La Casa Britannica annuncia tagli per 400 lavoratori, mentre a Mattighofen entreranno 70 nuovi dipendenti

L’emergenza Coronavirus e la crisi del mercato motociclistico causata dal lockdown ha creato scenari diversi per i protagonisti del settore, non solo in Italia.

C’è chi infatti, grazie alla diversificazione della produzione e alla presenza strategica non solo nel comparto motociclistico è riuscito a limitare i danni, mentre altri hanno dovuto fare i conti con la scia di problemi che la pandemia mondiale ha creato negli ultimi mesi.

I tagli di Triumph

Ad Hinckley 400 dipendenti si preparano a varcare i cancelli della storica sede di Triumph Motorcycles per l’ultima volta: la società ha infatti annunciato che 400 dei 2.500 dipendenti potrebbero perdere il posto di lavoro vista la crisi che ha colpito le vendite per le moto di cilindrata superiore ai 500 cc.

Gli ultimi 3 mesi hanno segnato effettivamente cali delle vendite dal 40 al 65% per la Casa Inglese, tutte in mercati strategici come quello in patria ma anche in USA, Germania, Italia e Francia.

Ora sul tavolo delle trattative con i rappresentanti dei lavoratori ci sono 240 posti a rischio più altri 160 in altre sedi.

L’amministratore delegato Nick Bloor ha commentato così il momento difficile: “Queste non sono decisioni facili da prendere, specialmente quando si tratta dei mezzi di sussistenza delle persone. Tuttavia, purtroppo, la portata dell'impatto della pandemia Covid-19 ci impone di ristrutturare ora l'azienda per proteggerne la salute del business e il suo successo nel lungo termine”.

Una notizia che unita alla decisione di delocalizzare in Thailandia un’ulteriore parte di produzione segna un vero scossone per i dipendenti Triumph.

KTM si allarga

Di contro, a Mattighofen, KTM e tutto il Pierer Mobility Group gode dei buoni risultati ottenuti dalla ripresa delle vendite.
KTM ha infatti presentato tre nuovi modelli negli ultimi mesi: 390 Adventure, 890 Duke R e 1290 Super Duke R, e alla riapertura delle concessionarie ha riscontrato segnali di forte ripresa, anche grazie alle E-bike, dove è presente con i marchi Husqvarna e R Raymon, che hanno avuto un vero boom in Europa.

Per questo da giugno KTM assumerà 70 nuovi dipendenti in Austria, arrivando ad avere nello stabilimento di Mattighofen oltre 4.000 lavoratori.