La streetfighter californiana “100% electric” si pone come alternativa più economica tra le maxi-naked alla spina. Ecco come va

Anche il nostro Perché Comprarla si adegua ai tempi moderni e apre, per la prima volta, all’elettrico.

Il debutto è affidato ad un marchio che potrebbe essere banalmente definito come “la Tesla delle moto”, per origine geografica, anzianità e totale devozione alla mobilità green, ma che è molto di più.

Zero Motorcycles ha infatti spinto l’ondata delle moto elettriche fino a farla diventare di interesse globale, dando il via ad una competizione che ora vede coinvolti anche attori ben ancorati alla tradizione come Harley-Davidson.

La SR/F rappresenta il salto di qualità nella storia del marchio californiano, che grazie a questa naked ad alte prestazioni ha convinto sulla bontà prestazionale dei motori alla spina "Crafted in California".

Pregi e difetti

Il look ha poco di americano, e anzi a guardarla bene la SR/F sembra prenda spunto dal Bel Paese per le sue linee: il frontale, con il faro spigoloso e proiettato in avanti infatti ricorda per centi verse naked sportive italiane, come la MV Agusta Brutale e la Aprilia Mana, ma il risultato è distintivo e riconoscibile.

Affilata e minimale la Zero SR/F fonda la sua ossatura su un telaio a traliccio in acciaio che custodisce il pacco batterie e il motore e vanta un reparto sospensioni da prima della classe, tutto firmato Showa: forcella a steli rovesciati da 43 mm Big Piston-SFF regolabile in precarico, estensione e compressione e monoammortizzatore pluriregolabile che agisce sul forcellone bibraccio dal design concentrico, sviluppato per ottimizzare il trasmissione della coppia alla ruota posteriore da 180.

Tanta attenzione anche allo stile: spicca la scelta della colorazione dorata per i cerchi in lega a 5 razze ad Y e per il motore, e anche lo studio delle proporzioni. I supporti pedane sono posizionati sul punto di fulcro del forcellone e l’elemento che sostituisce il serbatoio delle colleghe endotermiche è capace di racchiudere un vano portaoggetti e uno sportello che nasconde la presa di ricarica mentre la sella è alta 787 mm da terra e ben disegnata.

Il TFT a colori da 5” della Zero SR/F è spartano e ben organizzato: Il meglio lo si ottiene però collegando la moto allo smartphone, grazie all’app Zero Next Gen, che permette di aggiungere fino a 10 riding mode personalizzati, regolare la rigenerazione delle batterie in frenata e decelerazione, ma anche consultare lo stato di ricarica a distanza, la mappa delle colonnine di ricarica, ricevere messaggi su eventuali manomissioni e registrare e condividere dati di viaggio.

Il ruolo principale è assegnato al propulsore a magneti permanenti ZForce 75-10, che ha fatto il suo debutto proprio con la SR/F, garantendo oltre a una rispettabilissima potenza di 110 CV una coppia mostruosa di 190 Nm, ben più di una superbike.

Questo motore è raffreddato ad aria non ha bisogno di radiatore, e a garantire sull’efficienza c’è un controller da 900 Ampere, trifase, che garantisce anche la decelazione rigenerativa.

La trasmissione, diretta e senza frizione, è affidata ad una cinghia rinforzata in carbonio, ed è distinta da una rapportatura molto corta, finalizzata a scaricare a terra tutta la coppia a disposizione.

Le fa da contraltare il sistema MCS di Bosch con piattaforma inerziale a 6 assi, che garantisce Traction Control, Cornering ABS e regolatore di coppia. A completare il quadro il sistema operativo Cypher III, un cervellone che connette le varie parti della moto e che lavora insieme alla piattaforma IMU per garantire sicurezza e connettività.

Fotogallery: Focus moto elettriche con la Zero SR/F

Una volta in sella si nota che la posizione di guida è classica e ben studiata per gli amanti della sportività, c’è da ricalibrare l’impegno fisico alla guida: la parte sinistra del corpo viene totalmente liberata da qualsiasi compito vista l’assenza di frizione e cambio. Dopo qualche centinaio di metri e un paio di movimenti istintivi cercando le leve però ci si abitua e si gode appieno dell’esperienza, che inizia già quando si gira la chiave: nessun rumore, solo il sibilo del motore a magneti permanenti e un avviso sul display per aprire le danze.

In città è la brucia semafori per eccellenza, ma sa essere anche agile e leggiadra, e soprattutto non scalda mai: un bel punto a favore nel confronto con le colleghe endotermiche. Sul misto la Zero SR/F si dimostra reattiva, disinvolta più di quanto ci si aspetti nei cambi di direzione repentini e dotata di una ripresa e di un’accelerazione che fanno sembrare qualsiasi rettilineo solo un brevissimo intervallo tra una curva e l’altra.

I riding mode in questo caso fanno la differenza: se la mappa Street sa regalare sensazioni positive in apertura ma è docile nella decelerazione è con la Sport che si ottiene una replica abbastanza fedele del freno motore endotermico, e alzando ancora di più il valore di rigenerazione attraverso la app, lo stacco permette quasi di non toccare i freni.

Tanta vivacità è comunque supportata da un reparto frenante dal comportamento esemplare, da un controllo di trazione che permette il lusso anche di anticipare l'apertura del gas in uscita di curva senza mai scomporre i 226 kg della SR/F Premium.

Ottimo il lavoro della forcella Showa Big Piston, morbida nei trasferimenti di carico ma puntuale e solida in frenata e nel puntare la corda. Il mono posteriore può risultare fin troppo sostenuto: nulla che non si possa risolvere con un semplice giro di cacciavite. Solita nota di merito va fatta alle Pirelli Diablo Rosso III di primo equipaggiamento: una sicurezza quando si parla di nude ad alte prestazioni.

Certo, i 259 km di autonomia nel ciclo urbano diventano un miraggio appena si affronta il misto: durante la nostra prova, ad esempio, abbiamo affrontato un percorso autostradale di 100 km in modalità Eco con una velocità media al di sotto dei canonici 130 orari, consumando circa il 70% dell’autonomia.

Peccato poi non aver trovato in un oggetto che fa della connettività il suo forte un navigatore integrabile attraverso la app, e aver notato alcuni dettagli rivedibili, come gli indicatori di direzione alogeni.

Quanto costa

Per portarsi in garage una Zero SR/F Premium come questa bisogna staccare un assegno da 23.570 euro.

Per la Standard invece, che si differenzia per il caricabatterie da 3 kw, il prezzo scenda a 21.320 euro.

Rapid Charger e Power Tank rappresentano gli optional più utili della Zero SR/F: non sono installabili insieme, e costano poco più di 3.000 euro l’uno.

Abbigliamento:
Casco AGV X3000 Invictus
Giacca Dainese Bardo Leather
Pantaloni Dainese Charger
Guanti Dainese Full Metal 6
Scarpe Dainese Persepolis Air