Le Kawasaki Ninja H2 e H2R non vedrebbero un futuro nel 2021, dopo l'arrivo sul mercato della iper sportiva di lusso Bimota Tesi H2.

In Giappone starebbero suonando campane da morto per le iper sportive Ninja H2 e Ninja H2R, che si sono trovate una concorrente in casa e così non avrebbero più logica (di mercato) di esistere data la produzione della Bimota Tesi H2.

Scelte strategiche

Kawasaki è sempre stata visto come un marchio di moto sportive e potenti, garanzia di longevità e negli ultimi anni si è lanciata in una rincorsa tecnologica, grazie anche all'esperienza nel mondiale Superbike.

Le sue Ninja, dalla 125 fino alla ZX-10RR pluricampione del mondo con Tom Sykes prima e Jonathan Rea dopo, sono il sogno di tutti i piloti amanti del ginocchio a terra.

Dal 2015, la casa di Akashi si è spinta oltre creando delle supersportive iper tecnologiche, pensate per offrire le migliori performance in assoluto grazie alla collaborazione delle diverse
divisioni di Kawasaki Heavy Industries.

Design stravagante, motore sovralimentato, qualità ciclistiche e dinamiche di guida curate nei minimi dettagli, con una dotazione tecnologica e un design all'avanguardia.

Ovviamente, tutto questo ben di Dio ha una conseguenza che si riflette sul listino prezzi: la Kawasaki Ninja H2R infatti ha un costo di 55 mila euro.

Il sito giapponese Young Machine, sempre molto vicino alle voci provenienti dagli uffici delle big four del Sol Levante, lancia la sua indiscrezione.

Fotogallery: Kawasaki Ninja H2R (2)

Concorrenza interna

Ma come ben sappiamo, Kawasaki l'anno scorso ha rilevato il 49% di Bimota, storica e prestigioca casa motociclistica italiana. Dal matrimonio italo-giapponese, ne è nata la combinazione magica ideale tra la sapienza ciclistica di Rimini e quella tecnica di Tokyo, battezza Bimota Tesi H2.

Una moto ammirata in occasione della sua presentazione a EICMA 2019 nella sua forma non definitiva, spiata in occasione dei suoi test su strada e a lungo attesa.

Ora, la casa riminese ha comunicato di aver iniziato la sua produzione e poco dopo ha aperto i preordini e le prime consegne sono programmate per l'inizio del mese di ottobre, al prezzo di 64 mila euro.

Quindi, a Tokyo se lo devono essere chiesti, cosa ci farebbero due iper moto da pista nei due listini?

Si darebbero un grand fastidio. Senza nulla togliere alle verdone giapponesi, considerando il prestigio e il patrimonio storico della casa italiana, il management di Kawasaki deve essersi guardato dritto negli occhi, riconoscendo che dovevano prendere una decisione: la gamma delle iper Ninja H2 non potrebbe sussistere insieme a quella italiana.

Bimota Tesi H2
Bimota Tesi H2

Questione di prestigio

Per Young Machine quindi, in Giappone avrebbero scelto di sospendere la produzione delle hyper Ninja in favore dell'ultima arrivata.

Perché in fondo si tratta di un prodotto di lusso, poco indicato a un marchio mass-market ma più adatto invece a uno che ha fatto dell'esclusività il suo tratto più distintivo, difendendolo e portandolo avanti con orgoglio.

Inoltre, non andrebbe perso tutto il lavoro svolto in Giapponese sulle Ninja H2, che verrebbe semplicemente trasferito sulla Bimota.

Altro aspetto non proprio secondario, che sta impegnando i tecnici di tutte le case costruttrici, è quello legato alle normative sulle emissioni di CO2: il motore sovralimentato della Kawasaki Ninja H2 attualmente non soddisfa i regolamenti Euro5 e quindi vedrebbe un conseguente calo delle vendite.

L'eredità della Ninja H2 quindi verrebbe ricevuta così dalla Bimota Tesi H2, e chissà se poi verrà sviluppata anche una hyper naked, sulla base della Kawasaki Z H2.