Da brividi ricordare questo modello, nata grazie anche all'immaginazione di uno degli imprenditori motociclistici più visionari come Giovanni Castiglione.

La Cagiva Elefant è stata la la moto di Hubert Auriol, capace a vincere la Dakar sia con le moto che con le auto come Stéphane Peterhansel e Nani Roma, ma che in sella alla moto di Varese ha solo sfiorato il successo.

Nel 1985 infatti il pilota francese, con la Elefant 650, chiuse al secondo posto, mentre nell'edizione del 1987 fu costretto al ritiro alla penultima tappa a causa di un incidente che gli provocò la frattura ad entrambe le caviglie, con la vittoria già in tasca.

Ci pensò qualche anno dopo Edi Orioli a vincere la Parigi-Dakar in sella alla Cagiva Elefant 900, nel 1990 e bissando nel 1994.

La Elefant era davvero un elefante: enorme ma realizzata per essere leggera e maneggevole, con un motore potente come quello bicilindrico della Ducati 900SS, perché al tempo Cagiva e Ducati rientravano sotto la proprietà della famiglia Castiglione.

Nel 1990 la Elefant era completamente nuova, con un motore più potente a iniezione elettronica e oltre alla vittoria di Oriol, ha portato un altro pilota italiano sul podio, con il terzo posto finale di Alessandro De Petri (vincitore di 5 tappe) mentre Jordi Arcarons finisce settimo (vincitore di 2 speciali).

Nel 1991 conquista il quinto posto di Arcarons, mentre Neveu si ritrova venticinquesimo a causa di problemi elettrici.

Nel 1992, Cagiva riesce a piazzarsi seconda, terza e quarta rispettivamente con Danny Laporte, Arcarons e Marc Morales, mentre Orioli si ritrova settimo e Davide Trolli decimo.

Nel 1994 grazie alle elaborazioni di CH Racing, con i carburatori Kehin e sospensioni migliorare, la Cagiva Elefant e Edi Orioli dominano la Dakar.

Con l'introduzione del GPS nel 1995 la concorrenza è più agguerrita e la Elefant termina seconda e terza con Arcarons e Orioli.

Negli anni successivi solo piazzamenti, abbandonando la corsa dopo l'edizione del 1997.

La replica della Cagiva Elephant 900ie venne venduta come replica nella colorazione Lucky Explorer, che le dava una sensazione di vera replica da corsa.