Non c'è due senza tre: e dopo la registrazione dei due nuovi nomi, Flying Flea e Roadster, si torna a parlare della Meteor per il futuro.

Royal Enfield pesca dal passato il nome per un modello futuro, come da tradizione. Il marchio indo-britannico ha depositato il nome Meteor già nel 2019, e un muletto è stato sorpreso in India durante dei test su strada pochi giorni fa.

Il passato ritorna

È notizia di pochi giorni fa la registratrazione presso l'EUIPO  di due nomi relativi ad altrettanti nuovi modelli per il prossimo futuro, uno dei quali però fa riferimento a una moto del passato: Flying Flea, modello piccolo e leggero progettato durante la Seconda Guerra Mondiale per essere paracadutato con le truppe aerotrasportate e un più generico Roadster.

Un percorso che la Meteor ha già iniziato nel 2019, visto che il nome è stato protetto da copyright lo scorso maggio. Anche questo moniker non è certo nuovo ai fan del marchio: negli anni '50 Royal Enfield infatti, commercializzò moto come la Meteor e la Super Meteor, entrambe dotate di un motore bicilindrico parallelo da 692 cc e poi sostituite sulla linea di produzione dalla Interceptor.

Aria nuova

Nell'ambito del suo rinnovamento, costretto anche dalle nuove normative indiane antinquinamento che entreranno in vigore l'1 aprile (e non è uno scherzo), l'azienda ha già comunicato la dismissione della produzione del motore monocilindrico da 500 cc.

Secondo i colleghi di RideApart, il lancio della Meteor potrebbe avvenire già entro metà 2020, con un motore di circa 350 cc. Non è dato sapere però se il modello arrivi anche in Europa.

Meteor aveva anticipato di un anno le altre novità depositate all'inizio di quest'anno: prima Sherpa e Hunter a gennaio, poi Flying Flea e Roadster a febbraio. Secondo alcuni potrebbe rimpiazzare la Thunderbird X ma con un propulsore conforme alle nuove normative. Ci aspettiamo un 2020 ricco di novità da Royal Enfield.

Fotogallery: Royal Enfield ad EICMA 2019