Il 9 volte campione del mondo ha conservato negli anni cimeli e moto in un vero e proprio archivio, che ha aperto per la prima volta a Dainese

Venticinque anni di carriera, 9 titoli mondiali, milioni di fan in tutto il mondo. Valentino Rossi è stato, è ancora oggi, e probabilmente sarà per molto tempo il simbolo universalmente riconosciuto del motociclismo.

E visto che per moltissimi suoi seguaci Il Dottore è un supereroe, ha deciso di aprire le porte del suo covo per mostrarlo in un video caricato sul canale YouTube di Dainese.

Il racconto

Valentino dopo aver aperto le porte ( in realtà un ben più spartano montacarichi industriale) del suo museo segreto ha spiegato l’origine della sua raccolta.

Tutto è nato dal suo esordio nel campionato Sport Production nel 1993, in cui era uno dei pochi a poter sfoggiare tute del marchio vicentino, potendo contare sull’amicizia del padre Graziano con Lino Dainese.

Già agli esordi Rossi si è dimostrato abbastanza reticente a restituire le tute e i caschi usati durante il campionato, iniziando così inconsapevolmente l’archivio che ha dato vita al museo.

I cimeli

Nella stanza, una ex-officina, si trova di tutto: dalle moto che hanno accompagnato le cavalcate vincenti di Rossi, passando a tute, caschi e stivali, disposti maniacalmente in ordine cronologico e perfettamente abbinati.

Naturalmente non mancano i pezzi unici, come i caschi disegnati da Drudi Design, ma anche memorabilia più classiche, come coppe e cappelli dei podi della carriera venticinquennale del pesarese.