La chiusura temporanea degli stabilimenti dovuta al Covid-19 e il freno alla produzione ha costretto la Motor Co. a tagliare 140 posti di lavoro

Harley-Davidson licenzia parte del personale negli Stati Uniti. A riportare la notizia FOX Business, che ha comunicato come la Casa americana sia pronta al taglio di 140 posti di lavoro in due delle sedi di produzione in patria.

I tagli

Harley-Davidson è stata costretta alla chiusura di molti dei suoi stabilimenti a marzo per contrastare il contagio da Coronavirus, riaprendo solo alla fine di maggio, come riportato da The Wall Street Journal.

Alla riapertura dei cancelli i livelli di produzione sono stati abbassati, e da qui la decisione di operare alcuni tagli.

I licenziamenti riguarderebbero due stabilimenti: 90 esuberi sono stati quantificati nella fabbrica di York, in Pennsylvania e 50 nella sede produttiva di Tomahawk, in Wisconsin, secondo le fonti di FOX Business.

L’azienda, interpellata dalla rete americana, ha spiegato che “Come spesso succede nella gestione di una compagnia, Harley-Davidson apporta modifiche ai livelli di produzione e regola di conseguenza la gestione del proprio personale”.

La strategia

I tagli potrebbero essere comunque parte della nuova gestione di Jochen Zeitz, che è stato chiamato dopo le dimissioni di Matt Levatich proprio per “stabilizzare” il futuro di Harley-Davidson.

Lo stesso Zeitz ha dichiarato: “Sto guidando una revisione della struttura aziendale, dei modelli operativi e della strategia, adattandola anche alle esigenze arrivate dopo la pandemia. Nei prossimi mesi ripartiremo a pieno regime e definiremo anche la nuova strategia quinquennale”.