Confindustria e Federazione Motociclistica Italiana chiedono al Governo aiuti al settore, chiarezza sull’uso delle moto e minori restrizioni

Il settore motociclistico nazionale è stato messo in ginocchio dal Coronavirus, con i dati di mercato che disegnano una situazione di profonda crisi dovuta al lockdown, la Fase 2 ha più ombre che luci per l’uso della moto, considerata sì un mezzo di trasporto, ma privata del suo scopo più apprezzato dalla comunità italiana, quello ludico e di svago.

Il presidente di Confindustria Ancma, Paolo Magri, e quello della Federazione Motociclistica Italiana, Giovanni Copioli, hanno affrontato questi temi in una lettere indirizzata al Premier Giuseppe Conte e ai ministri De Micheli e Spadafora, rispettivamente titolari dei Trasporti e dello Sport.

Le richieste

Due i punti strategici della missiva che Magri e Copioli hanno spedito al Governo, tutti fondamentali secondo le due associazioni per rimettere in piedi il settore.

Il primo, già evidenziato proprio da Ancma è quello che riguarda gli incentivi all’acquisto di moto e scooter dopo i dati in caduta libera di marzo e aprile 2020.

Confindustria ha ricordato come il comparto moto nello scorso anno abbia raggiunto le 250.000 immatricolazioni e il parco circolante supera gli 8 milioni di mezzi in Italia: numeri che potrebbero drasticamente calare nel prossimo futuro se non si sblocca la questione dei veicoli Euro 4 e se non si propongono sostegni all’acquisto e alla rottamazione.

Il secondo punto ha riguardato invece il mototurismo e l’attività sportiva in moto: la prima infatti è formalmente vietata mentre la seconda è riservata agli atleti federali di interesse nazionale. L’uso turistico e ludico della moto è proibito, mentre attività come escursioni a cavallo, mountain bike sono consentite in gran parte d’Italia.

Per l’attività sportiva FMI chiede che vengano allargate le maglie delle restrizioni, perché il motociclismo conta 23 diverse discipline, e dare il permesso solo agli atleti di caratura nazionale ne limita fortemente l’utenza.

Menzione anche ai veicoli iscritti ai registri storici: nella lettera infatti Magri e Copioli chiedono che vengano temporaneamente sospesi i divieti alla circolazione per i mezzi a due ruote più inquinanti per favorire il distanziamento sociale necessario in questa fase.

La lettera

Riportiamo integralmente la lettera che Confindustria Ancma e FMI hanno indirizzato al Governo:

Egregio Presidente,siamo i rappresentanti del mondo motociclistico italiano: Giovanni Copioli, Presidente della Federazione Motociclistica Italiana (FMI), e Paolo Magri, Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Motocicli e Accessori (ANCMA).FMI vanta 110.000 Tesserati (motociclisti praticanti), affiliati tramite 1.740 Moto Club diffusi sull’intero territorio nazionale.

ANCMA rappresenta Aziende che operano in Italia attraverso 13.500 dipendenti diretti i cui prodotti sono venduti tramite 6.000 Punti Vendita diffusi sull’intero territorio nazionale, generando occupazione per un indotto di 90.000 persone.Nell’anno 2019 sono stati immatricolati in Italia 250.000 tra motoveicoli e scooter, mentre gli utenti delle due ruote a motore sono attualmente circa 8.000.000 milioni di persone.

La Federazione Motociclistica Italiana ha in corso importanti collaborazioni con le più importanti Istituzioni nazionali, dalla Protezione Civile all’Arma dei Carabinieri a diversi Ministeri, cui si aggiunge tra l’altro la firma di un recentissimo accordo con Federfarma per la distribuzione di medicinali alle persone in difficoltà.

Ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà operative in cui è costretto a lavorare il Governo Italiano in queste settimane.Desideriamo però attirare con forza la Sua attenzione verso alcuni argomenti di particolare importanza, proprio a fronte dei numeri sopra elencati.

