Dopo Liguria e Abruzzo ci sono altre regioni che hanno dato il via libera al moto turismo e alle uscite su due ruote. Ecco quali.

Buone notizie per i motociclisti: dopo oltre due mesi di astinenza forzata dal motociclismo, quello inteso come puro piacere e non come semplice spostamento come disposto dai Dpcm governativi, iniziano a comparire le prime ordinanze regionali che consentono i giri in moto e le attività in fuori strada.

Ecco le regioni in cui residenti e domiciliati possono girare in moto entro i confini territoriali e rispettando le regole per contrastare il Covid-19.

Abruzzo

Da sabato 16 maggio i motociclisti abruzzesi potranno finalmente uscire in moto. Il presidente Marco Marsilio ha infatti firmato una nuova ordinanza sui trasporti, che all’articolo 8 specifica come “dal 16 maggio 2020 fra le attività motorie consentite in forma individuale sull’intero territorio regionale, elencate in maniera esemplificativa nell’ordinanza n. 52 art.1, rientrano anche l’utilizzo della moto nell’ambito delle attività motoria e sportiva individuale, anche fuoristrada (trial, motocross, enduro, motorally, moto turismo)”.

Liguria

Il presidente Giovanni Toti è stato il primo a parlare di moto e del ritorno in sella dei centauri liguri. Inizialmente smentito dalle stesse ordinanze regionali, Toti ha firmato l’ordinanza regionale 28/2020 del 10 maggio, deliberando che "fra le attività motorie consentite in forma individuale - si legge -, elencate in maniera esemplificativa all’art. 4, rientrano anche l’utilizzo della moto nell’ambito di attività motoria e sportiva individuale, anche fuoristrada (enduro, trial, motorally, motocross, moto turismo) purché nel pieno rispetto, oltre che della normativa vigente per lo svolgimento di tali attività sportive e motorie, delle misure di sicurezza e di distanziamento sociale…”. In Liguria da ormai una settimana i motociclisti sono "liberi".

Puglia

Anche la Puglia si aggiunge alle regioni più comprensive con i motociclisti. Il presidente Michele Emiliano ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook “In questi giorni moltissimi di voi mi hanno chiesto se è possibile l’utilizzo della moto per l’attività di mototurismo. Sì, è consentito e aggiungo anche che è possibile fare manutenzione e utilizzare le auto e le moto d’epoca.
Ovviamente queste attività devono svolgersi nel rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di sicurezza e rispetto delle distanze sociali. Questo significa che restano assolutamente vietati i raduni e l’attività può essere svolta solo in forma individuale, salvo per i familiari conviventi”.

 

Friuli Venezia Giulia

Anche la regione presieduta da Massimiliano Fedriga apre alle moto. Sulla sezione del sito web dedicata alle FAQ si legge infatti:

L’attività motociclistica può essere praticata per strada o solo su pista?
Ambedue le opzioni sono consentite, anche in compagnia di un’altra persona purché convivente.

Le attività in pista

Tutte le regioni che hanno concesso ai motociclisti di tornare a viaggiare hanno anche riaperto le strutture dedicate all’attività motociclistica su pista, come circuiti, crossodromi e kartodromi.

Alle regioni già elencate si aggiungono anche Lombardia, Marche e Veneto, che già da più di una settimana avevano dato l’ok, seppur con dei rigidi protocolli di controllo per evitare assembramenti e assicurare il distanziamento sociale.

Le regole per non essere multati

Prima di indossare il casco e partire per recuperare due mesi di astinenza però, è bene ricordare che la possibilità di girare in moto deve rispettare comunque le regole predisposte dai Dpcm governativi. Ecco un breve riassunto:

  • Non si può andare in due in moto, a meno che il passeggero non sia anche convivente;
  • Non si può uscire dai confini regionali, e i motociclisti di altre regioni non possono recarsi nelle regioni in cui il mototurismo è concesso;
  • Se si gira in gruppo, in caso di sosta si deve rispettare il distanziamento sociale, e nelle regioni che ne prevedono l’obbligo, si deve indossare la mascherina.

E infine un consiglio: eccedere con il gas non servirà a recuperare i chilometri persi durante il lockdown, quindi il modo migliore per rimettersi in sella è quello di rispettare i limiti, e godersi la libertà riconquistata.