Oltre 100 milioni di pezzi venduti in 60 anni: i numeri del SuperCub lo rendono un’icona, che nel 2019 è tornato col pieno di novità

Nato dalla mente di Soshiro Honda come mezzo prettamente funzionale, il SuperCub C125 è presto diventato un’icona di stile: la linea snella impreziosita dall’inconfondibile scudo è la cifra stilistica del suo ritorno nella gamma della casa dell’Ala, e rimanendo in tema di cifre, cresce quella del monocilindrico, che cresce fino a 125 cc. 

Pregi e difetti 

I cerchi a raggi delle vecchie versioni lasciano il posto a una coppia di ruote in lega leggera a 10 razze da 17” mentre rimane il lungo scarico con terminale conico e torna il faro tondo anteriore, temporaneamente abbandonato in alcune versioni del C90. 

E se l’abito non ha alcuna intenzione di svecchiarsi, la modernità arriva nei dettagli: il gruppo ottico LED infatti ringiovanisce il SuperCub, il sistema Smart-Key lo rende sicuro come non ti aspetti e il display digitale mette il punto esclamativo sulla voglia di tecnologia dell’icona di Tokyo .

Due anelli cromati compongono la strumentazione: all’esterno risiede il tachimetro analogico e le spie, tra cui quello della pratica SmartKey.

In quello interno invece, selezionabili da un tasto centrale ben integrato troviamo 2 contakilometri parziali, odometro, indicatore del livello di marcia inserita, orologio e livello benzina 

Gli spazi sono ridotti all’osso: nel fianchetto laterale si trovano i documenti, e pur provandoci, non entra nulla di più. Al serbatoio invece si accede dal sottosella, che si apre con un tasto proprio a ridosso della seduta. Honda SuperCub C125 non lascia posto al romanticismo: la sella è infatti comoda, ma monoposto. 

L’ottavo di litro che muove anche Honda Monkey e NSX eroga 10 CV a 7.500 giri e un picco di coppia di 10,4 Nm quando il monocilindrico tocca la cifra tonda dei 5.000 giri.

Il propulsore reagisce vigorasamente alle cambiate, tanto da richiedere una certa cautela con il polso destro, soprattutto in scalata. Da vero campione invece i consumi: la casa dichiara 66,7 km/litro, e nella nostra prova pur non essendo assolutamente attenti abbiamo registrato un bel 53 km con un litro di verde. 

Su strada si riesce ad apprezzare il lavoro del sistema antibloccaggio del disco anteriore, ben tarato, mentre una volta sul cavalletto il SuperCub 125C stupisce per la sua tecnologia: il sistema Smartkey con BikeFinder e antifurto permette di potersi godere il look esclusivo e appariscente del SuperCub C125 senza troppe preoccupazioni.

Abituati però come siamo oggi al comfort e allo spazio degli scooter potremmo rimproverare al SuperCub la sua sella monoposto e la mancanza di vani, ma d’altro canto chi decide di acquistarlo è cosciente che lo stile heritage sacrifica le comodità moderne. 

Prima di partire però, per motociclisti e scooteristi, è meglio prendersi un minuto e resettare le proprie abitudini: il cambio a bilanciere con frizione centrifuga infatti è tanto divertente quanto desueto: l’ordine delle marce è progressivo con la folle iniziale, quindi nel gioco tacco-punta che si crea appena si prende confidenza con la disposizione de 4 rapporti di passare dalla prima alla quarta. Niente paura però, perchè il SuperCub C125 non ha troppi problemi a ripartire, neanche con la marcia più alta. 

Una volta metabolizzato il gioco con il piede sinistro inizia il divertimento: i 10 CV si fanno apprezzare su un peso piuma come quello del SuperCub C125, che con il pieno fa segnare appena 109 kg, le sospensioni lavorano bene, con la forcella telescopica con steli da 26 mm che copia bene le asperità cittadine mentre la coppia di ammortizzatori posteriori rispondono in maniera più secca.

La protezione dello scudo non è ottimale, ma è il prezzo che si paga se si decide di attrarre l’attenzione di tutti, ma proprio tutti, al proprio passaggio. 

Quanto costa

Servono infatti 3.590 euro franco concessionario per acquistare il Super Cub 125. 300 in più di un SH125, che sicuramente fa della praticità la sua prima caratteristiche