L'evoluzione della Kawasaki Ninja: iniziata con la GPZ900R del 1984 fino alla ZH2 del 2020, passando per le invincibili ZX-10R in SBK.

Nascita e ascesa della supersportiva da 1000 cc giapponese per eccellenza. Dall'originale GPZ900R del 1984, alla ZX-10R, da un lustro leader incontrastata sulle piste del mondiale Superbike, la famiglia Kawasaki Ninja si è sempre contraddistinta per potenza e prestazioni, nel pieno rispetto delle sue origini. Vediamo come è evoluta in oltre 36 anni di vita.

La cultura Ninja

Nella cultura giapponese i ninja ricoprono un ruolo importante. Anche se rimaniamo nella terra del Sol Levante però non stiamo parlano di questi guerrieri che risalgono al Giappone feudale, ma di un'altra dinastia, quella delle famose motociclette Kawasaki Ninja, nate a metà degli anni '80 del secolo scorso nella fabbrica del costruttore nipponico.

Da qui prende vita una famiglia di moto sportive che ha fatto la storia e sono state prese come riferimento da tutti gli appassionati del genere, fino a dominare il mondiale Superbike negli ultimi cinque anni con Jonathan Rea.

Le origini negli anni 80: la dinastia GPZ

Tutto iniziò nel 1984. Serviva una risposta alla acerrima nemica: la Honda che aveva lanciato la VFR, una superbike con raffreddamento a liquido e Kawasaki doveva controbattere.

Arrivò una moto potente (115 CV e 243 km/h), leggera, per l'epoca (228 kg), caratterizzata da linee aerodinamiche e un nome accattivante: la GPZ900R, una versione più prestazionale della GPZ900 che Kawasaki iniziò a produrre in contemporanea e che aveva già delle versioni con cilindrata inferiore (da 250 a 400).

Nonostante fosse una Kawasaki, fu la moto di Maverick, non Viñales l'attuale pilota del team Yamaha MotoGP, ma il personaggio interpretato da Tom Cruise in Top Gun nel 1986.
La GPZ900R è stata una moto longeva perché è stata prodotta fino al 2003.

Ma nel frattempo, nel 1986 è arrivata la sorella maggiore, la Kawasaki GPZ1000RX, una quattro cilindri da 124 CV accreditato di una velocità massima di 255 km/h. Esteticamente era simile al modello precedente, ma con una carenatura più ampia che copriva il motore.

La fine degli anni '80 e le Ninja ZX-10R

Alla fine degli anni '80, Kawasaki lancia sul mercato la Superbike Ninja ZX-10R che, in alcuni mercati, prende il nome di Tomcat. Nulla a che vedere con il caccia pilotato da Tom Cruise ma solamente una coincidenza. O forse, un tributo alla sua storia.

La Ninja ZX si sviluppò in una vera e propria famiglia, dalla 125 fino alla ZX-6R, diventando la moto sportiva per tutti i motociclisti, dai più giovani ai più esperti ed intrepidi.

A inizio anni 90 arrivò la versione di cilindrata maggiore: nel nostro mercato come in tanti altri, venne venduta con il nome di ZZR1100 mentre in quello nordamericano con quello di Ninja ZX-11R. Era una moto dalle forme più morbide ma voluminosa, con un motore da 145 CV e una velocità massima per il tempo impressionante: oltre 283 km/h.

Nel 1994 fu la volta di una supersportiva di cilindrata inferiore, la Ninja ZX9-R, capace comunque di prestazioni non indifferenti grazie a un motore da 139 CV e una velocità massima superiore ai 270 km/h. Un modello che ebbe anche una vita lunga visto che fu prodotta fino al 2003. Nota a margine: fu il primo modello della stirpe Ninja a introdurre la sella sdoppiata per pilota e passeggero.

Il nuovo secolo si apre all'insegna del nuovo: la Ninja ZX-12R infatti montava un nuovo motore da 1.199 cc ed era caratterizzata da un un design più aerodinamico e sportivo, esaltato da una presa d'aria posta sotto al cupolino.

Fu la prima della famiglia Ninja a superare la barriera dei 300 km/h, grazie a un peso di 210 chili (la più leggera prodotta fino a quel momento) che scaricava a terra una potenza di ben 178 CV.

Nel 2004 è tempo di restyling per la ZX-10R: design più snello, compatto e filante a tutto vantaggio della maneggevolezza.

Al momento è la Ninja più leggera di tutte con, grazie ai suoi 170 kg (a secco, 196 kg con tutti i liquidi e la batteria) per una potenza di 172 CV.

La velocità massima dichiarata sfiorava i 290 km/h, in prima marcia poteva raggiungere i 168 orari.

Fotogallery: Kawasaki ZX-10R 2006

Nel 2005 Kobe risponde a Hamamatsu: la Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa infatti era la moto di serie più potente del mondo. Arriva così la Kawasaki Ninja ZZR1400 (aka ZX-14R), una mastodontica (270 kg di peso) supersportiva, carenata da renderla più adatta ai viaggi che alle pieghe in pista. Dotata di un motore da 190 CV, raggiungeva una velocità massima di 300 km/h.

Presentata al Motor Show di Tokyo del 2005 come modello 2006, almeno fino al 2015 è stata la verdona più potente mai prodotta.

