La Casa di Iwata presenta il suo ultimo scooter, sfruttando l’ormai consolidata esperienza nell’ambito dei triruota. Ecco come va

Nella giungla della mobilità urbana vince chi unisce agilità e sicurezza, e il numero di ruote può fare la differenza, a Yamaha lo sa bene, visto che da tempo ha portato le 3 ruote sulla gamma moto e scooter. Ad allargare la rosa arriva il Tricity 300.

Pregi e difetti

Che il Tricity 300 prenda spunto fratelli minori da 125 cc e 155 cc è evidente, soprattutto nelle linee del frontale.

Ma il family feeling con altri modelli dei Tre Diapason lo si apprezza anche nel profilo sportivo del nuovo Tricity: e se la mente per l’evidente architettura ciclistica pensa alla Niken, con il sistema Leaning Multi Wheel a gestire la doppia ruota anteriore da 14”, delle stesse dimensioni del cerchio posteriore, il dettaglio lascia intravedere la parentela con gli sport scooter di Iwata, e con l’XMax 300 su tutti, visto che i due modelli condividono anche il propulsore.

L’ultimo arrivato però può vantare uno sguardo più cattivo, con il gruppo ottico LED, ad esclusione degli indicatori di direzione, che si fa più sottile e aggressivo.

Sul ponte di comando c’è un display LCD largo e ben leggibile, peccato però non sia interattivo. Una pecca che il Tricity 300 fa dimenticare appena si accede al sottosella, unico vano disponibile, che ha però una capacità di 43,5 litri e riesce a contenere una coppia di integrali.

La seduta è a 795 mm da terra e risulta abbastanza larga, una caratteristica che potrebbe dare qualche difficoltà a poggiare i piedi sull’asfalto a chi non supera 175 cm d’altezza, ma con il sistema Standing Assist, introdotto su questo modello, al semaforo non sarà per forza necessario.

Il sistema può essere attivato tramite il tasto dedicato sia da fermi, rendendo molto pratico spostare i 239 kg del Tricity 300, ma anche mentre si sta per arrivare all’arresto, a patto che si viaggi a meno di 10 km/h e 2.000 giri di motore.

Particolarmente piacevole è la fluidità con cui, semplicemente dando gas, si può ripartire senza percepire strattoni e disattivando così lo Standing Assist.

Se lo si usa nelle manovre da fermo invece basta spingere due volte il tasto per sbloccare il parallelogramma. E avere una ruota in più aiuta.

La stabilità infatti non manca mai e il lavoro del Leaning Multi Wheel potrebbe convincere anche i più scettici. Su ognuna delle due ruote da 14” infatti lavora una coppia di steli con l’anteriore che fa da guida e si occupa della traiettoria, mentre il posteriore ha il compito di assorbire irregolarità della strada e oscillazioni.

Lavorando autonomamente su ogni ruota la forcella cantilever assicura così che se anche una delle due ruote dovesse perdere aderenza, l’altra provvederà a tenere lo scooter in piedi, e infatti il feeling con l’anteriore è sempre elevatissimo, grazie anche all’ottima distribuzione dei pesi.

Lo zig-zag nello stretto non è semplicissimo, ma comunque possibile se lo spazio lo consente, vista la larghezza di 815 mm del Tricity 300. Un numero che suona importante e proibitivo, ma che è solo di 4 cm superiore a quello dell’XMAX300.

Sulle buche e sul pavè la risposta della coppia di ammortizzatori posteriori rimane abbastanza secca, e può dar fastidio, ma il setting sostenuto è una lama a doppio taglio che piacerà a chi approfitterà della ruota extra per provare la piega motociclistica.

Al centro del progetto c’è il monocilindrico 4 tempi da 292 cc raffreddato a liquido Blue Core, capace di 28 CV a 7.250 giri e di un picco di coppia di 29 Nm a quota 5.750.

Non ha il piglio reattivo a cui il propulsore ci ha abituato l’XMax 300, perché la mole da muovere è ben più importante, quindi i sorpassi per scrollarsi di dosso la coda sono da calcolare bene.

Per il resto il monocilindrico è silenzioso, dall’erogazione lineare, sicuro grazie al Traction Control e soprattutto parsimonioso, con un buon 30 km/l rilevato nella nostra prova in città, un dato che conferma il dichiarato dalla casa.

Quanto costa

Yamaha Tricity 300 ha un prezzo di 7.999 euro, a cui si possono aggiungere i tre pacchetti opzionali declinati dalla Casa dei Tre Diapason per il modello.

Sports Pack con parabrezza sportivo, il porta targa e le pedane in alluminio, il Winter Pack con coperta termica, scaldamanopole e paramani e l'Urban Pack che prevede il parabrezza alto, il portapacchi e bauletto da 39 litri