Il mito della XT500 torna nella Sport Heritage su base XSR700 che Yamaha ha deciso di declinare come omaggio alla prima Ténéré. Ecco come va

Con un occhio sempre attento alla scena custom e delle moto special, Yamaha non poteva esimersi dal mettersi in gioco in prima persona, e così il lancio sul mercato della nuova Yamaha Ténéré 700 ci ha dato modo di provare anche la XSR700 XTribute, l’omaggio alla mitica XT500 di inizio anni ’80, già vista ad Eicma 2018.

Come è fatta

Rispetto alla XSR700 cambia poco, ma sono i dettagli a rendere la XTribute la diretta discendente della leggendaria enduro dei Tre Diapason.

Il serbatoio silver con bande rosse e “pancia” nera, come la vecchia XT500, le frecce dal sapore vintage con la lente arancione e i soffietti sulla forcella fanno il paio con parafanghi bianchi, cerchi dorati, sella dall’imbottitura maggiora ta di 3 cm e posizione inedita dello strumento, collocato in maniera asimmetrica.

Manubrio largo con traversino e pneumatici tassellati d’ordinanza completano il quadro di questa scrambler che difficilmente passa inosservata al semaforo o tra le curve di un passo montano.

Xtibrute

Come va

La XSR 700 X Tribute non è la solita naked, ha un’impostazione di guida decisamente più comoda grazie ad un’imbottitura sostanziosa della sella ed il manubrio in posizione più alta rispetto alla XSR 700 standard.

Le sospensioni sono sostenute e rigide pertanto si riescono ad aggredire bene le curve contando su una ciclistica precisa e sincera. In uscita di curva la XSR X Tribute è ben bilanciata e la si riesce a manovrare agilmente.

Il punto forte di questa Yamaha è decisamente l’impianto frenante che è lo stesso che veniva montato qualche anno fa su alcuni modelli di super sportive, quindi prestazioni davvero al top. Il telaio e la ciclistica sembrano assimilare alcune delle caratteristiche percepite nel nostro test della Tenere 700, con una stabilità davvero eccellente.

Xtibrute

Più si va veloce è più la XSR700 XTribute trasmette sicurezza: abbiamo addirittura fatto uno speed test in fuoristrada in un’area al traffico, dove siamo riusciti a raggiungere i 170Km/h su sterrato, qualcosa di davvero impensabile per una “special”.

Il motore CP2 da 689 cc è arzillo e scattante, in certe situazioni bisogna davvero stare attenti perché la moto si impenna facilmente anche in terza marcia. L’ottima coppia ai bassi regimi fa si che la moto sia facile da manovrare in accelerazione permettendoci di cambiare traiettoria agilmente dosando l’acceleratore.

I 75 CV di questa Yamaha si riescono a gestire, l’erogazione non è mai scorbutica ma molto progressiva e l’assenza di un sistema di traction control, per quanto non avrebbe guastato, non si fa sentire. L’ABS c’è, ma non è disinseribile.

Un’ulteriore punto di grande forza della XSR XTribute sono i pneumatici Pirelli MT 60 RS che garantiscono un’aderenza spaventosa, in curva si riesce a piegare molto senza il timore di perdere grip. Punto debole è la sella: nonostante sia omologata per 2 persone, forse troppo corta per andarci con il passeggero su lunghi tragitti.

La XSR 700 XTribute è in definitiva una moto dedicata a chi vuole rievocare memorie del passato e farsi notare con un’inconfondibile stile. E’ una di quelle moto belle da avere in garage perché la si può usare per divertirsi in qualche gita fuori porta ma anche si abbina a qualsiasi tipo di look grazie alla sua raffinata eleganza.

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Quanto costa

La Yamaha XSR700 Xtribute è già disponibile nelle concessionarie a 8.490 euro, e per chi vuole replicare ancor più nel dettaglio l’iconica XT500 c’è lo scarico Akrapovic 2 in 1 in nero che replica il disegno dello scarico originale.

Fotogallery: Yamaha XSR700 XTribute- TEST