Il Consiglio e il Parlamento europeo approvano la proposta della Commissione EU che consente la vendita delle moto Euro 4 in stock.

Per una volta arriva dall'alto una decisione favorevole che riguarda chi sta più in basso. Consiglio e Parlamento europeo, con una presa di coscienza, hanno dimostrato di saper rispondere alle esigenze dill'industria motociclistica, colpita pesantemente dalla pandemia da coronavirus.

Avanti con l'Euro 4

Il Consiglio dell'Unione Europea e il Parlamento europeo hanno approvato la proposta della Commissione europea, che adegua le norme sulle moto di fine serie nel Regolamento UE 168/2013, ovvero quelle omologate Euro 4.

Dall'1 gennaio 2020 le case costruttrici hanno iniziato a produrre moto conformi allo standard europeo sulle emissioni inquinanti Euro 5, mentre dall'1 gennaio 2021 invece le moto Euro 4 non sarebbero più state omologabili.

Con il lockdown della primavera che ha immobilizzato le vendite in tutto il Continente, le moto in magazzino pronte per essere spedite sono rimaste bloccate, per un danno ingente per tutti i costruttori.

Ricordate i dati del mercato italiano in pieno lockdown: dopo gli inizi positivi di gennaio e febbraio, ci sono stati i cali catastrofici di marzo con - 66% e soprattutto aprile con -97%, per poi riprendersi con la ripartenza.

Da qui la richiesta della Commissione UE, che permette ai concessionari di motociclette e alle aziende in tutta Europa, colpite dallo scoppio della pandemia COVID-19, la possibilità di vendere le loro scorte di veicoli Euro 4 fino al 31 dicembre 2021.

La proposta sostenuta poi dai due organi legislativi coprirà solo i veicoli che erano in magazzino al momento in cui sono stati introdotti i blocchi nazionali in tutta l'UE.

Più specificamente, la quantità di veicoli che beneficiano delle misure di fine serie riviste non supererà il numero di veicoli di categoria L Euro 4 in stock nell'UE il 15 marzo 2020, stimato dagli esperti del settore in circa 550.000 unità.

Vale la pena sottolineare che la modifica alle disposizioni di fine serie nel Regolamento UE 168/2013 non influirà sulla tempistica originale prevista per l'introduzione della norma Euro 5, ovvero il 1 ° gennaio 2021 per i modelli esistenti di ciclomotori e motocicli omologati prima del 1 gennaio 2020.

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Una revisione necessaria

Secondo le norme di omologazione UE, tutti i motocicli Euro 4 dovevano essere registrati prima dell'applicazione della fase Euro 5, il 1 ° gennaio 2021, un requisito impossibile da raggiungere a causa del calo delle vendite causato dalla pandemia COVID-19 .

Le norme UE sull'omologazione prevedevano un meccanismo di flessibilità denominato “fine serie”, che consentiva ai costruttori di continuare a mettere a disposizione sul mercato, immatricolare o entrare in servizio una parte limitata del loro stock di veicoli Euro 4.

Tuttavia, questa clausola di flessibilità non era sufficiente per affrontare il problema dello stock di veicoli in più creato dall'improvvisa epidemia del virus.

L'accordo politico raggiunto dai due legislatori europei aiuterà aziende e concessionari di motociclette ad affrontare al meglio questi tempi difficili.

Accoglienza favorevole

L'ACEM, la European Association of Motorcycle Manufacturers, ovvero la confindustria europea dei produttori di motociclette, non può che accogliere con favore il voto positivo del Consiglio e del Parlamento sulla revisione delle disposizioni Euro 4 di “fine serie”.

Commentando l'accordo politico raggiunto dalle istituzioni dell'UE, Antonio Perlot, Segretario generale dell'ACEM, ha dichiarato: “L'ACEM accoglie con favore il voto positivo del Consiglio e del Parlamento europeo su questo importante fascicolo legislativo.

La modifica al Regolamento UE 168/2013 aiuterà quei produttori che necessitano di un supporto specifico e contribuirà a colmare il divario verso l'Euro 5.

Le nuove regole forniranno anche una "rete di sicurezza" tanto necessaria per l'intero settore, comprese le concessionarie a valle, ed eviterà la rottamazione inutile dei veicoli Euro 4 .

Il settore motociclistico ringrazia il presidente della Commissione europea von der Leyen, il commissario Breton e il suo team alla Direzione Generale per la Crescita del Mercato Interno, per la loro decisiva concessione politica e la rapida risposta a questa crisi.

Nei prossimi mesi, ACEM ma soprattutto - come sin dal primo giorno - le associazioni nazionali di settore continueranno a lavorare in modo costruttivo con le autorità pubbliche per garantire che le nuove regole di fine serie supportino la produzione in Europa e le concessionarie in questi tempi difficili".