'Il CdS non attiene al decreto', osserva il Presidente Mattarella in una nota inclusa nell'approvazione del DL Semplificazioni.

L'autorizzazione alla circolazione in tangenziale e in autostrada per moto e scooter a tre ruote è solo una delle novità introdotte con il DL Semplificazioni, approvato dalla Camera e in attesa di entrare in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per il Presidente della Repubblica però, la sua presenza è del tutto fuori luogo “rispetto all'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza”.

Disposizioni incoerenti

Quando si ha necessità di emanare delle leggi in fretta, il nostro sistema legislativo si affida ai Decreti, che alla fine diventano uno strumento imbottito di “diverse disposizioni” che poco, o niente, hanno a che fare con “l'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza”.

Era già capitato che un DL venisse approvato dal Presidente della Repubblica, con una lettera ai presidenti di Camera e Senato.

Ma questa volta Sergio Mattarella ha voluto far notare che le disposizioni relative al Codice della Strada, non sono riconducibili alle finalità originarie del DL e invita il Governo “a vigilare affinché nel corso dell'esame parlamentare dei decreti legge non vengano inserite norme palesemente eterogenee rispetto all'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza” .

Inoltre nella sua lettera sottolinea che rappresenta “al Parlamento l'esigenza di operare in modo che l'attività emendativa si svolga in piena coerenza con i limiti di contenuto derivanti dal dettato costituzionale”.

Insomma, un pasticcio all'italiana che ha riflessi immediati sulla vita quotidiana delle persone.

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Oggetto del decreto legge

In effetti, il nostro Presidente ha “promulgato la legge di conversione del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante 'Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale”.

Appare subito chiaro che le disposizioni relative al Codice della Strada, tra le quali il permesso alle moto e agli scooter tre ruote di circolare in tangenziale e in autostrada, non centrino niente con l'oggetto del documento.

Per questo ha inviato una lettera ai Presidenti del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte,

Il DL Semplificazioni originariamente era composto da 65 articoli, mentre quello firmato dal Presidente Mattarella, approvato dal Parlamento, da 109 articoli.

La lettera del Presidente della Repubblica

La lettera inviata dal Colle dice che “Il testo a me presentato, con le modifiche apportate in sede parlamentare, contiene tuttavia diverse disposizioni, tra cui segnatamente quelle contenute all'articolo 49, recante la modifica di quindici articoli del Codice della strada, che non risultano riconducibili alle predette finalità e non attengono a materia originariamente disciplinata dal provvedimento”.

Il Presidente non manca di far notare come "la legge n. 400 del 1988, legge ordinaria di natura ordinamentale volta anche all'attuazione dell'articolo 77 della Costituzione, annovera tra i requisiti dei decreti legge l'omogeneità di contenuto. La Corte Costituzionale ha in più occasioni richiamato al rispetto di tale requisito".

Il DL Semplificazioni quindi avrebbe dovuto collegarsi “al contenuto già disciplinato dal decreto-legge, ovvero, in caso di provvedimenti governativi a contenuto plurimo, «alla ratio dominante del provvedimento originario considerato nel suo complesso» (sentenza n. 32 del 2014)”.

"La legge di conversione è fonte funzionalizzata alla stabilizzazione di un provvedimento avente forza di legge ed è caratterizzata da un procedimento di approvazione peculiare e semplificato rispetto a quello ordinario.

Essa non può quindi aprirsi a qualsiasi contenuto, come del resto prescrive, in particolare, l'art. 96-bis del regolamento della Camera dei deputati. A pena di essere utilizzate per scopi estranei a quelli che giustificano l'atto con forza di legge, le disposizioni introdotte in sede di conversione devono potersi collegare al contenuto già disciplinato dal decreto-legge, ovvero, in caso di provvedimenti governativi a contenuto plurimo, «alla ratio dominante del provvedimento originario considerato nel suo complesso» (sentenza n. 32 del 2014)".

Nel caso in esame, attraverso un solo emendamento approvato dalla Commissione di merito al Senato in prima lettura, si è intervenuti in modo rilevante su una disciplina, la circolazione stradale, che, tra l'altro, ha immediati riflessi sulla vita quotidiana delle persone.

Le novità del Codice della Strada

Quindi, in un decreto che si proponeva di introdurre “Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale”, ovvero agevolare gli investimenti e la realizzazione di nuove infrastrutture tramite delle semplificazioni procedurali, sono state inserite delle disposizioni relative al Codice della Strada.

Tra queste, oltre la già citata circolazione in tangenziale e autostrada alle moto e agli scooter tre ruote, anche l'introduzione di “Strade urbane ciclabili”; “Corsia ciclabile”; “Zona Scolastica”, la “Regolamentazione della circolazione nei centri abitati” nonché la possibilità degli addetti alla pulizia delle strade, di elevare sanzionare in determinati casi.

Infine, ogni articolo termina facendo capire che spetterà ai singoli Comuni introdurre le apposite ordinanze, in risposta alle indicazioni.

Fate attenzione quindi quando circolare vicino le scuole, in pista ciclabile e in altre zone della città.
A questo link tutte le novità relative al Codice della Strada.