Già in vigore i limiti “dedicati” alle moto su molti passi dolomitici. Ecco dove chiudere il gas

Probabilmente già da qualche giorno gli abitanti degli splendidi borghi della Provincia di Trento penseranno di avere le allucinazioni alla vista di camper, mezzi pesanti, veicoli commerciali e perché no, con la pendenza favorevole anche qualche ciclista, tutti impegnati a superare le moto.

Sì, perché da sabato 25 luglio sono entrati in vigore i nuovi limiti di velocità per le moto che circoleranno nella Provincia autonoma di Trento.

La decisione

Il limite di 60 km/h per le moto è, secondo il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, solo uno dei molteplici strumenti che la sua giunta ha adottato per aumentare la sicurezza sulle strade locali, dopo che tra aprile e giugno si erano verificati numerosi decessi a causa di incidenti stradali che vedevano coinvolte motociclette.

Per festeggiare l’entrata in vigore della nuova norma, il suo vice, Mario Tonina ha commentato con un laconico “Vadano a correre a Misano”, che può essere giustamente riferito a chi su una motocicletta diventa un pericolo per sé stesso e gli altri, ma che non rende giustizia alla stragrande maggioranza dei motociclisti.

In alcune strade i nuovi limiti riguarderanno tutte le categorie di veicoli, mentre in altre solo i motocicli e ovviamente il limite dedicato non vige in strade in cui la velocità massima è minore, come nei centri abitati.

Le strade interessate

Per le moto

Come riporta il quotidiano Il Dolomiti, il limite massimo di velocità di 60 chilometri orari, in entrambi i sensi di marcia, esclusivamente per moto e scooter è stato istituito su:

  • S.S.42 del Tonale e della Mendola: nel tratto compreso tra la fine del centro abitato di loc. Passo del Tonale, passando per Vermiglio, fino all’inizio del centro abitato di loc. Fucine.
  • S.P.31 del Passo Manghen: nel tratto compreso tra l’inizio del passo, in corrispondenza dell’intersezione con la S.P.65 Panoramica della Valsugana, passando per loc. Calamento, Passo Manghen, loc. Ponte Stue, loc. Canton, fino all’intersezione con la S.P.232 di Fiemme dir Molina, nei comuni di Telve e Castello-Molina di Fiemme.

Per tutti

il limite massimo di velocità di 60 chilometri orari, in entrambi i sensi di marcia, per tutte le categorie di veicoli, sarà istituito lungo le seguenti tratte stradali:

  • S.P.85 del Monte Bondone: dall’innesto con la S.S. 45 bis Gardesana Occidentale, passando per località Sardagna, Candriai, Vaneze, Norge, Vason, Viote, Lagolo, fino a fine strada, corrispondente all’intersezione a rotatoria con la S.P.84 di Cavedine e la S.P.251 di Ponte Oliveti, nei comuni di Trento e Madruzzo.
  • S.P.25 di Garniga: dalla fine del centro abitato di Garniga Terme, passando per località Garniga Vecchia, fino a fine strada in località Viote, corrispondente all’intersezione con la S.P.85 del Monte Bondone, nei comuni di Garniga Terme e Trento.
  • S.P. 3 del Monte Baldo: iniziando poco a monte della fine del centro abitato di Brentonico, passando per località San Giacomo, San Valentino, Rifugio Graziani, Bocca di Navene, Dossioli, fino al confine con la provincia di Verona, nei comuni di Brentonico e Avio.
  • S.S. 240 di Loppio e della Val di Ledro: nel tratto della Val D’Ampola, fino all’inizio del centro abitato di Storo, nei comuni di Ledro e Storo.

Le ripercussioni

Una decisione del genere, oltre a riservare un trattamento inedito a livello legislativo a moto e scooter, sembra non considerare un aspetto fondamentale per il Trentino e i passi dolomitici.

Il mototurismo rappresenta una fetta importante per l’economia locale e un trattamento del genere potrebbe scoraggiare parecchi appassionati dal viaggiare verso luoghi dove ci si può sentire “nel mirino” delle autorità.

Un problema sicuramente c’è, ma è il comportamento di pochi a determinarlo, e colpire un’intera categoria con azioni repressive non può rappresentare un’azione efficace, proprio perché non mirata.

A fine estate sarà il paniere economico a tirare il bilancio delle decisioni prese, e forse, i motociclisti torneranno ad essere una risorsa e non una specie da mettere al bando.