Sarebbe accusato di aver ottenuto in modo fraudolento 14 milioni di sterline dai fondi pensionistici e averli utilizzati per scopi personali

Non finiscono i guai per Norton e il suo (ex)proprietario, Stuart Garner. Una petizione online chiede al governo di interrogare l'imprenditore per far luce su milioni di sterline distratti dalla società per scopi personali.

La petizione

L'ultima umiliante vicenda su Norton Motorcycle arriva dal web: su change.org, il sito di appelli e raccolte firme, è partita infatti una petizione per chiedere al governo britannico di interrogare Stuart Garner per aver ricevuto 14 milioni di sterline dai fondi pensioni, senza impiegarli nell'azienda ma per creare tre ulteriori fondi pensionistici e per finanziare i propri interessi e il suo stile di vita.

Secondo la petizione, Garner non ha mai seguito le corrette procedure per la raccolta e la gestione di questi fondi, coinvolgendo più di 280 persone e ingannandole grazie anche all'aiuto di alcuni amici con la fedina penale non proprio immacolata.

Ottimi tassi d'interesse e bonus in denaro esentasse sono state le bugie con le quali avrebbe convinto centinaia di conoscenti, che oltre ad aver perso gran parte dei risparmi, sono stati anche sanzionati dall'HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs, dipartimento governativo non ministeriale del Regno Unito responsabile per la riscossione delle imposte, il pagamento di alcune forme di sussidi statali e l'amministrazione di altri regimi regolatori incluso il salario minimo nazionale).

Questo quanto si legge sulla descrizione dell'iniziativa lanciata in rete.

Dov'è finito Stuart Garner?

L'ormai ex proprietario di Norton non si è visto il 14 febbraio scorso, quando avrebbe dovuto presentarsi davanti al difensore civico che doveva ascoltarlo riguardo la gestione e l'acquisizione di fondi collocati in un piano da lui controllato. Inoltre ha cancellato il suo profilo Twitter mentre è ancora online quello su LinkedIn.

La petizione rincara affermando che i fondi ricevuti in modo fraudolento sono stati impiegati da Garner per scopi personali, distraendoli di fatto dall'attività aziendale.

Per questo ora si chiede che Garner venga interrogato dal governo. Ma anche il governo stesso è sotto pressione, perché dovrà spiegare a quei pensionati che hanno perso i loro risparmi, come è stato possibile approvare il trasferimento di considerevoli cifre a favore dell'azienda, senza effettuare i dovuti controlli.

Norton V4 RR e V4 SS

Più ambizione che capacità manageriali

Il progetto era di quelli ambiziosi: ridare lustro a un marchio storico del motociclismo inglese. Quella Norton che fu un nome prestigioso nella prima metà del '900.

La proprietà di Mr. Garner è sempre stata caratterizzata da difficoltà che si sono subito materializzate nei problemi tecnici dei primissimi modelli commercializzati.

Nonostante questo la produzione è proseguita e i progetti di nuove moto non sono mancati, come le partecipazioni alle competizioni.

Alla fine il mese scorso il castello di carte è crollato: prima l’istanza di fallimento per un debito di oltre 700.000 euro verso il fisco britannico e poi la decisione dello stesso di porre l'azienda in amministrazione controllata per non aver saldato i debiti pregressi.

Parafrasando un campione di motociclismo, Garner ha dimostrato di avere più ambizioni che capacità di gestire un'azienda. Un progetto che è sempre rimasto in stalla e le stelle non le ha mai nemmeno viste.

Fotogallery: Norton Atlas 650 (2)