Il presidente Paolo Magri commenta le anticipazioni governative per favorire l’acquisto di bici e e-bike

L’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo ed Accessori commenta favorevolmente le anticipazioni riguardanti la mobilità sostenibile per la Fase 2 al vaglio del Governo, ma ricorda come la crisi abbattutasi nel mercato moto e scooter necessiti di un aiuto concreto, e gli incentivi all’acquisto potrebbero essere una panacea necessaria in questo momento

Gli incentivi

Al momento il Governo Conte sembra aver previsto una serie di contributi fino a 1.500 euro per l’acquisto di bici tradizionali, e-bike e monopattini a fronte di una rottamazione di veicoli più inquinanti.

Una decisione che favorirebbe la mobilità sostenibile e soprattutto il distanziamento sociale, visto che si eviterebbero mezzi pubblici e inquinamento in un’unica soluzione.

Confindustria Ancma però chiede che siano incluse anche moto e scooter, e lo fa tramite il presidente Paolo Magri, che ricorda come ci siano 255 milioni di euro inutilizzati del Decreto Clima del 2019 per e-bike e bici, mentre al momento non c’è nessun sostegno a motocicli e ciclomotori.

La richiesta

"È un’ottima idea quella di prevedere agevolazioni per l’e-bike, le bici e i monopattini, ma ilritorno in strada dopo il lockdownsarà ragionevolmentecontraddistinto da un nuovo protagonismo delle due ruotea tutto tondonella mobilità individuale, soprattutto nei grandi centri urbani: per questo chiediamo che forme di incentivo all’acquisto di carattere economico o fiscale siano previste anche per ciclomotori e moto” ha commentato Magri, che ha aggiunto: “Alla lucedi questo stanziamento e delle positive intenzioni dell’esecutivo,confermate anche dal ministro DeMicheli, crediamo sia necessario armonizzare le misure e prevedere un piano strutturale di incentivazione all’acquisto sul breve periodo in grado di valorizzare le caratteristiche di tutta la mobilità su due ruote: distanziamento sociale, maggiore sostenibilità ambientale, maggiore velocità di percorrenza e facilità di parcheggio, predisposizione all’intermodalità e minore impatto sul traffico urbano”.