La proposta rientra in una campagna per ridurre gli incidenti stradali. Le strade più pericolose avranno limiti più bassi per le moto

Farà sicuramente discutere la proposta al vaglio del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della Regione: abbassare i limiti di velocità per le moto nelle strade del Trentino, così da avere meno incidenti stradali.

Un fine nobile, quello che ha mosso il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ma che di fatto può scoraggiare il mototurismo in regione, ambita ogni anno da migliaia di motociclisti provenienti da tutta Europa.

La proposta

La richiesta di Fugatti si inserisce in una strategia integrata per accrescere la sicurezza sulle strade regionali ed evitare di ripetere il tasso di incidenti sempre alto sulle strade locali.
Il limite diversificato riguarderà solo alcuni punti e strade ritenute pericolose, dove nel passato si sono verificati incidenti sistematici per eccesso di velocità.

“Lo scorso anno – ha detto il presidente Fugatti, – in poco meno di un mese dall’inizio della stagione si registrarono almeno una decina di incidenti mortali con protagonisti dei motociclisti. Decidemmo pertanto di convocare il Comitato per mettere a punto, con tutte le autorità competenti, una forte azione di controllo sul territorio. Guardando ai numeri, effettivamente morti e incidenti si ridussero. Anche quest’anno vogliamo avviare tutte le azioni utili per rendere le nostre strade più sicure. Fra queste, pensiamo alla possibilità di fissare limiti di velocità diversi per automobili e motociclette, su alcune strade. Siamo consapevoli che il limite da solo non è abbastanza, ma già solo comunicare all’esterno l’esistenza di alcuni punti in cui è più basso e il controllo da parte delle forze dell’ordine più capillare può servire, ci auguriamo, come strumento di dissuasione nei confronti di coloro che amano correre troppo”.

I limiti della proposta

Una proposta del genere naturalmente ha bisogno, oltre che di una corposa campagna di informazione, che è al vaglio degli amministratori, anche di presidi territoriale sulle strade interessate da parte delle forze dell'ordine, sanzioni specifiche e soprattutto, nel caso di controllo della velocità, di autovelox che sappiano distinguere le diverse tipologie di mezzi per registrare le velocità e nel caso punire i motociclisti trasgressori. Insomma, non proprio una cosa facile.