Annunciato durante una presentazione online, il progetto sarà parte di una serie di veicoli che innoveranno la mobilità

Il Covid-19 ha ormai cambiato il modo di scoprire le novità del mondo motociclistico, non solo qui in Italia, ma anche dall’altro capo del mondo.

Yamaha ha infatti presentato con ritardo, e rigorosamente online, il Tricity 300, ma durante la conferenza c’è stata l’occasione per scoprire cosa bolle nella pentola dei Tre Diapason per il (non proprio prossimo) futuro.

Piano decennale

A presentare il nuovo triruota di Iwata c’erano Daisuke Asano, responsabile della divisione Leaning Multi Wheel, e il direttore generale delle Motorcycle Business Operations di Yamaha, Takuya Kinoshita.

Dopo aver spiegato il posizionamento e le opportunità di mercato che il Tricity 300 offre, soprattutto in un periodo in cui la mobilità privata ha conosciuto un forte boom dettato dalla pandemia, Kinoshita ha parlato dell’innovazione che segnerà il futuro di Yamaha fino al 2030, citando espressamente che il marchio è a lavoro su una moto che non cade.

I precedenti

Nulla di inaspettato vista la tecnologia che accompagna l’evoluzione dei triruota, e l’impegno profuso in alcuni recenti brevetti.

Il lavoro degli ingegneri di Iwata verso una nuova generazione di veicoli potrebbe essere a buon punto, e i concept Motorbot e MOTOROiD 03 presentati nelle stagioni scorse ne sono la prova tangibile.

La concorrenza

L’idea non è certo nuova, e altri colossi si sono mossi per cercare di portare nei concessionari una tecnologia finora inedita.

Honda già nel 2017 aveva presentato il sistema Riding Assist-E, in grado di assicurare equilibrio alla moto sia da ferma che alle basse velocità. Anche Harley-Davidson sembra stia lavorando per rendere self-balancing i suoi cruiseroni.

Varie start-up come GyroCycle e Liger Mobility hanno già fatto passi avanti in merito, e anche brand leader nella componentistica motociclistica, come Bosch, hanno provato a dire la loro, con un sistema che grazie a un getto stabilizzante ad alta pressione eviterebbe molte cadute in curva.

La corsa alla moto del futuro sembra tutt’altro che conclusa.