La casa giapponese sta lavorando a una moto elettrica con il supporto di un generatore termico e soluzioni ciclistiche innovative.

Suzuki ha chiesto all'ufficio brevetti giapponese ben quattro brevetti per una concept bike elettrica modulare, supportata da un generatore termico.

Molto sofisticata la soluzione ciclistica anteriore con delle appendici e una posizione di guida quasi da superbike.

Potrebbe essere una show-bike che anticipa il design dei futuri modelli Suzuki, piuttosto che un prototipo vicino alla produzione.

Tecnici Suzuki molto impegnati

I tecnici Suzuki sono impegnati su più fronti, dopo il brevetto per un nuovo motore Euro5 e la nuova fasatura variabile per la GSX-R 1000.

Dal web infatti spuntano i disegni di un altro brevetto e da quel che si può capire pare si tratti di un concept di una moto elettrica.

Il coronavirus ha cancellato le occasioni per presentare nuovi modelli, dopo l'annullamento di Intermot a Colonia e lo spostamento della 78ma edizione di Eicma al 2021, così i team dedicati allo sviluppo dei nuovi modelli Suzuki possono lavorare senza scadenze pendenti.

E sembra che uno dei progetti sia dedicato a una moto elettrica particolare, da quello che si può interpretare dai disegni spuntati dal web, dalla piattaforma modulare.

Aerodinamica estrema

Che si tratti di una moto elettrica lo si capisce dal pacco batteria posizionato verticalmente sotto la sella, in mezzo a un telaio minimal, molto semplice, che riprende le linee di una bicicletta.

Molto particolare la soluzione adottata per l'anteriore, sia da un punto di vista tecnico che estetico, ma il tutto potrebbe dipendere da un fattore aerodinamico per ridurre l'attrito e quindi minimizzare il consumo della batteria.

Al posto del cupolino ci sono due appendici curve che, dalla zona dove tradizionalmente dovrebbe esserci la piastra di sterzo, si dirigono verso il basso ma nella parte mediana sono  collegate alla forcella a steli rovesciati.

I semimanubri, o comunque le manopole, sono integrati su queste appendici a un livello più basso della sella, per una posizione di guida molto caricata sull'avantreno. Proprio come le bici da corsa.

Una soluzione avanzata che proprio per questo potrebbe far pensare più a un esercizio di stile che avrebbe dovuto fare passerella in uno dei saloni cancellati, piuttosto che l'anticipazione di un modello di serie.

Brevetti multipli

I disegni che sono stati pubblicati da CycleWorld non riguardano un solo brevetto ma ben quattro, tutte consegnati simultaneamente e riguardano la modularità costruttiva dell'esemplare.

In particolare l'intera sezione posteriore - tra cui il motore elettrico, le pedane, la sella, il forcellone, la ruota posteriore e l'unità di controllo elettronica principale - è collegata alla parte anteriore del concept con quattro bulloni.

Particolare anche la scelta ciclistica: i cerchi sono molto grandi e dalle razze fitte, e montano pneumatici di sezione importante. Dettagli che portebbero far pensare a un concept con tecnologia Self-balancing integrata, quindi in grado di stare in piedi da sola.

Suzuki brevetto moto elettrica 2020

Il raffreddamento del futuro

Il sistema di raffreddamento a liquido del prototipo Suzuki viene utilizzato per estrarre calore dall'unità elettrica, ma presenta anche un dissipatore di calore verticale nella parte anteriore, dov'è fissata l'unità di controllo elettronica.

È un sistema che pompa il liquido di raffreddamento attorno al dissipatore, per abbassare la temperatura delle batterie, prima che raggiunga il radiatore posto sotto la sella, dove il calore viene espulso con un falso impianto di scarico.

Fotogallery: Suzuki richiede quattro brevetti per una concept bike

L'elettrica con "l'aiutino"

Il design modulare significa che i tecnici Suzuki hanno creato una soluzione ibrida che combina anche un motore a benzina che funge da generatore.

L'unità termica si trova nella parte posteriore, funziona a velocità costante per essere il più efficiente possibile e ad essa è collegata una batteria più piccola, posizionata sopra di essa.

Peccato che il Covid-19 abbia spazzato via la possibilità di vederla esposta a Intermot e Eicma 2020, per capire meglio di cosa si tratta.

Le soluzioni tecniche e ciclistiche suggeriscono che si tratti di un concept destinato a rimanere tale.

Speriamo di poterlo presto vedere e capirne di più dal vivo.