In Europa, e soprattutto in Italia, alcuni stabilimenti hanno già riaperto i propri cancelli. Ma il 4 maggio non tutti torneranno in attività

L’Italia si prepara alla Fase 2: un allentamento delle misure finora adottate per combattere l’emergenza sanitaria Covid-19, che se non cambia di molto la mobilità individuale permette ad alcuni importanti filiere di riprendere gradualmente la produzione.

Tra queste c’è anche l’industria motociclistica. Ecco chi è già ripartito, chi si prepara alla riapertura degli stabilimenti e chi invece resterà chiuso anche dopo il 4 maggio.

Ducati

Da qualche giorno a Borgo Panigale sono tornati gli operai per far ripartire i nastri della produzione. Naturalmente il ritorno alla normalità è graduale, e contraddistinto da l’osservazione di rigide norme sanitarie che hanno cambiato lo svolgimento dei turni, ma anche le abitudini in locali comuni come la mensa aziendale.

Per gli impiegati e per gli altri reparti rimane in vigore lo smart-working. Rimangono chiusi tutti gli ambienti aziendali per ospiti e visitatori.

MV Agusta

Anche la Casa di Schiranna si è detta pronta a riprendere la produzione, puntando a ripartire a pieno regime dal 4 maggio.

MV Agusta ha tenuto aperto solo il magazzino ricambi durante il lockdown per garantire assistenza ai clienti, ma durante il periodo di stop forzato l’azienda guidata da Timur Sardarov ha deciso di riorganizzare la linea di produzione, gli spazi comuni e soprattutto ha pianificato l’entrata in vigore di un protocollo sanitario per l’entrata in azienda: presidi sanitari, misurazione della temperatura corporea e distanziamento sul posto di lavoro sono tra le linee guida più importanti.

Piaggio

Anche gli stabilimenti del più grande gruppo motociclistico italiano si preparano a riaprire il prossimo 4 maggio. Il Gruppo Piaggio ha infatti firmato un protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali nei giorni scorsi per riprendere la produzione in sicurezza.

Agli operai verranno forniti kit personali con guanti, mascherine e occhiali, verrà garantito il distanziamento durante l’orario di lavoro e riorganizzati gli ambienti comuni.

Anche nei 4 stabilimenti Piaggio presenti in Italia verrà misurata la temperatura con il termoscanner, e tutte le misure adottate dai dipendenti dovranno essere rispettate anche per fornitori e visitatori.

BMW

Il marchio tedesco ha interrotto la produzione nello stabilimento di Berlino-Spandau lo scorso 19 marzo, così come tutti gli stabilimenti auto. Lo stop è stato prolungato fino al 30 aprile, e solo dopo quella data sia nelle sedi tedesche che in quelle internazionali verrà formulata una data di ripresa.

Honda

Resta chiuso lo stabilimento di produzione di Honda Motor Italia, ad Atessa (CH). Nonostante la legge lo permetta infatti la Casa dell’Ala ha deciso di organizzare una riapertura organica e coordinata di tutte le sue sedi produttive, al momento prevista per il 18 maggio.

Yamaha

La Casa di Iwata ha una situazione diversa, visto che gli stop alla produzione hanno tempistiche diverse a seconda dell’area geografica.

In Giappone il timore di una seconda ondata di contagi gli stabilimenti resteranno ancora chiusi dal 1 al 22 maggio, negli USA al momento la ripresa è fissata al 3 maggio ,mentre nelle fabbriche dell’America Latina si dovrebbe tornare a lavoro il 29 aprile.

Nelle sedi del Sud-est asiatico invece le riaperture sono differenziati con data ultima fissata al prossimo 10 maggio.

Brembo

E' invece già ripartita la produzione di Brembo, l'azienda bergamasca leader nella produzione di freni per moto.

Brembo, che aveva chiuso la produzione lo scorso 16 marzo, ha sfruttato il periodo di lockdown per sanificare gli ambienti e mettere a punto un protocollo che prevede la limitazione della compresenza di dipendenti nello stesso ambiente di lavoro e l'uso di presidi sanitari durante i turni.