Prosegue lo sviluppo della prima moto elettrica di Kawasaki, sulla quale la casa giapponese aveva deposita il primo brevetto nel 2015.

Da oltre cinque anni impegnata con lo sviluppo della sua prima moto elettrica, Kawasaki sta lavorando alla messa a punto di ulteriori dettagli e sembra essere arrivata al culmine del suo progetto.

Ultimamente ha presentato una domanda di brevetto che spiega come potrebbe essere utilizzata il pacco batteria/elettronica in maniera intercambiabile per due moto.

Un passo alla "Volt"

La realizzazione di una nuova moto è un processo lungo, che comprende molti aspetti prima di entrare in produzione.

Se si tratta di una moto elettrica, quando non sei un costruttore nativo elettrico, diventa ancora più complesso.

Kawasaki ha depositato i primi brevetti della sua prima moto elettrica a inizio 2015, significa che sta lavorando a questo progetto da almeno cinque anni e ultimamente ha depositato un ulteriore brevetto (pubblicato dai colleghi di BikeSocial) sulla produzione di una moto e zero emissioni.

Il brevetto arriva dopo un'intensa attività riguardo una moto elettrica, culminata con la presentazione ufficiale di un concept all'ultima edizione di EICMA, al quale non è poi seguito alcun proclama, tanto che si è pensato fosse una iniziativa utile a raccogliere le opinioni degli addetti ai lavori e degli appassionati motociclisti.

Adesso spunta un nuovo brevetto che mostra una variante del design, con un telaio scomponibile mentre la batteria e il motore sono simili alle versioni precedenti.

Batteria non più rimovibile

Quello che i tecnici stanno cercando di mettere a punto riguarda la batteria della moto elettrica, soprattutto le sue fasi di montaggio e inserimento.

In questo tipo di moto la batteria è l'elemento fondamentale attorno al quale gira tutta la progettazione. Il pacco batteria sviluppato da Kawasaki è troppo voluminoso per essere sostituibile, e inoltre è anche integrato in una unità che contiene i sistemi di controllo elettronico.

Fermo restando che moto e batteria verranno prodotte in due stabilimenti diversi per essere poi assemblati in un secondo momento, dai disegni consegnati all'ufficio brevetti si intuisce che la competenza della fase di assemblaggio moto-batteria venga trasferita ai rivenditori.

Operazione semplificazione

Questa modifica al progetto è giustificata dal fatto che la moto elettrica, i suoi componenti elettronici e la batteria siano fabbricati in strutture completamente diverse, il che rende molto meno conveniente costruire la moto attorno a loro.

Le batterie e l'elettronica sono anche relativamente fragili, e se vengono incorporate all'inizio del processo di costruzione, la probabilità che vengano danneggiate durante la produzione o in seguito alla spedizione deve essere presa in considerazione.

Per rendere la vita più facile a tutti lungo l'intero processo, dalla produzione alla vendita, l'idea di Kawasaki è quella di mantenere separata la produzione di batterie e delle parti elettroniche (da una parte) e quelle meccaniche incluso il motore elettrico (da un'altra).

Successivamente tutti gli elementi verranno spediti separatamente verso le loro destinazioni finali, ovvero i rivenditori che saranno incaricati di assemblare tutti gli elementi.

Fotogallery: Telaio scomponibile per la moto elettrica Kawasaki

Due moto per una batteria

Il processo di assemblaggio per il rivenditore è progettato per essere molto semplice e potrebbe anche significare che Kawasaki intenda produrre altri modelli elettrici con lo stesso sistema, modificando i volumi di produzione degli elementi meccanici senza dover riprogettare o alterare l'elettronica.

Una adveture o una sportiva potrebbero facilmente condividere la stessa batteria, in questo modo si permetterebbe ai clienti di acquistare una sola batteria/unità elettronica e due sezioni meccaniche e ciclistiche (motore, telaio, sospensioni, freni e ruote) e avere a disposizione due moto.

Certamente un brevetto non fa una prova (che Kawasaki sta per iniziare la produzione di una moto elettrica) ma dimostra l'impegno del costruttore nel definire ogni dettaglio, per eliminare o ridurre al limite ogni inconveniente e per rendere le moto elettriche una proposta redditizia.

Doppia funzione dei sistemi elettronici

Dai brevetti nessun accenno alla possibilità di cambiare le marce, come avevamo già scritto in precedenza.

La Kawasaki elettrica sarà fornita di accelerometri e giroscopi utilizzati per i sistemi di sicurezza per avvisare tempestivamente di eventuali danni alla batteria durante la spedizione.

Poiché i componenti elettronici sono assemblati con il pacco batteria, possono essere effettivamente attivi anche prima che la moto venga assemblata.

Il brevetto di Kawasaki mostra che gli accelerometri e i sensori di inclinazione utilizzati dall'ABS della moto e dai sistemi di controllo della trazione svolgono una doppia funzione: oltre a quella per la quale sono realizzati, anche quella di allarme rapido per danni alla batteria, prima ancora che il pacchetto elettronico venga inserito nella bici.

Ricapitolando: se l'unità batteria/elettronica in qualche modo dovesse subire un danno durante la spedizione, l'IMU (la stessa che diventerà in seguito il sistema di controllo della moto) avviserà il rivenditore di un possibile danno prima dell'assemblaggio.

Fotogallery: Kawasaki EV Project