità disarmante, ciò che serve per una guida a tutto relax. La posizione di guida è comodissima, con la schiena che poggia sullo schienalino lombare. Le gambe hanno moltissimo spazio a livello longitudinale (idem per i piedi) ed i comandi e le leve sono al posto giusto. Le leve dei freni sono regolabili, ed il blocchetto di sinistra ha una marea di tasti (non ci piace il filo della manopola riscaldata di destra, troppo esposto a fortuiti contatti). Non ci lasciamo impressionare però, perchè con la guida in Drive, non cambia nulla rispetto ad un normale scooter a variatore automatico. Le vibrazioni sono assenti anche con il propulsore al minimo.

IN URBANO
Iniziamo con un percorso urbano, dove il Burgman 650 risulta agile nonostante il suo peso e la sua massa. Tutto è sotto controllo, il propulsore risponde bene (è sparito l’on-off del precedente modello), è fluidissimo, e anche sulle buche le plastiche non scricchiolano per nulla. Parlando di buche, confermiamo il comfort garantito dalle sospensioni, ben tarate. L’ABS ha un’ottima risposta (impeccabile all’anteriore), anche se le leve "pulsano" un po’ troppo. Ottima la visibilità degli specchi retrovisori (a patto di tenere le dita sulle leve, o queste interferiscono nella parte superiore della visuale), anche se l’ingombro nel traffico della Capitale non è da sottovalutare quando ci si infila tra le auto ferme al semaforo.

IN AUTOSTRADA
Un breve tratto autostradale ci fa apprezzare la protezione aerodinamica, da vera GT! Il parabrezza in posizione alta (la regolazione è sul comando destro e ci sarebbe piaciuta una risposta un po’ più "lenta" del motorino, per meglio tararlo) protegge fino alla parte finale della visiera superiore del casco (il pilota è alto 1,86 metri). Il guidatore è dunque letteralmente "avvolto": spalle, gambe, tutto è ben protetto. Questo consente di percorrere Km e Km senza affaticarsi. A 130 Km/h il contagiri segna quasi 5.000 giri/min, mentre lo scooter procede stabile e senza ondeggiamenti.

IN EXTRAURBANO
Passiamo all’extraurbano, dove giochiamo con il cambio manuale, non velocissimo nella cambiata, ma non abbiamo problemi a dirlo, non l’abbiamo praticamente mai utilizzato, visto che in modalità Drive il Burgman 650 fa tutto quello che deve fare. Se serve potenza, basta ruotare la manopola del gas, automaticamente il motore sale di giri e scala, consentendo accelerazioni importanti. Sulle statali si fila bene, sicuri e ancora, in tutto comfort.

IN MONTAGNA
Per completare il test, in Suzuki ci hanno portato persino in montagna! Qui abbiamo selezionato la modalità sempre automatica, ma Power. Il propulsore sale automaticamente di 1.500 giri/min circa e la risposta al comando del gas è più pronta. Anche in salita si va veloci, lo scooter è stabile e si ha la sensazione di sicurezza. In curva risponde bene e resta comunque abbastanza agile. Forzando il ritmo (lo ammettiamo, ci siamo fatti prendere dalla strada), lo scooter risponde abbastanza bene. La frenata è potente (migliorabile però la risposta dell’ABS al posteriore), gli ingressi in curva sono precisi (mentre in uscita all’arga un po’ la traiettoria) ed il propulsore spinge forte. La taratura delle sospensioni asseconda anche la guida sportiva, ma certo, il Burgman 650 non è fatto per aggredire le curve. Stiamo parlando di un utilizzo estremo, sia ben chiaro.

CONCLUSIONI
In definitiva, il Burgman 650 è un mezzo maturo, un prodotto molto valido. E’ perfetto per chi abita fuori città ed ogni giorno si reca in città per lavoro, con la sua valigia che trova spazio nel sottosella. Attenzione allo sportellino del serbatoio benzina però, in posizione un po’ a rischio di rottura se ci si distrae (si trova sul lato sinistro del codone). In Suzuki hanno dunque migliorato un prodotto già di qualità. Consigliamo in ogni caso la versione Executive; nella giornata un po’ fredda, manopole e sella riscaldabile ci hanno "coccolato" il giusto. Arriveranno nelle concessionarie i primi di aprile.

ABBIGLIAMENTO TEST
In questo test abbiamo utilizzato:
Casco HJC RPHA Max
Guanti Aviatore e Giacca Trip AB Tucano Urbano
Stivali Tech Touring gtx Alpinestars

freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Suzuki Burgman 650 2013 - TEST - Foto Statiche - anteprima 1
  • Suzuki Burgman 650 2013 - TEST - Foto Statiche - anteprima 2
  • Suzuki Burgman 650 2013 - TEST - Foto Statiche - anteprima 3
  • Suzuki Burgman 650 2013 - TEST - Foto Statiche - anteprima 4
  • Suzuki Burgman 650 2013 - TEST - Foto Statiche - anteprima 5
  • Suzuki Burgman 650 2013 - TEST - Foto Statiche - anteprima 6

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Test , bicilindriche , scooter , 600 , varie , test , abs , maxi scooter , citta


Listino Suzuki Burgman 650 Executive - model year 2013

Burgman 650 Executive
Cilindrata
638.00 cm³
Potenza
40.50 kW / 55.00 CV
Coppia
6.32 kgm / 62.00 Nm
Peso
275.00 kg
Altezza sella
755 mm
Prezzo
10.790,00 €
Vai al Listino »
Top