Il Gruppo Volksawagen ha già un marchio di moto, Ducati. Ma il designer di auto Al Yasid ha provato a immaginare una moto Lamborghini.

Ducati è la moto del Gruppo Volkswagen, quindi di un ulteriore marchio a due ruote, non ci dovrebbe essere spazio, tanto meno una moto Lamborghini. Ma questo non ha fermato l'immaginazione del designer Al Yasid, che se l'è immaginata così.

Non c'è spazio

Ferdinand Piech voleva fortemente le moto Ducati nel già numeroso portafoglio marchi del gruppo di famiglia.

Ammirava le moto bolognesi tanto da averne già nel suo garage ed evidentemente non era soddisfatto, voleva l'azienda intera e così fu, nella primavera del 2012.

L'acquisizione passò attraverso un altro prestigioso marchio italiano, Lamborghini, un altro nome importante con sede nella motor valley, a poco più di 20 km l'una dall'altra.

Di marchi di moto nel Gruppo Volkswagen, quindi, non se ne sente il bisogno perché Ducati occupa già uno spazio piuttosto importante.

Si sa però che non si pongono limiti all'immaginazione, soprattutto se è una delle principali caratteristiche utilizzate per lavoro e se sei un designer di auto.

E così, Al Yasid si è divertito ad immaginarsi come potrebbe essere una Lamborghini su due ruote, restando fedele al concetti estetico che caratterizza le auto bolognesi, fatte di linee tese e spigolose, dinamiche e alla ricerca della massima aerodinamicità.

Fotogallery: Lamborghini Mangusta Concept by Yasid Design

Aspetta, ho visto giusto?

Così, quella moto dall'aspetto futuristico, è il concept Mangusta disegnato dalla Yasid Design, che sembra essere basato sull'attuale Ducati Diavel.

L'aspetto non è dei più invitanti, nel senso che lo sguardo formato dal gruppo ottico con luci a LED è decisamente aggressivo, ma è coerente con il family feeling Lambo, come il cupolino che richiama il cofano della auto di Sant'Agata Bolognese.

Stesso discorso per le luci posteriori: i LED posti sotto al codone ci sono anche sul Diavel, ma nel concept Mangusta ricordano la Aventador.

A differenza della muscle cruiser di Borgo Panigale, questo prototipo è dotato di una carena, dalle forme spigolose e da abbondanti parti in fibra di carbonio.

Meno coerente, molto meno coerente, il nome scelto per il concept: come si sa infatti la nomenclatura Lamborghini ha sempre fatto riferimento ai tori, come il suo stemma, segno zodiacale del fondatore, Ferruccio Lamborghini.

Mangusta invece è un piccolo mammifero, che per quanto feroce possa essere con le sue prede, si allontana molto dalla tradizione Lamborghini.

Ma forse Al Yasid ha disegnato il concept Mangusta proprio pensando al suo corpo allungato, alle zampe corte e all muso appuntito alla coda affusolata e agli occhi piccoli.

Nessun pericolo che questo concept possa entrare nelle intenzioni del management italo-tedesco: Al Yasid non collabora con il Gruppo VW, né per Lamborghini e Ducati.