Ecco quali sono le necessità per cui si può viaggiare dopo l'estensione della misure a tutto il territorio italiano

Aggiornamento: per scaricare e compilare il nuovo modello di autocertificazione in vigore dal 26 marzo 2020, clicca qui.

 

Tutto il territorio italiano fino al 3 aprile 2020 è stato dichiarato Zona Protetta per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus.

Il termine 'zona rossa' non si usa più e le primordiali 'zone rosse' di Vo’ Euganeo e dei comuni del Lodigiano che rappresentavano i primi focolai, non esistono più.

Sono vietati tutti gli spostamenti non necessari con qualsiasi mezzo, nel suo vademecum il governo scrive che "si deve evitare di uscire di casa" fatta eccezione per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute” per le quali si deve compilare una autocertificazione, dove si dichiarano le comprovate esigenze sopra riportate. Il documento deve essere sempre portato con se e mostrato alle forze dell'ordine, in caso si venisse fermati.

Per chi lavora su due ruote, come corrieri privati, rider e operatori del trasporto, o anche per chi in garage ha solo moto e scooter queste sono le regole per muoversi fino al prossimo 3 aprile.

Autocertificazione: dove trovarla, come compilarla

Ogni spostamento deve essere giustificato e per questo occorre l'autocertificazione. Il modulo dell'autocertificazione si scarica dal sito del Ministero degli Interni a questo link. Oppure qui sotto:

 

Se non potete stampare il modulo, potete
- copiare il testo su un foglio bianco (la c. d. 'carta libera') e firmarlo,
- compilarlo davanti le forze dell'ordine se doveste essere fermati.

Vanno compilati tutti i campi presenti nel documento, dichiarando il vero. L'autocertificazione è un documento ufficiale, ricordiamo che dichiarare il falso è un reato penale punibile con multe da 206 euro e con l'arresto fino a 3 mesi.

Pene che possono inasprirsi per chiunque eluda periodi di quarantena. I posti di blocco sono presidiati da Polizia Stradale e Carabinieri sulle strade principali e le autostrade.

Quali sono i comprovati motivi?

I cittadini possono muoversi su tutto il territorio nazionale solo per "comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute".

Le esigenze lavorative riguardano le persone fisiche non sottoposte a quarantena o non risultate positive al virus. Se si percorre ogni giorno lo stesso tragitto per le comprovate esigenze o situazioni di necessità, si può produrre un unico modulo valido per ogni spostamento.

La direttiva del Ministero dell'Interno parla di "spostamento preordinato allo svolgimento di un'attività indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile", ovvero quello relativo al lavoro e non valgono i diversi lavori sospesi dall'emergenza coronavirus, come i "servizi educativi per l'infanzia e le attività didattiche".

Se si tratta di lavoro, è necessario dimostrare i motivi che non consentono lo smart working: per esempio spiegare alle forze dell’ordine, nel caso vi fermassero per una verifica, che l'azienda per la quale si lavoro non fa smart working oppure per il proprio ruolo non è materialmente possibile svolgere il lavoro da casa e richiede la presenza in ufficio.

Il Governo scrive che "è comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa per il bene di tutti".

Per motivi di salute si parla di quei "casi in cui l'interessato deve spostarsi per sottoporsi a terapie o cure mediche non effettuabili nel comune di residenza o di domicilio".