Sorella minore delle più note V-Strom 650 e V-Strom 1000, la piccola crossover di Hamamatsu è la protagonista del nostro #perchécomprarla.

Il mercato ha incoronato ormai da tempo le enduro stradali come le preferite dagli italiani.

A farla da padrona sono le “maxi”, con cubature che sfiorano o oltrepassano il litro, ma sulle strade si vedono sempre più spesso anche le piccole e agili crossover: adatte alla città ma capaci anche di regalare piccole dosi di avventura a chi le acquista.

Una delle protagoniste di questo segmento è la Suzuki V-Strom 250 ABS. Sarà lei la scelta giusta per i nostri safari quotidiani? Scopriamolo insieme, mettendola alla prova nel nostro Perché Comprarla e Perché no!

Pregi e difetti

Sul cavalletto la Suzuki V-Strom 250 riesce a confondersi per forme e proporzioni con le sorelle più grandi, specialmente con la 650. L’elemento di spicco è il becco, che risalta ancor di più sul quarto di litro grazie al faro meno integrato nel frontale.

Un dettaglio che ai nostalgici e agli amanti delle moto agé non può non far tornare alla mente le DR Big di fine anni ‘80.

Il paramotore sottolinea l’appartenenza di diritto alle Enduro Tourer Suzuki, mentre i cerchi da 17” a 10 razze rimarcano l’habitat più stradale della quarto di litro.

La seduta è a 800 mm da terra, il manubrio è alto,e il cupolino riesce a proteggere dall’aria fino a velocità medie, ma sopra i 100 km/h su spalle e casco arriva inevitabilmente la classica frustata di vento.

Tecnologia e praticità si fondono nello schermo LCD: grande, ben leggibile e in grado di offrire tutte le informazioni necessarie. I tasti di selezione si trovano appena sotto lo schermo, fossero stati al manubrio avremmo dato la lode alla piccolina di Hamamatsu. Buona anche l’ergonomia dei blocchetti.

Nonostante la lettera iniziale, ad equipaggiare la V-Strom 250 c’è un bicilindrico in linea frontemarcia da 248 cc, con 25 CV di potenza e un picco di coppia da 23,4 Nm a quota 6.500 giri, che nel suo piccolo ricalca le doti touring delle sorelle maggiori da 650 e 1.000 centimetri cubi.

Una qualità frutto del lavoro di ottimizzazione degli ingegneri Suzuki, che hanno lavorato sul quarto di litro per renderlo pieno di coppia a bassi e medi regimi.

Scelta azzeccata, che restituisce una schiena regolare e che, fino agli 8.000 giri, da la sensazione di viaggiare su un mezzo di maggiore cilindrata. La messa a punto, unita al sistema di scarico 2 in 1, permette di avere la massima accelerazione tra i 20 e i 90 km/h, centrando in pieno i ritmi di frequente utilizzo della piccola tourer, riducendo le emissioni.

Il risultato è evidente nell’erogazione, fluida e lineare fino ai 10.000 giri, unito ad un’agilità che rimane il suo punto forte anche a ritmi elevati. Anche se le si chiedono gli “straordinari” la risposta rimane precisa.

L’ABS è marchiato Bosch, e governa un disco anteriore a margherita da 290 mm con la leva al manubrio regolabile, e un disco da 240 mm al posteriore, che tende a farsi sentire in maniera importante appena chiamato in causa.
Il controllo di trazione non c’è, ma cilindrata e potenza espressa lo rendono superfluo.

Quando l’asfalto finisce infatti non smette di essere facile da guidare e intuitiva, strappando più di un sorriso a chi si cimenta sulle pedane.

Naturalmente la città è la sua palestra preferita, dove non ha paura di incunearsi nel traffico, forte dei suoi 188 kg a pieno carico e di un baricentro che permette lo zig-zag al semaforo. Le velocità autostradali portano a galla le vibrazioni, sotto la sella e sulle pedane, e raggiunti i 9.000 giri, il motore tende a farsi sentire.

Anche le vibrazioni sono una presenza fissa e non troppo gradita a regimi medio-alti, e il motore manca un pò di spunto, soprattutto se si tenta di riprendere con la marcia in più.

Dal punto di vista estetico le finiture non sono delle migliori, ma fanno parte del compromesso di cui si rende protagonista questo modello.

Quanto costa

Suzuki V-Strom 250 Con ha un prezzo di listino di 5.740 euro franco concessionario. La lista di accessori permette di “vestire” la Vstrommina di tutto punto, con tris di valigie, cavalletto centrale, manopole riscaldate e paramani tra gli altri, per trasformarla in vera globetrotter.

Abbigliamento

Casco: Nolan N70-2X
Completo: Alpinestars Bogotà V2 Drystar
Stivali: Alpinestars Corozal
Guanti: Alpinestars Equinox Outdry