L’arrivo della BMW R 18 apre nuovi scenari nel mondo delle grandi custom: la tedescona da1,8 litri si imporrà tra le americane?

Dopo aver messo alla prova le protagoniste del segmento maxi-enduro e le naked medie più potenti del 2020, le protagoniste della sfida virtuale odierne sono le custom: sì perché nel mondo dei serbatoi a goccia e delle silhouette senza tempo c’è una new entry: la BMW R18 First Edition.

Il boxerone da 1.802 cc porta al debutto la Casa dell’Elica nel segmento delle custom dure e pure. E sottolineo dure e pure perché è vero che all’inizio del 21esimo secolo nel listino della casa tedesca entrò la R 1200 C, che però era più che altro una declinazione della piattaforma R 1200 in salsa vintage/custom, e che non ebbe grande successo di pubblico e critiche.

La R18 Fist Edition invece guarda dritto alla tradizione, e lo fa ispirandosi ad una icona della casa: la R5 del 1936.

Dal passato ormai remoto al presente c’è una tappa precisa: la R5 Hommage, concept presentato nel 2016 al Concorso d’Eleganza Villa D’Este di Cernobbio, e nata dalla matita dell’allora capo designer BMW, Ola Stenegard.

La new-entry

La BMW R 18, dopo una gestazione lunga quasi un anno, tra voci, rumors, indiscrezioni e trailer veri è realtà ,e ha tutte le carte in regola per fare la voce grossa nel segmento, grazie al boxer da 1.802 cc e un’estetica a dir poco affascinante.

I cilindri opposti incastonati nel telaio a doppia culla possono contare ognuno su 4 valvole,raffreddamento misto e su una distribuzione ad aste e bilancieri. La potenza in grado di scaricare è di 91 CV a 4.750 giri mentre il picco di coppia è di 158 Nm che arrivano a quota 3.000.

E se le sovrastrutture sono minimali e abbastanza classiche, con i parafanghi importanti, il serbatoio a goccia, il terminale fishtail e il quadro strumenti analogico, la dotazione tecnologica c’è: tre riding mode, dal nome evocativo. Oltre alla mappa Rain infatti ci sono la Rock e la Roll, e di serie c’è anche il ripartitore di coppia e l’Automatic Stability Control, più la retromarcia e l’Hill Hold Control opzionali.

A completare il quadro la forcella a steli rovesciati da 49 mm e una triade di dischi da 300 mm con pinze fisse a 4 pistoncini.

Tanta attenzione anche alla customizzazione, con due collezioni di accessori disegnati da un’altra matita particolarmente ispirata quando si parla di BMW: Roland Sands, il padrino del custom americano infatti ha creato due linee: Machined e 2-Tone Black.

Harley-Davidson, il nemico n°1

A Milwaukee hanno l’imbarazzo della scelta per raccogliere la sfida che lanciamo , grazie al bicilindrico a V Milwaukee Eight 114.

I modelli della gamma Softail con motore da 1.868 cc, ad eccezione di Fat Bob e FXDR dalle linee troppo moderne, possono tutte salire sul ring con la R18.

La più affilata delle armi della Casa di Milwaukee è sicuramente la Low Rider S: novità del 2020 della Motor Company americana unisce alle linee iconiche che hanno plasmato il Club Style a un peso ridotto, 308 kg con il pieno, e numeri simili a quelli del big boxer: 92 CV e 155 Nm. Tanta agilità grazie al manubrio rialzato e e all’inclinazione del canotto di sterzo di 28 gradi, che la rendono la più performante tra le Softail.

Quello che manca alla Low Rider S è quel pizzico di tecnologia che la R18 può vantare, e che ha rinnovato anche la gamma Touring di Harley-Davidson con piattaforma inerziale a 6 assi e sistema RDRS. Una pecca parzialmente giustificabile con il risparmio: la Low Rider S costa solo, si fa per dire, 20.300 euro.

Indian Motorcycle: a muso duro

Un’altra rivale della tedescona potrebbe essere Indian Chief, con il V-Twin da 111 pollici, 1.816 cc, e il look essenziale. Ma il vero banco di prova ci sarà nel prossimo futuro.

Sappiamo già infatti che la BMW R18 First Edition è solo la prima custom nei piani di BMW, e le foto spia hanno già ritratto versioni più turistiche del boxerone da 1.800 cc.

Sulle lunghe distanze, con carena frontale e borse rigide d’ordinanza, c’è la Indian Challenger: una bagger lussuosa che porta in dote un nuovo propulsore,il PowerPulse, immancabilmente a V, da 1.768 cc, raffreddato a liquido e dai numeri importanti: 122 CV e 178 Nm.

Tanta tecnologia, con schermo TFT e acceleratore elettronico, e un impianto frenante da sportiva: due dischi da 320 mm morsi da pinze Brembo Stylema ad attacco radiale. Una luxury-bagger che non costa poco, ma regge bene il confronto col la R18 First Edition, con i suoi 22.490 euro.