La filiale di San Francisco di Untitled Motorcycles trasforma una Moto Guzzi V9 del 2017 in una special da flat track

Untitled Motorcycles sveste la Moto Guzzi V9 Bobber del suo abito di moto paciosa, cucendole addosso uno molto più sportivo, con un aspetto decisamente molto più aggressivo.

L'idea

Il risultato dell'intervento di Hugo Eccles, responsabile della filiale di San Francisco di Untitle Motorcycles, è una special essenziale, che del modello di serie mantiene poche parti.

Rimossi motore e pneumatici, la motocicletta di Mandello del Lario restava solo con il suo telaio originale ed è stato così che Hugo ha trovato ispirazione: “La parte posteriore del telaio suggeriva la forma della targa porta numero, così è venuta l'idea di realizzare una flat track con le gomme grosse e di ribattezzarla Fat Tracker” commenta Hugo.

Fotogallery: Moto Guzzi V9 Fat Tracker by Untitled Motorcycles

Da bobber a tracker

“Le ruote grosse di questa Bobber mi hanno affascinato, per questo ho deciso di dedicarmi a questa moto mantenendo i cerchi originali da 16” sui quali ho montato degli pneumatici Heidenau K66 – spiega Hugo – Sono cerchi per scooter ma se vengono tarati per una velocità massima di 112 miglia orarie (circa 180 km/h) e un peso di 639 libbre (290 kg), sono adeguate per la Guzzi Bobber”.

Il telaio è stato accorciato nelle parte posteriore, mantenendo però linee originali, piatte e orizzontali com'è nella filosofia del suo disegnatore, Lino Tonti.

Gli ammortizzatori posteriori arretrati per far spazio a degli Hagon più lunghi da 420 mm.
La sella piatta e sportiva termina con una gobba, seguendo la linea del telaio

Motore adatto al flat track

“La Moto Guzzi Bobber ha un motore da 853 cc con una buona coppia che ben si adatta al dirt track. Mi piaceva l'idea di create un contrasto tra il motore bicilindrico trasversale incastonato in un piccolo telaio”, spiega ancora Hugo.

Con una nuova centralina e un nuovo sistema di aspirazione, la Fat Tracker guadagna un po' più di sprint a beneficio della dinamicità.

moto guzzi fat tracker

Magilla Gorilla

Tutti gli elementi del motore sono stati rifiniti in nero per mettere in risalto il telaio. La verniciatura prende ispirazione da Magilla Gorilla, personaggio creato Hanna Barbera.

È stata utilizzata una verniciatura cangiante che varia dal giallo metallizzato al verde metallizzato. L'idea di partenza era quella di rendere omaggio alla combinazione verde/rosso ('Verde Legnano' del serbatoio e 'Rosso Telaio') della Moto Guzzi V7 Sport del 1971. Alla fine Hugo ha preferito optare per il giallo su tutta la moto, con il rosso acceso del faro posteriore a LED realizzato appositamente da Motobox.

L'estetica è stata molto curata e lo dimostra la rifinitura del serbatoio, più piccolo dell'originale, che si combina cromaticamente con la sella sottile.
Le protezioni sotto la sella proteggono il pilota dal calore proveniente dagli scarichi rialzati, che dai cilindri passano in mezzo la parte posteriore del telaio.

Queste protezioni in tutto hanno 438 fori e questo ha richiesto qualcosa come 2.200 operazioni tra foratura, battitura, rimodellamento, carteggio, sabbiatura e altro ancora prima di essere montate.