Deus ex Machina esalta l'attitudine racing della Zero Motorcycles SR/S, realizzando la sua prima special elettrica.

Dalla collaborazione tra Zero Motorcycles e Deus ex Machina nasce una special elettrica, basata sulla sportiva SR/S dall'aspetto minimalista, ma tecnologica e con dettagli delle attuali moto racing ed evidenti ispirazioni vintage.

Da Zero a Deus

Michael “Woolie” Woolaway è il co-fondatore della sede di Venice Beach di Deus ex Machina e non si era mai imbattuto in una moto elettrica.

Prima di trovarsi di fronte alla Zero Motorcycles SR/S, moto elettrica sportiva ma sempre in grado di eorgare una potenza di 110 CV, una coppia di 190 Nm e raggiungere i 200 all'ora.

Questa special quindi è la prima moto ad alimentazione elettrica di Deus Ex Machina, uno dei brand più noti al mondo delle customizzazioni di moto.

Michael Wooloway si è subito dimostrato interessato alla Zero SR/S fin dal primo incontro, avvenuto all'edizione 2019 della Pike's Peak, trovandola molto interessante come piattaforma per realizzare una special.

Senza un vero e proprio serbatoio, con il telaio a traliccio a ingabbiare il motore elettrico, per il boss di Deus la SR/S si è trasformata in un foglio bianco sul quale sbizzarrirsi.

Naturalmente, anche lui ci è salito sopra per provarla ed è stata una sensazione quasi esilarante, perché è silenziosa ma l'erogazione delle potenza è immediata. Non se la aspettava così agile e potente.

Fotogallery: Zero Motorcycles SR/S by Deus x Machina

L'ispirazione

L'idea istantanea che ha ispirato Wooloway è chiara a prima vista e cioè quella di combinare due mondi agli antipodi: le vecchie forme con il quale è cresciuto e le nuove tecnologie.

Il risultato finale non doveva essere necessariamente una moto street legal, perché in fondo le special sono proprio queste.

Il lavoro è stato tutto analogico: niente computer, niente software, nessun CAD né 3D, solo lavoro manuale con plastica espansa, strumenti di modellazione e misurazione.

La vecchia scuola, insomma, affascinato com'è Wooloway dagli anni dai trenta ai cinquanta del secolo scorso. Anche se per un fine settimana ha richiesto l'aiuto di due ingegneri della Lockheed Martin, per esaminare la forma e l'intera applicazione e per definire il layout del materiale per il progetto .

La carena in fibra di carbonio, leggera e resistente allo stesso tempo, fissata alla moto con quattro bulloni. Una struttura che al grezzo, senza vernice, pesa poco più di 3 kg.

Una special speciale

Per ottenere una moto da corsa non per forza di cose omologata per la circolazione su strada, la componentistica arriva da chi se ne intende in fatto di competizioni.

Così il reparto sospensioni arriva da Showa, che ha fornito forcella e mono ammortizzatore da mondiale superbike mentre da Dynamg arrivano i cerchi in fibra di carbonio.

È stata rimossa la pedivella del freno, sostituita con un comando del freno a pollice, per sottolineare il fatto che la SR/S special non ha alcun comando a pedale e non è una moto normale, o almeno che Wooloway possa ritenere tale. Insomma, è una special speciale per davvero.

La maggior parte della carena è verniciata con il trasparente per mettere in evidenza il carbonio, mentre per quanto riguarda il resto della rifinitura, Wooloway si è ispirato alle lavorazioni delle hot-rod degli anni '60.

Oltre alla carena, ci sono altri dettagli realizzati a mano, come la sella, il dettaglio sul serbatoio e il parabrezza soffiato a mano.

La parte anteriore è una dichiarazione d'amore per le moto da corsa di metà secolo scorso, con il cupolino a bolla che si combina in armonia con un codino minimalista.

Infine le appendici aerodinamiche sui fianchi della carena, un aspetto molto moderno che sottolinea l'indole sportiva e da alte prestazioni di questa special elettrica, ottenute da un pezzo d'ala di una vettura da F1.