Chiuso per un mese lo stabilimento di Spandau, stop anche per la casa americana dopo il primo caso di positività di un dipendente

Solo pochi giorni fa avevamo stilato una dettagliata panoramica della situazione riguardante l’attività degli stabilimenti di produzione motociclistica italiana e dell’Europa Centrale.
Oggi a KTM, Ducati e altri nomi noti si aggiungono due pezzi da 90: BMW e Harley-Davidson.

Chiuso lo stabilimento di Spandau

I colleghi tedeschi di Motorrad.de riportano la notizia secondo cui il portavoce di BMW Motorrad, Julian Friedrich, ha confermato la chiusura dal 20 marzo e per un mese di tutti gli stabilimenti europei e anche dei presidi di produzione in Sud Africa. Cancelli chiusi quindi anche nella storica fabbrica berlinese.

Rimane però totalmente operativa l’assistenza sia per le auto che per le moto italiane, con naturale precedenza per i mezzi dell’Elica in uso al servizio pubblico e alle Forze dell’Ordine.

Si ferma anche Harley-Davidson

Stop di due settimane anche per le strutture di produzione di Harley-Davidson. La decisione è arrivata dopo che il tampone effettuato su un dipendente dello stabilimento di Menomonee Falls, in Wisconsin, è risultato positivo al Covid-19.

Ma lo stop ha interessato anche allo stabilimento di Tomhawk, sempre in Wisconsin e in quello di York, in Pennsylvania, che è il più grande impianto di assemblaggio per la maggior parte della gamma del marchio americano.

“Riconosciamo la natura senza precedenti di questa crisi globale" ha detto Jochen Zeitz, nuovo  presidente e CEO della Casa di Milwaukee, "e per questo stiamo sospendendo in via temporanea la maggior parte della produzione nelle nostre strutture negli Stati Uniti”