La fabbrica della Casa Giapponese paga i disagi logistici legati al COVID e mette in cassa integrazione o in ferie gli operai

Le linee della fabbrica Honda di Atessa (CH) sono costrette a fermarsi: l’impianto è infatti a corto di forniture provenienti dal Sud Est Asiatico per la realizzazione e l’assemblaggio degli scooter dell’Ala, come il Forza 350 e altri.

Lo stop temporaneo

La mancanza di forniture ha portato alla decisione dello stop il 4 febbraio, e per alcuni la cassa integrazione durerà fino a venerdì prossimo, 12 febbraio.

Un problema visto che siamo alle porte del periodo di alta stagione per il mercato motociclistico di alta stagione, ancor di più considerando che quello di Atessa è l’unico impianto produttivo di Honda in Europa.

Guardando infatti ai dati sulle immatricolazioni, gennaio a parte, gli ultimi mesi hanno segnato una crescita esponenziale delle vendite di moto e scooter, in virtù del fatto che questi mezzi sono considerati ormai i più sicuri ed economici per muoversi nel tragitto casa-lavoro evitando treni, metro e bus.

honda atessa

Un problema globale

Honda paga un fenomeno che si sta delineando chiaramente in tutto il mondo, ovvero il Global container shortage: la mancanza di container per i trasporti navali.

Con la diminuzione del traffico commerciale infatti i prezzi sono saliti esponenzialmente e i blocchi di molte strutture in Asia ha fermato anche i container, frenando l’attivita di import/export.

Honda in una nota ha comunque assicurato che il fermo produttivo sarà di 4 giorni e solo pochi lavoratori del terzo turno saranno in cassa integrazione fino al 12 febbraio. L’azienda ha inoltre assicurato che non ci saranno problemi per la rete vendita in Italia e all’estero.