Una nuova comparativa “virtuale” per portare sul banco di prova le 4 maxi-medie che hanno debuttato in questa stagione

Uno dei sotto-segmenti che nel 2020 ha visto l’ingresso di tante novità è sicuramente quello delle naked medie “adrenaliniche”.

Dalla potenza superiore ai 100 CV e dalla cilindrata che sfiora i 1.000 cc, questo genere di moto promette divertimento e versatilità.

Ce n’è per tutti i gusti: da quelle più agili e adatte a tutte le situazioni fino alle nude che prediligono la guida vigorosa e qualche incursione tra i cordoli per un track day. Queste debuttanti andranno a infoltire una rosa giù ben attrezzata, che vede tra le altre Suzuki GSX-750, Ducati Monster 821 e Yamaha MT-09 come protagoniste.

BMW F 900 R

I più assetati di potenza e prestazioni potrebbero storcere il muso per la presenza della nuova media bavarese, ma la BMW F 900 R riesce ad interpretare alla perfezione il ruolo della roadster totale.

Il look è rinnovato ma federe alla storia delle versioni precedenti, il comparto tecnologico non deve invidiare nulla alla sorellona R 1250 R, lista optional inclusa, e il bicilindrico da 895 cc con fasatura a 270° ha un tiro ai medi invidiabile e numeri che la rendono una sfidante interessante: 105 CV a 8.500 giri e 92 Nm a quota 6.500. Peccato per i 211 kg di peso in ordine di marcia. Con i suoi 8.950 euro però rimane una validissima opzione.

Kawasaki Z900

Quello incastonato nel telaio a traliccio in acciaio forgiato nelle heavy Industries di Akashi è uno dei migliori 4 cilindri in linea della sua generazione. Generoso ed elastico ai medio bassi, sveste i panni della moto educata appena la lancetta, in questo caso sostituita dal TFT da 10,9 pollici del model Year 2020, supera i 6.000.

948cc, 125 CV a 9.500 giri e un picco di coppia che arriva poco più in basso e scarica 98 Nm sul ruotone posteriore, che ora grazie al traction control, lascia tutti più tranquilli anche quando meteo e asfalto ci mettono lo zampino.

Anche lei non è proprio light, con i suoi 212 kg in ordine di marcia, ma ha un prezzo d’attacco che la rende sempre ai primi posti nelle fantasie degli amanti del genere: 9.590 euro.

Triumph Street Triple RS

A Hinckley il numero perfetto di cilindri è 3, e del loro credo non ne hanno mai fatto mistero. E visto che rimanendo in tema di motti, moto che con-vince non si cambia, la Street Triple RS torna sul mercato praticamente identica, forte di un incremento delle prestazioni ai medi regimi.

Il lavoro degli ingegneri Triumph sul tricilindrico da 765 cc ha infatti incrementato del 9% il valore di coppia e potenza sulla parte centrale dell’arco di erogazione, e inoltre compare un TFT con connettività MyTriumph sul ponte di comando.

Per il resto la sciabola britannica conferma i suoi 123 CV e i 79 Nm di coppia a 9.350 giri. Stabile, agile e leggera con i suoi 166 kg a secco la Street triple RS è docile fino ai 5.000 per poi sprigionare tutto il suo carattere e far valere un rapporto peso potenza non indifferente: 1,35 kg ogni CV.

Il tutto rimanendo una naked indifferente grado di perdonare incertezze e ingenuità anche quando il ritmo è sostenuto. Il prezzo? 11.900 euro.

KTM 890 Duke R

Super leggera, super potente, super affilata: l’evoluzione del Bisturi di Mattighofen è quanto di meglio ci si potrebbe aspettare per una nuda sotto il litro di cubatura.

Con la sua ciclistica firmata Apex e un impianto frenante con pinze Brembo Stylema ha armi a sufficienza per combattere le grandi, soprattutto se si considera che LC8c della 790 Duke è stato portato a 890 cc e riesce a scaricare sulla ruota posteriore 121 CV a 9.250 giri e un picco di coppia che arriva a 99 Nm a quota 7.950.
Condivide con la Triumph Street Triple RS sia il peso da lightweight, 166 kg a secco, che il prezzo, 11.900 euro.