“Il coraggio di andare oltre” è un docufilm che celebra i 100 anni di Moto Guzzi e narra la storia dei suoi tre creatori

In coincidenza con giorno del 100° compleanno di Moto Guzzi, cioè oggi lunedì 15 marzo, l'ASI presenta in diretta streaming online il docufilm che racconta la storia dell'Aquila di Mandello del Lario e dei tre uomini che hanno dato vita al mito.

Diretta streaming

Si chiama “Il coraggio di andare oltre” il docufilm realizzato da Massimo Zavaglia e Bruno Nava, scritto da Laura Motta e diretto da Maurizio Pavone della casa di produzione Alboran e patrocinato dal Comune di Milano.

Racconta il mito della Moto Guzzi e la storia dei tre uomini che gli hanno dato origine: Giorgio Parodi, Carlo Guzzi e Giovanni Ravelli.

Questa sera alle 21:00 l'ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, presenta sui suoi canali web, l'opera che i quattro hanno realizzato, scritto e diretto per celebrare i 100 anni di Moto Guzzi, con il patrocinio dal Comune di Milano.

Fotogallery: "Il coraggio di andare oltre", docufilm sui 100 anni di Moto Guzzi

La storia

“Il coraggio di andare oltre” è tante cose: il racconto di un legame fraterno vissuto nel difficile dopoguerra, di un progetto che diventa un successo imprenditoriale scrivendo parti importanti del motociclismo italiano e internazionale, di un marchio che al tempo identifica motociclette belle, veloci, tecnicamente all’avanguardia e protagoniste di vittorie sportive memorabili.

Il docufilm è anche la storia umana e professionale dei protagonisti, capaci di realizzare un sogno comune e di legare indelebilmente il proprio nome a quello dell'azienda di Mandello del Lario.

A rendere ancora più emozionante la storia narrata da “Il coraggio di andare oltre”, ci sono le testimonianze dei veri protagonisti, dei nipoti dei fondatori, dei figli degli ex dipendenti, dei giornalisti e degli storici del marchio, che svelano dettagli inediti.

Buon fine

Oltre a narrare un pezzo di storia d'Italia, “Il coraggio di andare oltre” ha un fine nobile: infatti tutti i proventi derivanti dalla distribuzione del docufilm saranno devoluti in beneficienza all’Associazione Le Vele Onlus di Pioltello (MI), impegnata nell’accoglienza e nel sostegno dei nuclei familiari più fragili per tutelare il benessere dei figli.

L'appuntamento è per questa sera alle 21.00 sulla pagina Facebook, sul canale Youtube e sul sito dell’Automotoclub Storico Italiano (www.asifed.it).

Storie da raccontare

Noi italiani se sappiamo fare bene una cosa è quella di non autocelebrarci troppo. Le eccellenze nostrane, anche quelle presunte tali, sono note in tutte il mondo ma poche vengono celebrate come meriterebbero.

La storia di Enzo Ferrari per esempio non è mai andata oltre il piccolo schermo di un film tv in due puntate.

Piloti come Nino Farina, Alberto Ascari, Franco Ubbiali, Omobono Tenni, Renzo Pasolini, Libero Liberati e Giacomo Agostini non sono mai stati raccontati com avrebbero meritato.

Ma siamo rimasti affascinati dalle storia di Harley e Davidson, di Burt Munro e del progettista Carroll Shelby e dal pilota Ken Miles che con la Ford hanno battuto la Ferrari a Le Mans nel 1968, prendendosi anche la libertà cinematografica di far passare Ferrari e il team per fessi.

Abbiamo una storia motociclistica incredibile, marchi - e piloti - che hanno caratterizzato la storia motociclistica internazionale nella parte centrale del secolo scorso.

Eppure, la produzione cinematografica italiana, che spesso si dice in crisi, non trova ispirazione dalla sua storia.

Però ci sono persone come Alessandro Marotto che con la sua casa di distribuzione Rodaggio Film, grazie alla quale scova, promuove e distribuisce pellicole dedicate alla cultura delle due ruote, rare oppure mai viste in Italia.

Nel 2017 per esempio ha riportato in vita “I fidanzati della morte”, film di Romolo Marcellini del 1956, dopo un paio di anni di ricerche presso l’archivio della Cineteca di Bologna nonostante si pensasse fosse andata distrutta.

Un vero peccato, non solo per ricordare o per celebrare, ma anche per descrivere ai più giovani o chi non conosce la storia, da dove viene il motociclismo dei nostri tempi, e non solo quello italiano.

E allora grazie ancora a Massimo Zavaglia e Bruno Nava per sapere trasportare in una pellicola una passione.