La Casa di Hamamatsu ha depositato alcuni brevetti che potrebbero tornare utili ad omologare una nuova versione della maxi-tourer sportiva

Era il 2018 quando, dopo un glorioso ventennio di produzione, la Suzuki Hayabusa veniva mandata in pensione.

Il motivo per ritirare dal mercato “la moto più veloce del mondo” era racchiuso nei dictat dell’allora Norma Antinquinamento Euro4, che costrinse gli ingegneri giapponesi ad alzare bandiera bianca.

Possibilità di ritorno

I colleghi britannici di BikeSocial hanno scovato alcune richieste di brevetto depositate da Suzuki in Giappone, che potrebbero interessare la Hayabusa.

Non prove schiaccianti certo, perché quando si parla di brevetti spesso l’euforia iniziale lascia il posto alla consapevolezza che determinate idee non vedranno mai la luce, ma in questo case le idee sono semplici e puntano dritto a facilitare un ritorno in gamma dell’iconica sport-tourer.

I brevetti

Due le richieste depositate: la prima mostra l’installazione di un canister, un raccoglitore di vapori oleosi del carter, necessario a far guadagnare alla Hayabusa l’agognato bollino Euro5. L’elemento sarebbe posizionato sul lato del telaio per favorire il raffreddamento ad aria forzata.

Mentre il secondo brevetto riguarda una nuova coppa dell’olio motore, riprogettata per minimizzare gli attuali problemi di ripescaggio della pompa.

Fotogallery: Suzuki Hayabusa brevetti 2020

Altre novità in vista

I disegni mostrano altri elementi inediti, come un telaio completamente nuovo e soprattutto un nuovo quattro cilindri in linea.

I rumors parlano di un aumento di cubatura, per arrivare ai 1.400 cc. Così facendo la futura Hayabusa potrebbe compensare alla perdita di potenza dovuta alle norme antinquinamento, assicurando comunque più di 200 CV.

Se dai brevetti si passerà a qualcosa di più concreto lo sapremo solo nei prossimi mesi, sperando che il 2021 sia l’anno di un graditissimo ritorno.