Una delle Superbike più vittoriose di sempre, la bicilindrica che ha saputo coniugare prestazioni e guidabilità come mai prima

La sua linea molto personale probabilmente non è riuscita a far innamorare proprio tutti i ducatisti ma chi ha avuto la fortuna di salirle in sella ne è rimasto ammaliato dalla dinamica e dall’incredibile carattere del desmo

Pregi e difetti

Dopo l’incredibile e amatissima serie 916/996/998 Ducati vuole consolidare il dominio nel Campionato del Mondo Superbike interrotto in quegli anni per due volte, 2000 e 2002, dalla Honda VTR SP. La gestazione della 999 procede così prima in pista e quindi su strada, arrivando al debutto sul mercato nel 2002 in tre versioni: standard, S più evoluta nella ciclistica,  ed R, quest’ultima, la più sportiva, costruita nella prima serie in 800 unità e rigorosamente monoposto. Già al debutto nel 2003 porterà alla vittoria Neil Hodgson e nella successiva stagione James Toseland, ripetendosi poi con Bayliss nel 2007. Nei 5 anni di partecipazione al Mondiale Superbike ha preso parte a 120 manche aggiudicandosene ben 63, oltre il 50%, e regalando a Ducati anche 3 titoli costruttori. Saranno costruite in totale 18.137 unità di cui 2.379 R e 201 Fila.

Una moto dallo stile piuttosto rivoluzionario, firmato dal sudafricano Pierre Terblance. La vista laterale caratterizzata da linee orizzontali non la rende probabilmente la più fotogenica del periodo. Mentre dal vivo piace per le dimensioni contenute, da vera racer. La distanza dalla serie 916 e successive appare decisamente evidente. Lo testimoniano anche il gruppo ottico anteriore sviluppo verticale (con supporto per la R in pregiato magnesio), formato da due elementi polielissoidali, ed il serbatoio, snello e dalle svasature evidenti, con un disegno vagamente triangolare e tappo a forma ellittica. Mentre la sella ampia e piatta viene completata da un codino esile che da ampio risalto al terminale di scarico. Tutte le sovrastrutture della versione R, e quindi anche di questa Fila, sono realizzate in fibra di carbonio per contenere il peso. D’impatto la ciclistica. In tipica tradizione Ducati il telaio è un traliccio di tubi di acciaio con inclinazione dell’asse di sterzo regolabile su due posizioni, 23,5° e 24,5°, per meglio intonarsi alle caratteristiche dei circuiti. Sospensioni completamente regolabili firmate da Ohlins. Freni al top con pompa e pinze radiali Brembo e dischi da 320 mm flottanti.

Il Testastretta di 999 cc, bialbero, 8 valvole, mantiene gli stilemi tipici delle migliori unità bolognesi. Bicilindrico ad L con comando della distribuzione desmodromico. Viene alimentazione con sistema di iniezione Magneti Marelli e corpi farfallati da 54 mm. Raggiunge i 139 cv a 10.000 giri ed i 108 Nm a 8.000 giri. I carter in alluminio sono ottenuti per fusione in terra anziché pressofusi, per migliorarne le caratteristiche meccaniche.

La posizione di guida fa un passo in avanti enorme rispetto alla precedente generazione di Superbike bolognesi. La moto rimane piccola ma abitabilità ed ergonomia crescono. Adesso i semimanubri si impugnano in modo più naturale, senza affaticare troppo polsi e braccia. Le pedane sono arretrate e permettono una piega delle gambe ideale ed un inserimento nella moto esemplare. L’ampia sella consente a piloti di taglie diverse di trovare il giusto centraggio, risultando anche relativamente comoda dopo diverse ore di guida.

Una volta al manubrio di questa 999 conquista sin dalla prima curva con un’agilità che, onestamente, non ti aspetteresti da una superbike purosangue ed un rigore da riferimento. Queste sensazioni così positive rimangono costanti a prescindere dalle velocità, e dal raggio di curva. Un’alchimia evidentemente frutto dell’ottimo bilanciamento e centraggio delle masse che aiuta non poco a dissimulare un peso a vuoto di 193 Kg. Esemplare anche la velocità e la naturalezza con la quale nelle “esse” sa invertire la traiettoria, caratteristica alla quale contribuisce la massa ridotta dei cerchi forgiati (- 2,2 Kg rispetto a quelli fusi). Dopo oltre 15 anni il reparto sospensioni si dimostra ancora in grado di offrire prestazioni eccellenti nella guida sportiva stradale grazie ad una scorrevolezza da riferimento, un intervento progressivo ed un set-up di base sportivo ma senza eccessi, restituendo tanta sensibilità. L’impianto frenante potente e modulabile, con una risposta alla leva costante, aiuta ad innalzare piacere di guida e sicurezza attiva. I più sensibili potrebbero avvertire un leggero effetto sottosterzante nelle ripartenze dalle curve più strette, probabilmente causato dallo schiacciamento del mono, qui tarato per la guida stradale. Una sbavatura risolvibile intervenendo sulle infinite regolazioni delle sospensioni o comunque limitabile caricando col busto l’avantreno.

Il motore è semplicemente fantastico. Riprende dai 2.500, si stabilizza 500 giri sopra dove è già capace di riprese convincenti e da il meglio superati i 5.000 fino agli oltre 10.000 di limitatore. Complice anche lo scarico Termignoni tira via dalle curve col classico effetto fionda, deciso ma mai sgarbato. Qui il TC non esiste e allora inseriamo un rapporto in più ed affidandoci alla sua proverbiale schiena e all’ottima sensibilità del comando dell’acceleratore. Il cambio risulta ancora veloce e poco contrastato. La frizione multidisco a secco con comando idraulico richiede più forza rispetto ai comandi assistiti di oggi ma rimane sempre gestibile.

Prima dell’acquisto controllate il cappellotto-bobina della candela del cilindro posteriore. Se il motore è irregolare potrebbe richiedersi la sostituzione. Verificare anche che l’attuatore frizione non perda, altrimenti anche in questo caso potrebbe essere necessario sostituirlo. Sporadiche perdite dalla coppa, facilmente risolvibili cambiando la guarnizione.

Quanto costa

Mettere nel proprio box una sportiva ancora così appagante può essere alla portata di molti se pensiamo che una base prima serie originale e con percorrenza relativamente limitata è offerta a circa 4.000 euro. 1.000 euro in più per il “coppa bassa” seconda serie, mentre per la S prima e seconda serie saranno necessari rispettivamente 6.000 e 7.000 euro. Sono richiesti circa 15.000 euro per la R prima serie e 18.000 per la seconda serie. Per le più esclusive Fila e Xerox si devono aggiungere 2.000 euro circa