La Casa Indo-britannica ha posto il copyright su due nuovi nomi, che potrebbero finire sul fianchetto di altrettante moto

Con l’arrivo del 2020 in India entreranno le norme antinquinamento BS VI, che obbligano i marchi costruttori di auto e moto a dover adeguare le proprie produzioni agli standard fissati dal corrispettivo asiatico del nostro Euro 6.

Royal Enfield potrebbe trarre vantaggio da questo obbligo, visto che ha appena depositato la richiesta di utilizzo esclusivo dei nomi Sherpa e Hunter.

Le moto

I fan del marchio sanno che Sherpa non è un nome nuovo nella storia Royal Enfield: negli anni ’60 infatti la divisione indiana del marchio produsse delle monocilindriche a 2 tempi con motore Villiers da 173 cc proprio con quel nome.

Che la nuova Sherpa possa essere una versione “ridotta” dell’attuale Himalayan, particolarmente apprezzata in una versione da un quarto di litro proprio nei mercati fiorenti del Sud-est asiatico?

Troppo presto per dirlo, però l’altro nome, Hunter, fa pensare che ci possa essere un secondo capitolo per un esordio di coppia dopo quello delle bicilindriche Continental GT e Interceptor, questa volta però con una endurina e, forse, una scrambler urbana.

Ipotesi Europa

Difficile che questi due nomi possano riguardare futuri esordi per il mercato europeo, ma l’idea che Royal Enfield stia lavorando su una declinazione di minore cilindrata dell’Himalayan per l’Asia lascia ben sperare tutti i fan del marchio che sperano nell’arrivo di una enduro stradale bicilindrica che riprenda proprio le linee senza tempo della tuttofare di Chennai.