L’iconica sigla M-Motorsport di BMW sbarca anche sulle moto, con una supersportiva su base S 1000 RR, ma ancora più potente e affilata

La notizia era nell’aria da parecchi mesi, ma ora è realtà: anche le moto dell’Elica ora potranno fregiarsi della sigla M-Motorsport, simbolo del non plus ultra nelle prestazioni secondo i dettami della Casa Bavarese.

Certo, nel recente passato la M era stata utilizzata per i pacchetti accessori, ma mai per “battezzare” un modello sin dall’uscita dalla linea di produzione.

La prima eletta a debuttare è la M 1000 RR, che aumenta potenza e prestazioni della S 1000 RR con un biglietto da visita niente male: 212 CV per 192 kg.

Il motore

La nuova M 1000 RR utilizza un motore a quattro cilindri in linea raffreddato ad acqua basato sul propulsore della S 1000 RR. Nella sua versione anabolizzata però raggiunge i 212 CV a 14.500 giri/min e un picco di coppia di 113 Nm che viene sprigionata a 11.000 giri.

Aumenta l’arco di erogazione, che raggiunge i 15.100 giri/min, ma ci sono anche migliorie tecniche, come i nuovi pistoni forgiati a 2 anelli di Mahle, le camere di combustione adattate, la compressione aumentata a 13,5, le bielle in titanio più lunghe e leggere da Pankl, i bilancieri a dito più sottili e leggeri, condotti di aspirazione completamente lavorati a macchina con nuova geometria del condotto e ottimizzazioni su alberi a camme e area di aspirazione.

Questo 4 in linea è ancora più potente di quello della RR da cui deriva nel range da 6.000 giri/min a 15.100 giri/min, un arco di erogazione che è particolarmente rilevante per le dinamiche di guida in pista, ma senza perdere le sue qualità affascinante propulsore anche per la guida sportiva su strada.

Fotogallery: BMW M 1000 RR 2021

Ciclistica e aerodinamica

Il telaio della nuova M 1000 RR si basa sul quello di alluminio della S 1000 RR con il telaio a ponte in alluminio al suo centro. Le sospensioni vedono la presenza di una forcella a steli rovesciati ottimizzata e un monoammortizzatore con molla blu e cinematismo progressivo Full Floater Pro rivisto.

L'obiettivo primario del design del telaio secondo BMW è stato quello di ottenere i migliori tempi sul giro possibili in pista, per questo è stata modificata la geometria, ma anche la distribuzione del carico delle ruote ed è stata estesa la regolabilità del forcellone. Modifiche che la rendono affilata in pista, ma comunque adatta all’utilizzo in strada.

Sulla nuova superbike debuttano i freni M, come da tradizione per le M a quattro ruote. Sono stati sviluppati direttamente dall'esperienza in pista con i freni delle moto da corsa del WSBK e spiccano per il rivestimento anodizzato in blu con logo M in bella vista.
L’impianto frenante agisce su una coppia di cerchi in carbonio a 7 razze.

In carbonio anche le appendici aerodinamiche presenti sulla M 1000 RR, sviluppate durante i test intensivi in pista e nella galleria del vento, producono una deportanza aerodinamica e quindi carichi aggiuntivi della ruota in base alla velocità.

I pacchetti opzionali

Chi non si accontenta della M 1000 RR nella sua versione standard potrà contare sul pacchetto opzionale M Competition.

Il pacchetto M comprende parti fresate e parti in carbonio, un forcellone argento più leggero da 220 g, la catena M Endurance ottimizzata per l'attrito, senza manutenzione e con trattamento DLC e il pacchetto passeggero che include la cover per il codone.

Sul fronte tecnologico poi il pacchetto M Competition ha anche un codice di attivazione che può essere utilizzato per fornire un pacchetto dati completo per l'uso del laptrigger tramite l'interfaccia OBD display.

Prezzo e colori

Una moto esclusiva che porta addosso i colori classici di M-Motorsport. La M 1000 RR è infatti disponibile nella sola livrea bianca-rosso-blu. Il prezzo è di 33.800 euro, ben 14.000 euro in più rispetto alla S 1000 RR.