L’ulteriore stretta prevista per contrastare l’emergenza Coronavirus riguarda anche moto e scooter. Ecco quali sono le attività aperte

La chiusura delle attività non necessarie, annunciata durante l’ultima conferenza stampa del premier Giuseppe Conte, con relativo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato nelle ore successive, stringe ulteriormente il numero di aziende che rientrano nel campo dei servizi essenziali e strategici durante l'emergenza Coronavirus. Un provvedimento che riguarda anche chi si muove con moto e scooter.

I codici Ateco

Per i più, il Codice Ateco è una scoperta delle ultime ore: Ateco, acronimo di Attività Economica, è la classificazione adottata dall’ISTAT per racchiudere in categorie e sottocategorie le attività e categorizzarle a livello contributivo.

Nelle ultime ore la lista di codici dispone anche quali attività debbano rimanere aperte e quali no, incluse quelle legate all’industria motociclistica.

Il 45.40 è infatti il codice riguardante “Commercio, manutenzione e riparazione di motocicli e relative parti e accessori”. Il DPCM 22 marzo però, pone un‘importante differenza all’interno del codice 45.40,  relegando la possibilità di apertura “per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori”.

Restano quindi chiusi i concessionari. Ecco l’elenco delle categorie di attività aperte al pubblico:

  • 45.40.20 Commercio all’ingrosso e al dettaglio ed intermediazione di parti e accessori per
    motocicli e ciclomotori
  • 45.40.21 Commercio all’ingrosso e al dettaglio di parti e accessori per motocicli e ciclomotori, inclusa l’attività del commercio per corrispondenza e via internet di parti e accessori di motocicli
  • 45.40.22 Intermediari del commercio di parti ed accessori di motocicli e ciclomotori
  • 45.40.30 Manutenzione e riparazione di motocicli e ciclomotori (inclusi i pneumatici)

Manutenzione e riparazione: solo per necessità

IL DPCM del 22 marzo permette quindi a officine e gommisti di tenere la serranda alzata e accogliere i clienti per riparare le moto e gli scooter, sostituire parti usurate o più semplicemente effettuare il cambio degli pneumatici.

Questo non vuol dire però che per “ingannare il tempo” si possa andare in moto presso la propria officina di fiducia, approfittando della situazione.

Rimangono infatti prioritari i motivi di stretta necessità e/o lavorativi per uscire di casa, e soprattutto per recarsi nelle attività commerciali. Quindi, fatto salvo il caso in cui du due ruote ci si muova per andare a lavoro o lo scooter sia il mezzo di lavoro (riders, postini privati etc), la moto deve stare in garage.

Revisioni prorogate

Con il Decreto Cura Italia invece il Governo, lo scorso 17 marzo, ha prorogato fino al 31 luglio la revisione di auto e moto.

Nel dettaglio, in base all’articolo 92 del decreto legge 17 marzo 2020 si legge: “è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione di veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova di cui agli articoli 75 e 78 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ovvero alle attività di revisione di cui all’articolo 80 del medesimo decreto legislativo”.

Quindi fino al 1 agosto non ci sarà da preoccuparsi, sperando naturalmente che l’emergenza rientri ben prima.

I centri autorizzati ad effettuare però la revisione dei veicoli sono nell’elenco delle attività “essenziali e strategiche”: infatti rientrano nel codice 71.20 come “Collaudi tecnici”, più precisamente al comma 21, come “Prove periodiche stradali della sicurezza degli autoveicoli e dei motocicli (revisione a norma di legge)”.

Un dettaglio che potrebbe essere visto come una contraddizione, ma che in realtà permette a chi non può restare a casa per motivi di lavoro o che ha motivi di reale necessità per i suoi spostamenti di viaggiare senza alcun dubbio sulla sicurezza del mezzo che guida.