Dall'omonimo Segway alla moto, sempre di due ruote si tratta, ma questo concept è il primo ad alimentazione ibrida elettrica-idrogeno.

Ve li ricorderete i Segway, definiti come dispositivi di trasporto personale, prodotti dall'omonima azienda e creati nel 2001 da Dean Kamen. Il primo modello si chiamava HT (sigla di Human Transporter), seguito dal secondo, PT (Personal Transporter). Un mezzo di trasposto a due ruote, parallele, ad alimentazione elettrica e con una sua intelligenza perché capace di partire, fermarsi, addirittura fare la retromarcia assecondando i movimenti del passeggero – pilota. L'HT, grazie alla manopola sinistra, riusciva anche a fare le curve mentre il PT era più evoluto perché curvava grazie al piantone non più rigido, ma inclinabile lateralmente.

Un mezzo di trasporto che fungeva da vera e propria estensione del corpo umano, trasportandolo su una pedana mossa da due motori elettrici a batterie e dal peso totale di 38 kg, capace di raggiungere i 20 km/h e garantire una autonomia di circa 40 km e dal costo variabile tra i 4 e i 5.500 dollari.

Esperienza infelice

I risultati di vendita non furono quelli attesi, dati i circa 6.000 esemplari venduti in 21 mesi, contro i 50 mila all'anno previsti inizialmente.

Inoltre nel 2003 vennero richiamati tutti i modelli prodotti per un problema di sicurezza in fase di batteria scarica e, come se non fosse abbastanza, nel settembre 2010 Jimi Heselden, titolare della società produttrice che aveva acquistato da poco da Dean Kamen, perse la vita a causa di un incidente proprio mentre era alla guida di un segway.

Nel 2015 Segway è stata acquistata dalla concorrente cinese Ninebot Inc., azienda nel portafoglio di Xiaomi (proprio quella degli smartphone), per 80 milioni di dollari.

Ad appoggiare l'operazione anche Sequoia Capital, società di venture capital con sede a Menlo Park in California, che dal 1972 di finanziamenti di società del hi-tech qualcosa ne sa, avendone finanziate alcune che ora sono diventate giganti tecnologici come Apple, Google, Cisco, PayPal, YouTube e WhatsApp. Inoltre, gestisce anche fondi di investimento in paesi importanti come India, Israele e Cina.

Dopo il lancio di uno scooter autobilanciato nel 2016 e la presentazione di una moto elettrica nel 2019, chiamata proprio Apex, nell'estate 2020 Ninebot ha annunciato il termine della produzione del Segway.

Fotogallery: Segway Apex H2 Concept 2021

Nuova esperienza

Nel 2021 Ninebot prova a lanciarsi con una nuova avventura: la Segway Apex H2, prototipo di moto ibrida alimentato da un motore elettrico e da una bombola di idrogeno.

Una vera rivoluzione firmata Xiaomi, che ha aperto le prenotazioni gratuite dall'1 al 30 aprile 2021 e iniziando un serio percorso verso l'autonomia dai combustibili fossili.

Infatti per ricaricare la moto non serve l'energia elettrica, che dipende principalmente da energia non rinnovabile, ma si cambia o si ricarica la bombola di idrogeno, grande tanto quanto quelle per farsi l'acqua frizzante in casa e che permetterebbe una autonomia di 1 km per ogni grammo.

Fatto un calcolo veloce, corrisponde a una percorrenza di 1.000 km con 1 chilo, purtroppo le infrastrutture pressoché inesistenti non giocano a suo favore, per il momento.

Il design della Apex H2 è quello di una moto sportiva carenata dall'aspetto futuristico, con una cupolino segnato da una bocca illuminata dal faro a LED orizzontale e una ciclistica caratterizzata da sospensioni monobraccio oscillanti sia all'avantreno che al retrotreno, ricordando la Yamaha GTS 1000 di fine secolo scorso, alleggerendo il look della Apex H2 almeno dal lato destro.

Già si parla di prestazioni: 60 kW di potenza, velocità massima di 150 km/h e 4 secondi per l'accelerazione 0-100 km/h.

Quando arriva

Ninebot dice che le prime consegne della Apex H2 dovrebbero iniziare nel 2023 e il costo aggirarsi sotto gli 11 mila dollari.

Per il momento, la prima moto ibrida elettrica-idrogeno è un concept, ma le spalle sono ben coperte da Xiaomi e dall'appoggio di una venture capital del calibro di Sequoia Capital, quindi restiamo in curiosa attesa dell'evolversi del progetto, che potrebbe segnare una pietra miliare per il mondo dei trasporti.

E siamo felici che a farlo possa essere una moto, un veicolo purtroppo ancora considerato come un lusso per qualcuno e non un mezzo di trasporto come tutti gli altri, solo più emozionante.