Le moto della casa di Hinckley verrano prodotte nel Paese asiatico, mentre in Inghilterra resta la produzione dell'esclusiva gamma TFC

A un mese dall'accordo con l'azienda indiana Bajaj, che prevede lo sviluppo di una moto con cilindrata inferiore ai 500cc, Triumph ha confermato lo spostamento della produzione dei suoi modelli in Thailandia.

Goodbye

A Hinckley non hanno specificato, o giustificato se preferite, se si tratta di una reazione strategica alla Brexit o di una mossa più opportunamente economica.

Ma non c'era da aspettarsi alcuna spiegazione riguardo lo spostamento della produzione in Thailandia, nello stabilimento di Chonburi, anche degli ultimi due modelli che fino ad ora venivano assemblati in Inghilterra: la Speed Triple e la Tiger 1200, che così vanno ad aggiungersi a tutto il resto della produzione.

Potrebbe trattarsi anche di una combinazione di fattori, in previsione di lanciare sul mercato modelli a un prezzo competitivo, com'è successo recentemente con la nuova Triumph Street Trilpe R 765.

A Hinckley restano le TFC...

In quella che dal 1988 e fino a pochi giorni fa era considerata la casa delle motociclette Triumph, resta la produzione dell'esclusiva gamma TFC (Triumph Factory Custom) che al momento è composta da tre modelli: Bobber, Thruxton e Rocket 3.

Si tratta di una produzione di elevata qualità che richiede una manodopera altamente specializzata, della quale evidentemente Triumph non vuole privarsi.

Triumph Bobber TFC
Triumph Rocket III TFC

In valori numerici, questa linea produttiva rappresenta 4.500 sulle 65.000 moto prodotte in totale all'anno. Naturalmente ci saranno delle conseguenze per il personale di Triumph Motorcycles ma il costruttore inglese ha dichiarato che cercherà di ricollocare più impiegati possibile.

... E lo sviluppo delle moto elettriche

Questo potrebbe avvenire grazie alla ricerca e allo sviluppo di nuovi modelli ad alimentazione elettrica, che non si ferma grazie alla collaborazione con altre tre realtà: Williams Advanced Engineering, Integral Powertrain Ltd.’s e-Drive Division, e l'Università di Warwick con il suo Warwick Manufacturing Group.

L'accordo è stato siglato l'anno scorso per una durata di due anni e prevede l'erogazione di finanziamenti da parte del BEIS (Department for Business, Energy & Industrial Strategy, il Dipartimento dell'Economia, dell'Energia e della Strategia Industriale del Governo) e dell'OLEV (Office for Low Emission Vehicles, l'Ufficio per i Veicoli a Basse Emissioni) tramite il suo consorzio Innovate UK.

L'obiettivo della collaborazione, che opera sotto il nome di Project TE-1, è  quello di portare Triumph a sviluppare una sua tecnologia per entrare nel settore della mobilità elettrica.

Secondo Nick Bloor, amministratore delegato di Triumph, la moto che nascerà deve saper offrire "Quello che i motociclisti vogliono e si aspettano dalla loro Triumph, che è il perfetto equilibrio tra guidabilità, prestazioni e usabilità”.

Fotogallery: Triumph Tiger 900 Rally & GT - TEST