La rinnovata sport-tourer bavarese torna nel 2020 più completa, leggera e tecnologica. L'abbiamo provata in Andalusia, ecco come va

Offrire prestazioni da Superbike abbinate a a un’ergonomia da crossover senza la minima intenzione di dover solo sembrare adatta anche all’off-road.

Obiettivo raggiunto sin dal 2015 dalla prima generazione della BMW S 1000 XR che, dopo un importante aggiornamento nel 2017, ora si rinnova totalmente diventanto più leggera e tecnologica, ma soprattutto strizzando l’occhio a una fruibilità di guida superiore alle precedenti versioni. L’abbiamo conosciuta meglio in Andalusia, nel Sud della Spagna.

Come è fatta

L’impatto estetico rimane importante nel frontale, anche se i volumi sono stati piacevolmente smussati. Il doppio faro anteriore è di derivazione RR, quindi Full LED, con la possibilità di avere come optional l’Headlight Pro, con fascia luminosa DRL e cornering.

Singolare poi la soluzione di sdoppiare anche i fari posteriori in due piccoli gruppi ottici a LED che includono tutto, luce di posizione, stop e indicatori di direzione.

Il telaio “Flex Frame” poi si conferma a doppio trave in alluminio col motore che viene sfruttato come elemento stressato. I 10 kg complessivi risparmiati sulla bilancia dalla XR vengono in parte anche da qui, dalle ottimizzazioni applicate a telaio, telaietto posteriore e forcellone che è più leggero del 20% rispetto a prima.

La sella è posta a 84 cm da terra e la sua conformazione permette anche a chi non svetta oltre i 180 cm di poggiare i piedi agevolmente.

Le quote sono cambiate e ora l’avantreno è più “compatto” grazie a un inclinazione del cannotto di sterzo che passa da 25.5 gradi a 24.9 gradi, e se l’avancorsa diminuisce di un milllimetro l’interasse misura ora 1.552 mm.

Fotogallery: BMW S 1000 XR 2020

Non manca poi una sella di dimensioni adeguate per ospitare il passeggero e piccole attenzioni pratiche come il vano portaoggetti sul serbatoio, ideale per il telepass o piccoli oggetti.

Fedele alle ruote da 17 pollici, la XR è una stradale pura che però ora inaugura un reparto sospensioni differente capace di offrire diversi setup.

Di serie, oltre ai Riding Mode inclusa la mappa totalmente personalizzabile, la S 1000 XR offre anche il Dynamic ESA, mentre la moto della nostra prova è dotata della versione PRO, che offre non una ma due modalità di smorzamento: Street e Dynamic, oltre alla compensazione del carico automatica. Accessori che non sono solo chiacchiere e prezzi di listino ma su di un’ammiraglia con queste prestazioni fanno la differenza.

Di PRO c’è anche l’ABS con funzione Cornering che oltre all’elettronica si affida materialmente a due dischi da 320 mm davanti morsi da pinze radiali a 4 pistoncini, mentre dietro il disco è da 220 mm con pinza flottante a pistoncino singolo.

Un impianto sicuramente proporzionato a frenare gli entusiasmi di una moto che sì, è dimagrita, ma che col pieno segna 226 kg sulla bilancia. Da segnalare sempre in frenata anche il supporto del sistema Dynamic Brake Control che impedisce di accelerare accidentalmente durante una frenata di emergenza.

La S1000XR evolve, ma l’attore protagonista della saga rimane il motore 4 cilindri da 999 cc che non cambia, ma per stare al passo coi tempi si aggiorna.

Derivato dal propulsore della double R, il cuore della XR rinuncia al sistema di fasatura Shiftcam a favore di una distribuzione tradizionale con la potenza che rimane di 165 CV a 11.000 giri e la coppia di 114 Nm a 9.250 giri, ma migliora il rapporto peso potenza.

Ed è soprattutto di una gestione della coppia ai regimi medio-bassi che la XR dimostra il grande lavoro svolto dalla casa tedesca, con questa moto che non vuole inseguire la RR in alto, ma offre schiena e allungo incredibili, e una sfruttabilità tra i 2 e i 12.000 giri che non serve alla RR, ma anche qui il suono è sempre pieno e motivante ritmato dalle marce che entrano a raffica grazie allo Shift Assistant Pro, di serie, che come su altre BMW funziona egregiamente nella guida “allegra”, mentre alle basse andatura il supporto della frizione rimane consigliabile.

Come va

E a proposito di motore, il divertimento è garantito con tutte le mappe disponibili, quindi anche in RAIN e ROAD, mentre con le due “full power” Dynamic e Dynamic PRO conviene sfogarsi in pista perché le accelerazioni diventano super (bike).

Per le strade dell’Andalucia la XR ha manifestato un carattere sempre possente, ma docile all’occorrenza, prestando il fianco a quello che magari un cliente RR ricercherebbe alla XR, ovvero fruibilità e comodità, anche in un viaggio di coppia, con la 4a, 5a e 6a marcia più lunghe a sottolinearne il concetto.

Fa piacere constatare come le vibrazioni sul manubrio siano effettivamente ridotte, con un aumento di confort assoluto rispetto al Model Year 2015, che diventa apprezzabile anche rispetto al già migliorato Model Year 2017. E visto che siamo in tema di miglioramenti, va detto che il Costruttore dichiara consumi ridotti fino al’8%.

In sella alla XR di fatto ci si sente innegabilmente protetti, un’tutt’uno con questa "millona" che offre una valida triangolazione aiutata anche dal manubrio modificato, ora più stretto di 30 mm.

Fotogallery: BMW S 1000 XR 2020 - TEST

La protezione aerodinamica poi aumenta dove serve, per esempio sulle gambe o su spalle e testa dove anche ad andature autostradali il confort è tanto e i vortici pochissimi, col parabrezza standard che è regolabile su due posizioni, mentre in opzione è possibile aver quello più alto di 50 mm.

E il cambio di passo della super tourer dell’Elica passa anche per l’equipaggiamento: diversamente dal passato, ora la dotazione di serie è molto più completa, quindi con meno obblighi di attingere alla lista optional che comunque rimane importante.

Fatta eccezione per alcune chicce come il Dynamic ESA PRO, per gli optional dedicati al turismo a lungo raggio o per le selle dalla differente imbottitura, la dotazione standard della S 1000 XR è davvero soddisfacente, con lo schermo TFT da 6,5 pollici che, come per il resto della Gamma BMW, offre un nitido benvenuto tecnologico insieme a tantissime funzionalità oltre al sempre sfidante angolo di piega, col BMW Motorrad Connected che rimane in prima linea.


Tirando le somme, la S 1000 XR si conferma una “millona” che ora impressiona ancora di più per la sua erogazione possente ma sfruttabile, che non teme strapazzate domenicale o tragitti più turistici magari in due, anche se la coppia che continua ad avere nel mirino rimane quella del bicilindrico della Multistrada 1260, un’eterna sfida che ora si fa ancora più entusiasmante!

Quanto costa

Il listino della nuova S 1000 XR, parte da 17.600 euro nelle tinte Ice Gray o Racing Red/White Aluminium, con primo tagliando incluso, 4 anni di garanzia e 5 anni di assistenza stradale.

 

Abbigliamento:
Casco Nolan N70-2 GT
Giacca Alpinestars Andes V2 Drystar
Pantaloni Alpinestars Andes V2 Drystar
Guanti Alpinestars Equinox Drystar
Scarpe Alpinestars Web Gore-Tex