Fotogallery: Kawasaki ZZR 1400

L'invincibile generazione di Ninja ZX-10R

Come si sa ogni famiglia prima o poi vede arrivare il figlio, o in questo caso il modello, di rottura e per quanto riguarda le Kawasaki Ninja è rappresentato dalla nuova Ninja ZX-10R. Dietro lo sviluppo di questa nuova moto sportiva ci sono diversi aspetti.

Dopo una fallimentare esperienza in MotoGP, nel 2008 Kawasaki decide di ritirarsi dalle competizioni, investendo più risorse nello sviluppo delle derivate dalla serie. Per intenderci, quelle che poi corrono il mondiale Superbike.

La Ninja ZX-10R fu il frutto di quella scelta, dolorosa ma strategica. È la prima sportiva della casa giapponese a superare i 200 CV di potenza distribuita su 198 chili di peso e capace di raggiungere i 296 km/h.

Con l'imminente impegno nel mondiale SBK, ottiene una sofisticata dotazione tecnologica, introducendo per la prima volta il sistema sportivo Kawasaki Traction Control (S-KTRC) in grado di prevedere la perdita di trazione adeguandosi di conseguenza. L'ABS (chiamato Kawasaki Intelligent Braking System, KIBS) invece è nella lista degli optional.

Il design è tutto nuovo: il frontale è spigoloso, i doppi fari sono divisi da una presa d'aria e per ridurre le resistenze aerodinamiche le frecce sono inglobate sugli specchietti retrovisori.
Nel 2013 Tom Sykes porta la Ninja ZX-10R alla vittoria nel mondiale SBK. Sarà la prima di una lunga lista.

Fotogallery: Kawasaki ZX-10R 2009

Nel 2012 si rinnova la sorellona maggiora: la Ninja ZX-14R. Quella R finale rappresenta l'incremento di potenza e una dotazione tecnologica che includeva anche il KTRC e tre mappature con diverse erogazioni di potenza.

Esteticamente invece, vengono ampliate le prese d'aria laterali sulla carenatura, rendendola più aggressiva.

Nel 2014, per celebrare il 30º anniversario della nascita della prima Ninja, la Kawasaki svela la ZZR1400 30th Anniversary, prodotta in 300 esemplari per il mercato americano con una livrea identica a quella della originale GPZ900R.

Fotogallery: Kawasaki ZZR 1400 30th Anniversary Limited Edition

Una nuova era: le Ninja H2 sovralimentate

Il 2015 vede l'arrivo di un modello di Ninja dalle prestazioni super: a EICMA 2014 viene presentata la Ninja H2. 200 CV di potenza su 240 chili di peso e oltre 336 km orari divelocità massima. La sigla H2 è un omaggio al modello Kawasaki 750 H2 del 1971.

Come se non bastasse, quasi contemporaneamente Kawasaki lancia anche la sua versione da pista: la H2R, svelata qualche settimana prima a Intermot.

Le differenze tra le due varianti sono notevoli, ovviamente in termini di prestazioni: la H2R arriva ad una potenza massima di 326 CV grazie a una modifica al compressore, invece dei retrovisori monta delle alette aerodinamiche. Grazie alla carenatura in carbonio (quella della H2 è in plastica) la H2R è più leggera (240 chili contro 216) e anche la velocità è sensazionale: sfiora i 400 km/h.
Ovviamente anche il listino prezzi è differente: per la H2R ci voglio 55 mila euro.

Nel 2016 viene rivista la ZX-10R e diventa la moto invincibile nel mondiale Superbike, con Jonathan Rea campione del mondo per cinque anni di fila, dal 2015 al 2019.

Esteticamente la moto non viene stravolta ma viene migliorata nei dettagli, dal motore alla ciclistica passando per l'elettronica.

Facendo i conti con la nuova normative Euro4 (prima sportiva ad essere omologata secondo i nuovi limiti di emissione), la moto aumenta di peso (da 198 a 206 kg) contro una potenza rimasta invece invariata a 200 CV. Ma nonostante questo, grazie ai miglioramenti tecnici, la nuova ZX-10R arriva a toccare i 310 km/h.

Fotogallery: Kawasaki Ninja ZX-10R 2016

Per quanto possa essere sportiva, nel 2018 la H2 viene affiancata dalla Kawasaki H2SX, versione turistica con tanto di borse laterali e una ciclistica debitamente adeguata.

Restano comunque numeri e prestazioni non proprio da moto turistica: 197 CV di potenza per 256 chilli e una velocità massima di quasi 330 km/h. Puro divertimento per ogni mototurista alla ricerca di emozioni forti.

Fotogallery: Kawasaki Ninja H2 SX EICMA 2017

Derivazione nuda: "l'intrusa" Z H2

Nel 2020 arriva la hypernaked sovralimentata più radicale e tecnicamente più avanzata mai costruita la ZH2, versione naked streetfighter della superpotente Ninja H2.

Al vertice della famiglia Z, è una moto innovativa, con specifiche all'avanguardia ed una serie di caratteristiche in grado di soddisfare i desideri dei motociclisti più esigenti, con un pacchetto tecnologico top di gamma che comprende anche la connessione Bluetooth.

La potenza è la stessa della SX, ma pesa di più (quasi 300 chili) ma ha una velocità di 300 km/h.

Fotogallery: Kawasaki Z H2 2020