Indian Motorcycle ha presentato la sua Appaloosa v2.0 realizzata dal preparatore Workhorse Speed Shop per parteciapre alla Baikal Mile

L'anno scorso in occasione dei 100 anni della Scout, Indian aveva commissionato una prima versione della Appaloosa, la dragster realizzata dal customizer belga Brice Hennebert di Workhorse Speedshop, per partecipare alla Sultans of Sprint Championship con Randy Mamola.

Ieri sulla superficie gelata del lago Baikal, il grande lago antico della Siberia al confine nord con la Mongolia, è stata presentata la seconda generazione, rivista per la partecipazione alla Baikal Mile dal 27 febbraio all'1 marzo.

Uno sprint sul ghiaccio

La IndianxWorkhorse Appaloosa v2.0 è stata sviluppata per sprintare sul giacchio del lago Baikal.

Basata sulla Indian Scout Bobber questa dragster ha un profilo aerodinamico rivisto rispetto alla prima versione: il frontale è stato chiuso con un tappo in carbonio per proteggere il motore dalle temperature rigide, che potrebbero scendere a -20°C. Al posto della grande apertura frontale ci sono delle prese d'aria laterali.

A portarla a sprintare sul ghiaccio del lago Baikal c'è Sébastien Lorentz, organizzatore della Sultans of Sprint, che sostituisce Randy Mamola già occupato da altri impegni. "È come correre sulla luna, non abbiamo alcun riferimento – Brice Hennebert ai colleghi di MCNParlando con Sébastien, il nostro obiettivo è quello di raggiungere i 200 km/h che non è una velocità altissima, visto che l'anno una Suzuki Hayabusa ha toccato quasi i 250 km/h".

Una pluri collaborazione

A mantenere più stabile la Appaloosa v2.0 ci ha pensato Öhlins con forcella anteriore, ammortizzatore di sterzo e mono ammortizzatore posteriore.

Ulteriori contributi tecnici sono stati apportati da altre aziende che hanno collaborato con Indian e Wrokhorse Speed Shop: l'impianto frenante è fornito da Beringer, mentre altre parti sono fornite da Motorex (lubrificante) e EVOK3 Performance (filtri e valvole).

Indian x Workhorse Appaloosa 2.0

Fondamentali le gomme Dunlop SportSmart Mk3 con 250 chiodi ciascuno corrispondenti a circa 2,5 kg in più, che a 250 km/h rappresentano un peso notevole.

Sono stati scelti questi pneumatici perché "i più adatti per infilare i chiodi sarebbero stati gli slick, ma a basse temperature si sarebbe distrutti – spiega Brice – perché non sono adatti ad essere utilizzati a temperature inferiori ai -15°C. Gli pneumatici Dunlop SportSmart Mk3 invece non hanno alcun problema di temperatura e quindi sono stati la nostra scelta".

Fotogallery: Indian x Workhorse Appaloosa 2.0

Iniezione a protossido di azoto

La seconda generazione della IndianxWorkhorse Appaloosa deve sprintare veloce. Per questo il bicilindrico di 1.133 cc e da 150 CV ha una spinta a protossido di azoto, cioè un motore a combustione interna dove l'ossigeno per bruciare il carburante proviene dalla decomposizione di protossido di azoto invece che dall'aria.

Una soluzione che permette di migliorare le performance e di aumentare la potenza in modo considerevole, perché capace di garantire un apporto di ossigeno del 38% contro il 20% dell'aria normale. Il protossido di azoto consente di bruciare più carburante e quindi di aumentare la potenza del motore.

In più, è un inibitore naturale della detonazione: quando viene vaporizzato nel collettore di aspirazione toglie calore all’esplosione pur garantendo una resa notevolmente più efficace.