Ancma prevede un calo del fatturato annuale del 35% se non ci saranno aiuti all’acquisto per i modelli Euro 4 invenduti

Preoccupa e non poco la situazione in cui versa il mercato motociclistico italiano all’uscita del lockdown: ai numeri disastrosi di marzo ed aprile 2020, rispettivamente in negativo del 66% e del 97% in relazione alle stesse mensilità del 2019, arrivati a causa della chiusura dei concessionari fino al 4 maggio si deve aggiungere anche la questione dei modelli Euro 4 ancora invenduti, e che non potranno essere immatricolati oltre il 31 dicembre 2020 seguendo le normative antinquinamento della Comunità Europea.

Secondo Confindustia Ancma le perdite alla fine dell’anno saranno di 215 milioni se non si agirà di concerto con il Governo.

Le due ruote protagoniste?

Come spesso abbiamo sentito e scritto in questo periodo le due ruote a motore possono essere le protagoniste della mobilità post-Coronavirus: garantiscono il giusto distanziamento sociale, garantiscono agilità nel traffico e snelliscono la mole di mezzi che circolano e permetterebbero a chiunque di non rischiare il contagio evitando i mezzi pubblici.

Una prospettiva rosea che però si scontra con la “stagionalità” del mercato motociclistico. I mesi tra aprile e luglio sono quelli di maggiori vendite, ma il trend positivo di inizio anno è stato interrotto dalla pandemia, e il primo quadrimestre 2020 ha fatto registrare un -47% rispetto allo scorso anno.

La soluzione

L’unica via per tentare di salvare il mercato secondo Ancma e il suo presidente Paolo Magri passa per gli incentivi all’acquisto dei modelli con motorizzazioni Euro 4, e di altre fonti di sostegno dedicate proprio ai clienti del settore, che hanno perso potere d’acquisto e soprattutto fiducia, come è normale durante una crisi di questa portata.

Le parole di Ancma

A tal proposito Paolo Magri ha invitato a prendere provvedimenti in merito, dopo aver già indirizzato appelli al Governo Conte.

“Senza nessuna forma di incentivazione all’acquisto da parte del Governo per i veicoli EURO 4 rimasti invenduti, il mercato 2020 di ciclomotori, moto e scooter chiuderà con pesante – 35%, che porterà a un’ulteriore perdita di fatturato superiore a 215 milioni di euro” ha dichiarato Paolo Magri, che ha aggiunto: “Per tutelare un comparto che con l’indotto dà lavoro a oltre 40mila persone e che ha contribuito nel 2019 con un gettito erariale di 5,5 miliari di euro, le caratteristiche uniche del nostro mercato – si chiude il comunicato – ci spingono ad insistere nel richiedere forme urgenti di sostegno all’acquisto, che tengano conto anche del calo della fiducia e del potere d’acquisto delle famiglie e di una rete commerciale in pesante affanno a causa del lockdown”.