Kawasaki ha depositato i disegni dei brevetti di un nuovo cambio elettronico, dedicato sia ai modelli tourer che a quelli più sportivi.

Kawasaki aggiorna ancora l'archivio dei suoi brevetti: un'altra trovata tecnologica che però non riguarda l'intelligenza artificiale e la moto ibrida, ormai prossime all'introduzione, né sistemi di assistenza alla guida capaci di aumentare la sicurezza del pilota e degli altri utenti della strada, come sistemi di sicurezza predittivi o cruise control con radar, al quale però potrebbe essere collegato.

Questa volta i tecnici Kawasaki hanno lavorato allo sviluppo di un cambio elettronico, per esaltare l'esperienza di guida sia in pista che nei lunghi percorsi in sella alle sue tourer.

Piacere di guida

Kawasaki ha depositato, presso l'ufficio brevetti giapponese, il progetto relativo allo sviluppo di una trasmissione semiautomatica.

La casa di Akashi è al lavoro su una trasmissione con cambio elettronico che potrebbe essere destinata ai modelli tourer, per sostituire il vecchio cambio Concours 14.

Ma un cambio di questo tipo potrebbe far comodo anche su una moto sportiva come alle cruiser del futuro.

Ormai questo tipo di cambio ha trovato una sua diffusione: Honda con il cambio a doppia frizione DCT dal 2009 e Yamaha con il sistema di cambio automatico YCC-S sulla FJR1300 dal 2006.

Fotogallery: Kawasaki disegni brevetto cambio elettronico

Semplice meccanismo

Il design, che è stato pubblicato da CycleWorld, si concentra sull'utilizzo di un semplice meccanismo di cambio elettronico che elimina la necessità di un collegamento fisico.

Il sistema Kawasaki sembra mirare a replicare l'esperienza di cambio marcia convenzionale quando necessario, mantenendo la leva a pedale ma utilizzando un attuatore elettronico a sensori invece di un collegamento fisico tra il piede sinistro e il tamburo del cambio.

Per illustrare la sua idea, è stato utilizzato il disegno della Ninja 1000 SX ma a titolo puramente esemplificativo, non significa che sia il modello destinatario della tecnologia.

Anche se sarebbe uno molto indicata, se si pensa alle sue doti dinamiche da vera sportiva, combinate alle impostazioni turistiche.

Il brevetto si concentra su un meccanismo di cambio elettronico compatto e semplice che traduce il movimento della leva del cambio in una rotazione del tamburo del cambio.

Significa che non è più necessario un collegamento fisico per consentire lo spostamento delle pedane senza doversi preoccupare di come verrà azionato il cambio, ma solo un cavo elettrico per collegare la leva alla trasmissione.

Uno per tutte

L'attuatore elettronico ruoterebbe il tamburo del cambio su una trasmissione convenzionale e potrebbe essere adattato a una varietà di moto diverse.

Sostituire la leva del cambio con i pulsanti montati al manubrio sarebbe l'essenza della semplicità e tramite l'ausilio di una centralina, si potrebbe anche evitare il fuorigiri del motore, una inconsapevole folle come una marcia sbagliata.

Per una moto sportiva coma la Ninja ZX-10R, un cambio semi-automatico permetterebbe cambi rapidissimi mentre al pilota non resterebbe che concentrarsi sulla guida godendo dell'esperienza di guida.

Dove potrebbe applicare un cambio elettronico Kawasaki? Potrebbe essere introdotto inizialmente per moto come le tourer?

Sarebbe indicato per la Ninja 1000XS che, come detto righe fa, è una turistica dall'indole sportiva, o una sportiva dall'impostazione turistica.

Ma anche sulla Versys 1000 non stonerebbe affatto: come avrete letto dall'ultimo aggiornamento, la crossover verdona è stata dotata delle innovative sospensioni Showa con tecnologia Skyhook EERA (Electronically Equipped Ride Adjustment – regolazione elettronica dell’assetto), incorporata con le sospensioni semi-attive del sistema KECS, per offrire una guida ancor più confortevole e garantire un livello superiore di sicurezza.

Questo ulteriore ammodernamento porterebbe la Versys 1000 sullo stesso piano di moto di adventure tourer o adventure bike, come la Ducati Multistrada V4, la KTM 1290 Super Adventure.

Due moto che guarda caso sono già dotate si sistema di assistenza alla guida basato sull'unità radar Bosch, cosa che sta sviluppando anche Kawasaki.

Più o meno sportiva che sia, una moto nata per le lunghe percorrenze sarebbe una buona partenza per un cambio elettronico.