1)Situazione Economica, Mobilità e Circolazione.La prolungata chiusura obbligata delle Aziende e degli Esercizi Commerciali ha provocato un fortissimo calo dei rispettivi fatturati. E' dunque assolutamente importante individuare soluzioni per aiutare il settore a risollevarsi il più velocemente possibile.

Lo strumento degli incentivi economici è indispensabile per favorire l’accesso dei cittadini a un mezzo di spostamento sostenibile e per aiutare aziende e concessionari a smaltire gli stock di veicoli euro 4 formatisi a causa del lockdown. Moto e scooter anche elettrici, hanno un ruolo decisivo nel risolvere i problemi di traffico e certamente rispettano il fondamentale distanziamento sociale.

In più sulle medie e lunghe distanze (tangenziali e strade a grande percorrenza) risultano decisamente più idonei. Nel momento in cui si chiede alla popolazione il massimo rispetto riguardo il distanziamento fisico, favorire nel modo più ampio possibile l’utilizzo del mezzo a due ruote a motore, a basso livello di inquinamento, a ridotto “consumo” di spazio in movimento ed in parcheggio, è un elemento che dovrebbe essere preso in concreta considerazione da parte del Governo, così come anche incentivare gli indispensabili supporti di sicurezza (casco e abbigliamento tecnico), attraverso una defiscalizzazione per incoraggiarne l'acquisto. Anche le 1740 società affiliate alla Federazione Motociclistica Italiana, spina dorsale delle attività turistico\sportive in Italia, avranno poi bisogno di un aiuto economico per garantire la loro stessa sopravvivenza.

2)Discrezionalità Regionali,Attività sportiva individuale e Atleti di Interesse Nazionale.Siamo costretti a lamentare con Lei, che sicuramente ne è perfettamente cosciente, la grande discrezionalità delle disposizioni emanate dalle singole Autorità Regionali, riguardo l’uso delle motociclette sia per la pratica del “Mototurismo” che di quella più propriamente “Sportiva”.

Questo genera grande confusione nei nostri utenti, che faticano a districarsi in una enorme mole di norme diverse, spesso in contrasto tra loro, alimentando le loro proteste anche nei confronti dell’Autorità di Governo. Dal 4 maggio si possono effettuare attività sportive individuali, ma nei documenti ufficiali non riusciamo a trovare la chiarezza che auspichiamo riguardo l’uso delle motociclette, strumento a guida singola e distanziata per eccellenza.

Siamo invece fermamente convinti che l’uso sportivo della motocicletta, in pista o in fuoristrada, abbia caratteristiche decisamente simili a quello della bicicletta o del cavallo. Dal punto di vista sportivo la Federazione Motociclistica si è immediatamente adeguata alle richieste governative, identificando un gruppo di Atleti di Interesse Nazionale e dando precise Linee Guida per l’utilizzo degli Impianti.

Ma proprio per la natura del mezzo tecnico utilizzato, sia in gara sia in allenamento, limitarne l’uso ad un gruppo ristretto di utenti ci appare una discriminazione non giustificata dalla situazione, visto altresì che il motociclismo conta ben 23 diverse discipline; limitare pertanto gli allenamenti agli atleti di interesse nazionale trascura la maggioranza degli appassionati che formano una base consolidata e indispensabile per le nostre attività.

Da ultimo evidenziamo che la FMI ha iscritte al proprio Registro Storico oltre 250.000 motociclette. In molte parti delnostro Paese ci sono limitazioni e divieti per la loro circolazione o nei centri cittadini.

In questa fase, ma anche all’auspicato ritorno alla normalità, si potrebbero sospendere questi divieti perché anche le moto storiche, se ufficialmente certificate,possono rappresentare una valida alternativa alla mobilità.

Fiduciosi di potere ottenere la Sua attenzione, e nella certezza che queste osservazioni possano essere recepite dai Ministeri competenti, restiamo ovviamente a piena disposizione per ogni possibile confronto, in qualunque momento riterrete di volerci coinvolgere.La ringraziamo dunque sentitamente per l’attenzione, inviandoLe cordiali saluti.