Il customizzatore giapponese trasforma una R nineT Pure in un cruiser classico e di ispirazione brat style.

Quando si parla di heritage e modern classic, tra i nomi noti non manca mail la serie R nineT di BMW.

La Casa dell’Elica ha infatti esplorato tutti i principali segmenti con i modelli nineT: dalla più prestazionale Roadster, alla più classica Pure, passando per la Racer, con cupolino e sella monoposto d’ordinanza, fino alle due varianti on-off Scrambler e Urban G/S.

Una base "rodata"

Prestazionali, stilose e ricche di dettagli, le R nineT possono vantare lo stesso bicilindrico della R 1200 GS, contando su cavalleria e reattività che poche altre nel segmento possono vantare.

All’appello dei modelli però è sempre mancato un cruiser. Un segmento che BMW solo ora sta esplorando, ma su tutt’altre cubature, visto l’imminente arrivo della maxi R18, caratterizzata dai cilindri opposti del boxer da 1.800 cc.

A porre rimedio alla curiosità di molti appassionati del genere ci ha pensato Kengo Kimura, boss di dell’atelier giapponese Heiwa Motorcycle, famoso in tutto il mondo per l’unicità delle proprie creazioni.

Partendo da una R nineT Pure del 2017, Heiwa Motorcycle ha creato la “Bull Face”, un ibrido tra un tracker, un bobber e una scrambler. Un mix che grazie a un collega giapponese, Go Takamine, ha un nome: Brat Style.

Fotogallery: Bull Face: la BMW R nineT Pure di Heiwa Motorcycle

La moto

Kimura è partito dal “far sedere” la moto tagliando parte della forcella anteriore e sostituendo il monoshock posteriore originale con uno più compatto. Per completare l’opera kengo ha sostituito le ruote originali con una coppia di cerchi a raggi: l’anteriore da 19” e il posteriore da 18”, gommate con una coppia di Avon Speedmaster MKII.

Come si vede bene nella gallery, anche il telaio è stato modificato dai meccanici di Heiwa Motorcycle, che lo hanno plasmato per alloggiare la seduta piatta e singola, il parafango posteriore e soprattutto il serbatoio a goccia.

Sull’avantreno un faro vintage e il manubrio buckhorn, come da tradizione dei cruiser anni ’70, completano il look, mentre guardando il posteriore si nota il telaietto di rinforzo e il faro singolo sul parafango posteriore.

Ma lo sguardo non può non essere attratto dalla linea dello scarico, che si alza sul profilo sinistro, in pieno stile scrambler.

Olio di gomito

Come in ogni opera firmata Heiwa Motorcycle, non manca la componente artigianale: il radiatore del liquido di raffreddamento originale è stato infatti sostituito con uno fatto a mano, così come sono creati in officina i coperchi delle valvole e il tappo del serbatoio.

Tutto impreziosito dalla verniciatura: un dark gloss brown con finiture in nero opaco su motore e trasmissione.

Quando si parla di telaio a traliccio è difficile pensare a un cruiser, ed è ancor più raro pensare a un cruiser ben riuscito e dalle forme armoniche: Heiwa Motorcycle ha sfatato anche questo tabù.