La Desert Sled preparata da Ducati North America trionfa nella neonata classe Hooligan della Mint 400

Gli appassionati di off-road non hanno certo bisogno di fare ricerche sul web quando si parla di Mint 400, la gara fuoristradistica più antica e prestigiosa degli Stati Uniti.

Nell’Albo d’Oro della manifestazione troverà per sempre un posto speciale Ducati, che è la prima vicintrice nella neonata classe Hooligan.

Debutto vincente

La Mint 400, che fa base a Las Vegas, ha aperto per la prima volta nella sua storia alle moto bicilindriche da oltre 750 cc non nate per l’utilizzo specifico nel fuoristrada.

Così tra le moto della classe regina ha debuttato anche il team Ducati North America/Fasthouse (marchio d'abbigliamento specializzato nel fuoristrada) con una Ducati Scrambler Desert Sled 2019.

In sella alle due moto preparate per l’occasione i piloti Jordan Graham e Ricky Diaz, gestiti dal team Spider Grips, lo stesso che ha portato alla vittoria più volte la Ducati Multistrada nella Pikes Peak.

Sempre Spider Grips poi ha deciso di preparare una terza moto, da affidare a due piloti in staffetta, Alexander Smith e Michael Allen, che hanno corso con il numero 5 in onore di Carlin Dunne.

La gara

Fin dall’inizio le Desert Sled hanno saputo staccarsi dal gruppo, così alla fine del primo giro da 80 miglia Graham è riuscito a fare rifornimento e ripartire senza perdere la prima posizione, mentre Smith ha lasciato posto al compagno Allen.

Durante il secondo giro Diaz, voglioso di recuperare secondi sul compagno, ha dovuto fare i conti con un sasso che lo ha costretto al ritiro. Graham ha vinto la Hooligan Open con un tempo di 4 ore 45 minuti e 35 secondi, con ben 45 minuti di vantaggio sulla Scrambler di Smith/Allen.

Fotogallery: Ducati Scrambler Desert Sled - Mint 400 2020

Le moto

Come detto la base per le moto è la Ducati Scrambler Desert Sled 2019, che a livello di meccanica di motore non ha ricevuto grandi modifiche, ad eccezione dello scarico completo firmato Termignoni e della mappatura Ducati Performance, con qualche attenzione a preservare il Desmo2, come le protezioni per il radiatore, il paracoppa e un pedale del cambio più adatto all’utilizzo in off-road.

La ciclistica è invece la parte che ha fatto la differenza: sugli steli originali è stato montato un kit forcella Racetech, il monoammortizzatore originale ha lasciato il posto a un Fox da competizione, insieme a un ammortizzatore di sterzo Scotts Performance.

Anche le quote originali hanno dovuto lasciare spazio a quelle di una vera enduro: così al posto dei cerchi originali hanno trovato posto una coppia di Excel da 21” e 18” montati comunque sui mozzi originali, con Pirelli Scorpion e mousse.

E per assicurarsi che le Scrambler non avessero problemi di trazione è stato deciso di allungare il forcellone con un pezzo realizzato appositamente da Earle Motors. Per il reparto frenante sono stati scelti dischi Galfer, mentre altre parti come paramani, manubrio e pedane sono firmate Faast.